Commenta

A Drizzona inaugura il 2° orto
sociale sinergico per Legami
di Terra. Modello per il futuro

Si allarga sempre più il progetto che vede capofila il Concass e che riunisce agricoltura biodinamica e servizi sociali. A Drizzona domani inaugurazione per un secondo orto del paese, di ben 10.000 mq. Non si escludono presto nuovi orti a Gussola e San Giovanni in Croce.

DRIZZONA – Quello che sarà inaugurato domani pomeriggio alle 16.30 a Drizzona, nell’ambito della 18esima Festa del Luartis, è un orto sociale sinergico destinato ad essere un punto di riferimento per tutto il progetto “Legami di Terra”, che nel casalasco, con finanziamento di Fondazione Cariplo e Fondazione Comunitaria, e capofila il Concass (Consorzio casalasco dei servizi sociali), vede la partecipazione di Fondazione Santa Chiara, Parco Regionale Oglio Sud, Gal Oglio Po Terre d’Acqua e i comuni in cui vengono realizzati gli orti. Come Casalmaggiore, Scandolara Ravara, Piadena (con le scuole) e appunto Drizzona. In quest’ultimo comune si sta realizzando davvero un piccolo grande sogno. L’entusiasmo e il coinvolgimento locale per il primo “orticello” di 250 mq realizzato lo scorso anno, è stato tale, che ora, grazie alla donazione di un privato cittadino residente in paese, si può coltivare un altro appezzamento di ben 10.000 mq che vede al lavoro  11 addetti. Un grande salto, se si considera che prima di questa novità, negli ultimi di due anni si lavoravano nei tre orti del casalasco circa 2000 mq di terreno. Ecco perché nell’ambito del progetto che coniuga agricoltura sinergia e biodinamica, servizi sociali e servizi psichiatrici territoriali, quello di Drizzona punta ad essere il fiore all’occhiello. Un modello per l’orto sociale-sinergico del futuro insomma. Come spiega Katja Avanzini, direttore del Concass: “A Drizzona il nostro orto sociale ha trovato fin da subito una grande accoglienza. Possiamo dire che il paese ha veramente sposato il progetto con calore e partecipazione. Ad iniziare dal Comune, con il sindaco Nicola Ricci che è stato sin dall’inizio, insieme a Benedetta Leschiutta, il nostro primo sponsor. Considerate le dimensioni dell’orto e visto il positivo contesto in cui questo si trova, vorremmo allargare ulteriormente il discorso e arrivare ad attrezzare intorno al terreno coltivato, un’area polivalente con spazi pic nic, una stalla, delle arnie, una serra, un semenzaio o un’asparagera e una casa per le degustazioni e l’offerta dei nostri prodotti. Vorremmo così sviluppare al massimo le potenzialità e le finalità dell’orto, che sono, oltre all’inserimento lavorativo di soggetti fragili, la promozione di relazioni e il favorire gli scambi all’interno della comunità. E’ un nostro piccolo grande sogno. Ci stiamo mettendo molte energie, perché è un progetto in cui crediamo molto”. A confermare il riscontro che gli orti sociali hanno all’interno della comunità locale è il sindaco di Drizzona, Nicola Ricci: “In paese l’iniziativa sta avendo successo. Abbiamo accolto con entusiasmo questo progetto fin dall’inizio e vedere come si sta espandendo è per noi fonte di grande soddisfazione. Abbiamo colto l’occasione della Festa del Luartìs perché così ci sarà la possibilità di far conoscere meglio l’orto sociale e di approfondire il discorso anche con i paesi vicini, ad iniziare appunto da Piadena e Canneto”.

Il progetto, oltre che avere una sua valenza sociale, è collegato strettamente ai temi ambientali e nutrizionali. Argomenti sempre molto sentiti. “Proprio per le loro caratteristiche legate all’agricoltura biodinamiche, gli orti sono belli e profumatissimi – sottolinea Katja Avanzini – . I prodotti che ricaviamo e che abbiamo poi modo di proporre, sono molto graditi. E non mi riferiscono solo agli ortaggi. Ci siamo infatti cimentati anche nella produzione di marmellate, come quella di pomodori verdi e zenzero, e anche di sughi. Il riscontro è stato talmente positivo che stiamo lavorando ad una collaborazione con agriturismi e ristoranti della zona e a due corsi di formazione. Uno dedicato ad addetti per il lavoro negli orti ed un altro proprio per la trasformazione dei prodotti”. Per questo progetto, si sta cercando di coinvolgere sempre più anche il tessuto imprenditoriale. In tal senso i ringraziamenti che Katja Avanzini tiene a fare sono diversi. “Oltre che alla locale amministrazione comunale e al signor Parma di Drizzona che ha donato il terreno, è arrivato un contributo dall’azienda Imbalcarton di Drizzona e da Save The Bobby. Ci stanno poi aiutando anche: il Brico Center di Gadesco per l’attrezzatura,  Padania Acque per l’irrigazione, il Pennellificio Zenit di Cicognara per il materiale antinfortunistico e il Consorzio Casalasco del Pomodoro che anche quest’anno ci dona le piantine di pomodoro. A tutti loro un sentito grazie”. L’entusiasmo, è tale che non si esclude di allargare presto il progetto degli orti sociali sinergici e biodinamici, anche a Gussola e San Giovanni in Croce. Per allargare ancora di più la positiva rete dei Legami di Terra.

Maria Luisa Rancati

© Riproduzione riservata
Commenti