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Paolo Nolli, il primo piadenese
a correre la Mille Miglia:
"Il mio sogno fin da ragazzo"

L'imprenditore affronterà dal 18 al 21 maggio la sua prima Freccia Rossa al volante di una rarissima Fiat Laureati 1100 prototipo sport del '52 in coppia con Alberto Orioli. "Emozione pazzesca. Ripercorrerò le strade dei più grandi piloti del passato. Sono orgoglioso e fortunato"

PIADENA – “Era il mio sogno fin da ragazzo e lo sto realizzando. Non sto più nella pelle.” Il ragazzo in questione è Paolo Nolli e quel sogno ormai realtà si chiama Mille Miglia. Se la seconda è già nella leggenda, lui comunque è destinato a passare alla storia come il primo piadenese che vi prenderà parte. Classe 1953, nato a Cappella de’ Picenardi, ma a Piadena ormai dal 1979, imprenditore nel ramo chimico e impiantistico, Nolli è alla sua prima Freccia Rossa come driver e sarà affiancato dal 18 al 21 maggio da Alberto Orioli, compagno di classe ai tempi dell’Itis di Cremona, perso di vista alla fine delle superiori  e poi ritrovato alla scuderia 3T di Cremona di cui entrambi fanno parte. Saranno in gara con il numero 258. “E’ un’emozione pazzesca” – confida il piadenese che già oggi era a Brescia, in Fiera, per le ultime verifiche tecnico sportive alle auto previste alla vigilia.

“Quando ero ragazzo e vedevo queste auto passare durante la Mille Miglia, guidate da piloti straordinari e fieri, che tutti guardavano con ammirazione, mi dicevo: “Chissà se un giorno anche io potrò essere uno di loro”. Ed ora come detto l’emozione è davvero tanta. Non vedo l’ora di partire  -“. Paolo Nolli si è avvicinato al mondo delle auto storiche grazie a Guido ed Elda Foresti. “Due amici, appassionati di Mille Miglia, il cui ricordo dal 2013 mi ha in qualche modo sospinto sempre più verso le corse. A partire dal Trofeo Foresti, fino al Gran Premio Nuvolari, il Trofeo DimmidiSì, la Coppa d’Oro delle Dolomiti, il Mittel European Race, il Campagne e Cascine e il Trofeo Gaburri. Conosco quindi già il percorso della Mille Miglia e gran parte delle persone che vi prendono parte o che vi gravitano intorno – prosegue -. Molti sono amici e dunque per la mia prima esperienza l’accoglienza è già calorosa ancora prima di partire”. Tra questi amici vi è anche Massimo Amenduni Gresele, amministratore delegato delle Acciaierie Valbruna, che in virtù di un rapporto quasi fraterno, non ha esitato a prestargli per questa Freccia Rossa, una “signora” macchina. Si tratta della FIAT Laureati 1100 – Prototipo Sport Sperimentale del 1952, rossa fiammante. Una vettura più unica che rara che ha corso tre edizioni della Mille Miglia, nel 1954, ’55, ’56. “Ho conosciuto Massimo in una gara qualche anno fa. Io correvo sulla mia Jaguar XK 120 che è del ’53 come me – spiega Paolo Nolli – lui con un Alfa Romeo 6 1500 MM del 1928. Auto che ha già fatto la Mille Miglia nel 1929 e su cui Amenduni Gresele, insieme a Fabrizio Vicari, sarà in gara con il numero 44. Tra gli amici che parteciperanno ci sono anche Bruno Ferrari, Eugenio Piccinelli di Bozzolo, Domenico Battagliola con Emanuel Piona di Manerbio, Giordano Mozzi e Stefania Biacca di Mantova.

La Fiat Laureati con cui gareggeremo io e Alberto è fantastica. E’ un prototipo sperimentale, come da libretto. Fu costruita nel 1952 a Porto San Giorgio su ordinazione del marchese ingegner Gustavo Laureati per correre su pista. Alla fine di quell’anno la vettura venne targata e immatricolata per poter partecipare alla Mille Miglia. Dopo la partecipazione alla terza edizione consecutiva, quella del ’56, la macchina venne acquistata appunto da Massimo Amenduni Gresele, che l’ha riportata alle competizioni. Come  la Coppa d’Oro delle Dolomiti nel 2015 e 2016 e il Trofeo Foresti del 2015. Massimo me l’ha concessa per poterla presentare al mondo delle auto storiche, perchè di fatto è ancora sconosciuta. Laureati ne ha fatte costruire solo tre, che sono una diversa dall’altra. Quella che guiderò io ha un motore Fiat 1100 da competizione con carburatori di derivazione motociclistica, su telaio della Gilco che ne costruì quattro in tutto. Gli altri tre sono rimasti invenduti perché li opzionò lo stesso Laureati. Per quel che riguarda la carrozzeria –continua Nolli – è in alluminio con fari applicati successivamente alla costruzione, ed ha il cambio della Fiat Campagnola con scarichi laterali esterni per evitare il surriscaldamento dei carburatori. Pesa 500 chili e monta ruote a raggi a gallettone”.

L’attesa dunque per il via ufficiale della corsa, previsto nel pomeriggio di giovedì 18 maggio con la punzonatura in Piazza Vittoria a Brescia, sale con il passare delle ore. “Brescia è la casa della Mille Miglia, lì si respira sempre un’atmosfera unica e grande entusiasmo. Ma non vedo l’ora di passare in altre città storiche, dove pure l’accoglienza della gente è spettacolare. Ho già avuto modo di seguire come accompagnatore la Mille Miglia e devo dire che l’ingresso e l’attraversamento di Piazza del Campo a Siena, passando tra due ali di folla, è da pelle d’oca. Poi, naturalmente, so che per me le tappe di Cremona e Parma saranno un momento particolarmente emozionante. La prima è la mia città e dunque arrivarci in questo modo mi darà sicuramente sensazioni speciali, mentre nella seconda mi attenderanno mia moglie Bianca Maria e le mie figlie Annapaola e Cecilia Agata. Senza contare che anche quando passeremo da Cicognolo sicuramente mi emozionerò visto che lì ci saranno ad attendermi mio fratello e mio nipote e che sono nato lì vicino, a Cappella de’ Picenardi… Peccato che non entreremo a Piadena, ma comunque ci passeremo vicino, visto che domenica faremo prove su sterrato tra Isola Dovarese e Castelfranco d’Oglio e poi saremo a Canneto”.

Che dire d’altro se non: “Speriamo che non piova. La mia aspettativa per questa prima partecipazione è di partire e arrivare. Di completare tutto il percorso insomma. Sono fiducioso. L’auto ha già corso la Mille Miglia e allora non era certo una gara di regolarità. Il racconto di chi ha già vissuto la Mille Miglia da protagonista mi ha dato tanta carica – conclude Paolo Nolli – . Sono fortunato, posso ripercorrere le strade dei grandi. Proprio come ho sempre sognato”. E lo farà anche per tenere alti i colori di Piadena, che ora può vantare tra i piloti della leggendaria corsa, anche un suo cittadino”.

Maria Luisa Rancati

 

 

 

 

 

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