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Facchini, Monti (Cisl) attacca
"falsità della Cgil". E lavoratori
chiedono tutto il pregresso

"Se succederanno cose strane - ha risposto Monti a precisa domanda - non bruceremo fabbriche né creeremo disordini. Manterremo dignità e correttezza, perché il nostro sciopero sarà quello di continuare ad andare a lavorare, nonostante tutto e tutti". Giovedì prossimo nuovo incontro in Municipio.

VIADANA – C’è un documento firmato davanti al Prefetto di Mantova il 25 febbraio 2016 in cui vengono fissati quattro precisi punti da rispettare per la complessa vertenza Composad-Clio Facchini Viadana. In esso è contemplata la garanzia occupazionale per il mantenimento dell’attività lavorativa non inferiore ai 24 mesi, l’applicazione integrale del Contratto nazionale del lavoro, il rinvio alla contrattazione di secondo livello per la definizione degli aspetti economici, sociali ed organizzativi e l’indicazione economica del pregresso. Che, tradotto in soldoni, significa che Lega Coop veniva quantificata in 550mila euro necessari per l’adeguamento tariffario a sostegno di tutti gli altri costi.

“Tale documento – ricorda Emanuele Monti della Cisl – era stato sottoscritto anche dalla Committenza grazie alle firme raccolte presso la sede dell’Associazione industriali di Mantova”. Emblematica la recente  dichiarazione di Attilio Dadda di Lega Coop durante una precedente riunione davanti al sindaco Giovanni Cavatorta, il quale aveva spiegato di essere stanco di versare denaro nei confronti di “un morto che cammina”, riferendosi alla situazione debitoria di Viadana Facchini. Sabato mattina nella sede della Cisl di via Garibaldi a Viadana Monti ha sbandierato un foglio su cui, davanti alle dichiarazioni della Cgil che motivava la sottoscrizione di un nuovo accordo, firmato recentemente solo dalla loro sigla, saltava all’occhio scritta in rosso la parola “Falso!”  da lui apposta, per affermare che non corrispondeva al vero il mantenimento degli accordi prefettizi del febbraio scorso.

In sostanza  Monti, davanti a molti lavoratori presenti alla conferenza stampa tra cui alcune donne con bambini in braccio, ha confermato che la maggioranza di loro aveva respinto quella nuova “pseudo intesa” aggiungendo che il credito da parte dei lavoratori era molto molto più alto. “Noi siamo disposti a lavorare meno, visto che a volta ci chiedono di impegnare le persone per sei ore al giorno con disponibilità sabato e domenica in caso di necessità. Però questa concessione, che si traduce in buste paga più leggere, noi la possiamo offrire solo se ci riconoscono tutto il pregresso”. Un rappresentante della Rsu, il senegalese  Ndiaye con accanto il collega Cristian Bottesini, ha quantificato in una cifra molto più elevata il credito vantato. “In un recente bilancio ci avevano mostrato un’attivo di 35mila euro a cui si deve aggiungere però un passivo di abnorme consistenza. Attendiamo da giorni che ci ragguaglino in merito. Non si può chiedere a questa gente (molti hanno pure la moglie che lavora nello stesso reparto, ndr) di lavorare solo 40 ore al mese con una busta paga di 320 euro”.

“Se succederanno cose strane – ha risposto Monti a precisa domanda – non bruceremo fabbriche né creeremo disordini. Manterremo dignità e correttezza, perché il nostro sciopero sarà quello di continuare ad andare a lavorare, nonostante tutto e tutti”. Giovedì prossimo nuovo incontro in Municipio con il sindaco Giovanni Cavatorta, nella difficile funzione di mediatore.

Ros Pis

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