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Canneto: è Diego Redini il
nuovo vice sindaco. Remo
Gnaccarini ai servizi sociali

La maggioranza ha provveduto al rimpasto dopo le dimissioni di Angelo Appiani e Barbara Alberini. Distribuite anche altre deleghe tra i consiglieri. Bottarelli della minoranza: "La Giunta non rispetta la parità di genere". Ficicchia: "Vivi Canneto al cambio generazionale, fuori la vecchia guardia".

CANNETO SULL’OGLIO _ Dopo due mesi senza vicesindaco e assessore ai servizi sociali dovuti alle dimissioni di Angelo Appiani e Barbara Alberini la maggioranza ha finalmente trovato l’accordo sulla nomina dei due sostituti. Il nuovo vice sindaco di Canneto è Diego Redini, l’unico assessore eletto rimasto in Giunta oltre ad Attilio Facconi (esterno alla comunicazione). Il nuovo assessore ai servizi sociali è, decisamente anche un po’ a sorpresa, Remo Gnaccarini. Esterno, con già un passato nell’amministrazione Cervi. Le deleghe dell’ex vicesindaco Angelo Appiani, ovvero istruzione, sport e tempo libero passano a Pierpaolo Appiani. Mentre al consigliere Angelo Zecchina va l’incarico per il Territorio che prima era appannaggio di Redini, (insieme ad agricoltura e ambiente). Non ci sono altre donne in giunta oltre al sindaco Raffaella Zecchina. Nessun incarico è stato affidato alle “consigliere” Alessia Gilberti (già a capo dell’AVIS) e Luciana Nicoli. Mancherebbe all’appello chi si occupa della Cultura (ancora tra le deleghe del Sindaco), forse sarà questa la prossima figura femminile da individuare. Sono stati due mesi non facili per il gruppo di maggioranza di “Vivi Canneto”. Un periodo minato oltretutto dalle polemiche sulla Mille Miglia e sui mesi di indennità a cui il primo cittadino ha rinunciato (15 mila euro circa) per finanziare opere ancora non definite. Visto che lo stesso sindaco nell’ultimo consiglio comunale ha spiegato che non andranno a coprire le spese per gli eventi culturali per gli 800 anni come la relativa delibera indicava, ma saranno utilizzati dove ci sarà necessità. Giorni segnati dall’incertezza sulla tenuta della maggioranza e dove non sono mancate anche le critiche dai paesi vicini. Come le osservazioni fatte dal sindaco di Acquanegra Monica De Pieri sull’opportunità politica di affidare un incarico per i servizi cimiteriali all’ex sindaco acquanegrese Erminio Minuti. Una primavera scandita da richieste per il momento ancora senza risposta, come quella di Renza Volpini, madre di Jessica Poli che ha chiesto una panchina rossa in ricordo della figlia uccisa dal marito e contro la violenza sulle donne. O l’istanza presentata dal M5S capitanato da Luigi Lupi che chiede un regolamento sulla gestione dei fanghi. E da incognite come la Pro Loco, che comunque tocca il Comune per il coinvolgimento dell’assessore Attilio Facconi. Una stagione amministrativa segnata dall’assenza cronica in consiglio di Pierino Cervi e dal silenzio durante i consigli stessi della quasi totalità dei consiglieri di maggioranza. Nella minoranza c’è sconcerto riguardo alle nomine. Il capogruppo di Cittadini per Canneto Gianluca Bottarelli commenta: “Non accettiamo le nuove nomine perchè per noi è un rimpasto senza senso, in cui vengono distribuite deleghe a persone che non hanno competenze specifiche. Soprattutto evidenzio due punti. Il primo: perché hanno “promosso” Redini vice sindaco togliendogli una delega che scinde di fatto un assessorato che poteva benissimo rimanere integro? E ancora: la Giunta non rispetta la parità di genere ed è una questione grave perché la legge prevede espressamente il rispetto di questa norma. Chiederemo spiegazioni”. Gli fa eco il consigliere Nicolò Ficicchia di “Canneto in Testa” che però aggiunge: “Le nomine del Sindaco mi lasciano sicuramente perplesso – dice -. Fa riflettere che le siano serviti mesi per spalmare un enorme numero di deleghe a persone che ha sempre avuto accanto e per scegliere Gnaccarini come novità. Una novità vecchia di dieci anni. Se questo è il nuovo che avanza, per Canneto qualche preoccupazione ce l’ho. Resta poi anche da osservare – prosegue – che con queste nomine Vivi Canneto è probabilmente giunto alla conclusione di un vero e proprio cambio generazionale che pare aver portato alla definitiva esclusione della sua vecchia guardia”.

Maria Luisa Rancati

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