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Delitto Gobbi: confermati in
appello 18 anni di reclusione
per Luciano Bonazzoli

Luciano Bonazzoli, cognato di Gobbi che agì perché schiacciato dai debiti contratti proprio col parente, confessò, dopo alcune indagini, il delitto, mentre Edo Dolci, che ripulì il sangue dove si consumò l'omicidio e poi gettò l’arma usata in un canale a Porto Mantovano, dovrà scontare ancora tre anni di reclusione.

RIVAROLO MANTOVANO/VIADANA – La condanna a 18 anni di carcere è stata confermata anche in appello per Luciano Bonazzoli. Stiamo parlando del delitto che costò la vita a Giorgio Gobbi, il 43enne di Cicognolo (ma originario di Rivarolo Mantovano) ucciso con due colpi di fucile il 4 dicembre del 2014 a Viadana, presso la sede della ditta Luma Srl.

Luciano Bonazzoli, cognato di Gobbi che agì perché schiacciato dai debiti contratti proprio col parente, confessò, dopo alcune indagini, il delitto, mentre Edo Dolci, che ripulì il sangue dove si consumò il delitto e poi gettò l’arma usata per l’omicidio in un canale a Porto Mantovano, dovrà scontare ancora tre anni di reclusione, avendo ottenuto uno sconto di quattro mesi della pena proprio in appello. Il processo si è svolto a Brescia presso la Corte di Appello. Bonazzoli era difeso dall’avvocato Luca Faccin, mentre Dolci era difeso dall’avvocato Sergio Genovesi. Il terzo complice, Roberto Infante, è invece stato condannato in primo grado all’ergastolo: aiutò Bonazzoli nell’omicidio e poi trasportò il cadavere di Gobbi nel baule di un’auto abbandonata poi nel parcheggio del Centro Torri di Parma.

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