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Stupor Mundi 2017 riscopre
l'Iran: il fascino e la cultura
infinita dell'Antica Persia

Presentato oltre che da Romanetti anche dall’assessore alla Cultura Pamela Carena e dal sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni, la rassegna Stupor Mundi ha vissuto una sorta di anteprima in biblioteca Mortara: piccolo aperitivo a base di thé verde, thé nero e datteri, prodotti tipici di quella terra, e poi la lezione “Giardino di Persia”.

CASALMAGGIORE – Da una civiltà millenaria ad un’altra, dal Giappone all’Iran, o Antica Persia, se preferite. Uno degli “imperi culturali” probabilmente più influenti della storia, assieme a quello dell’Antica Grecia, entra così nel programma di Stupor Mundi 2017 a Casalmaggiore. Se il Giappone, nel 2016, era stato scelto per la ricorrenza dei 150 anni di relazioni diplomatiche del paese nipponico con l’Italia, ecco che l’Iran è stato suggerito da Giuseppe Romanetti, coordinatore degli eventi di Stupor Mundi. Il motivo? Riscoprire una civiltà che molti vedono come molto lontana e che, in un contesto politico tormentato, spesso viene associata solo al caos e alle guerre del Medio Oriente, ignorando una storia e una tradizione che ha prodotto grandi opere dal punto di vista letterario, musicale, poetico e teatrale, solo per restare l’ambito strettamente culturale. Perché alle volte, come recita una poesia declamata proprio in biblioteca, “la comunione dei cuori è meglio della comunanza della lingua”.

Presentata oltre che da Romanetti anche dall’assessore alla Cultura Pamela Carena e dal sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni, la rassegna Stupor Mundi ha vissuto una sorta di anteprima in biblioteca Mortara: piccolo aperitivo a base di thé verde, thé nero e datteri, prodotti tipici di quella terra, e poi la lezione “Giardino di Persia”, tenuta da un musicista iraniano, Darioush Madani, che ha spiegato segreti e note degli strumenti dell’Antica Persia, alcuni dei quali, ad esempio, vengono utilizzati soltanto per composizioni sacre, seguendo una tradizione molto rispettosa e codificata.

L’Iran, che ha preso questo nome solo nel 1935, fino al 1978, ossia fino all’avvento degli Ayatollah, era da considerarsi, come moda e tradizioni, alla stregua di un paese europeo: le donne, per esempio, potevano andare all’Università e non erano costrette a portare il velo, vestendo all’occidentale. Una prospettiva molto diversa da quella attuale. Ma al di là del discorso storico, Stupor Mundi si propone di riesaminare e riscoprire la cultura iraniana a tutto tondo, per un percorso quasi senza tempo.

A conferma di quanto la cultura dell’Antica Persia sia legata anche al nostro mondo, basti pensare ad un cantautore stimato come Franco Battiato, che da sempre si è ispirato ai canti dei Dervisci, la minoranza più mistica dell’Islam, per alcune delle sue composizioni più famose. Il programma di Stupor Mundi è stato presentato nella sua prima parte, fino a fine luglio, con eventi letterari, dimostrazioni del maestro annotatore Safiollah Rezaei, racconti di antiche leggende, concerti e pure cinema con “Il cliente” di Ashgar Faradi, premiato con l’Oscar 2017 al Miglior Film Straniero. Poi da settembre verrà svelata una seconda parte, che si svolgerà in modo particolare a teatro.

Di seguito ecco il programma completo fino al 26 luglio:

Giovanni Gardani

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