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Dalle mucche di Michelangelo
al mais spinato: biodiversità
ricchezza lombarda

Oltre quota 20mila in Lombardia. Coldiretti Cremona: Mais corvino e grano monococco tra i ‘tesori’ cremonesi. A sud nel Mantovano ci sono ancora i fagiani venerati, la robusta maculata e la robusta lionata che sono due tipi di galline caratteristiche della pianura padana

CREMONA – Dalle “mucche di Michelangelo” al mais spinato di Gandino: con oltre ventimila varietà di flora e fauna – spiega la Coldiretti regionale in occasione della Giornata mondiale della biodiversità – la Lombardia rappresenta il 30% delle 63mila specie animali e vegetali esistenti in Italia. “Abbiamo un patrimonio immenso che va conservato e promosso e lo facciamo anche grazie all’opera degli agricoltori che ogni giorno lavorano nelle stalle e nei campi – spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – abbiamo imprenditori che si sono dedicati a salvare specie in via di estinzione e recuperare varietà vegetali antiche che rischiavano di sparire per sempre”.

Si va dal mais blu di Cornate d’Adda (Monza Brianza) a quello nero coltivato in provincia di Cremona (riscoperto dal giovane imprenditore agricolo Carlo Maria Recchia, che dal mais corvino coltivato a Formigara ricava farine, birra, pasta, prodotti da forno). Sempre in provincia di Cremona, si coltiva anche l’antica varietà del grano monococco, specialità dell’agriturismo Il Campagnino di Pessina Cremonese, che presso i mercati di Campagna Amica propone pane, farine, pasta e dolci al grano monococco.

Ci sono poi il mais spinato di Gandino (Bergamo), la patata viola di Sondrio e l’antica “mela campanina” nel Mantovano. Non si può dimenticare il legame che c’è tra la tradizione casearia lombarda e la salvaguardia di numerose specie bovine e caprine, come la mucca Pontremolese i cui progenitori, secondo la leggenda, trasportarono il marmo utilizzato da Michelangelo per scolpire il suo celebre Mosè. O come la vacca Burlina o la Varzese, razze autoctone dell’Italia del Nord celebri per la loro capacità di lavoro e la qualità del loro latte, allevate in provincia di Pavia, nel Milanese e nel Lodigiano. Ai due estremi della Lombardia abbiamo in Valtellina la pecora Ciuta, una razza “bonsai” perché è la più piccola delle Alpi, mentre a sud nel Mantovano ci sono ancora i fagiani venerati, la robusta maculata e la robusta lionata che sono due tipi di galline caratteristiche della pianura padana. Nel Comasco, infine, troviamo la capra nera di Verzasca e nel Bresciano c’è chi alleva le capre Bionde dell’Adamello.

“La grande biodiversità della Lombardia – spiega Valeria Sonvico, responsabile Ambiente della Coldiretti regionale – è legata anche a una rete di parchi naturali e aree sotto tutela presenti in tutte le province, con estensioni anche importanti e dove gli agricoltori sono presenti e interagiscono con l’ambiente naturale”. Attualmente il sistema si estende su 450.000 ettari di territorio lombardo fra parchi fluviali, montani, di cintura metropolitana, agricoli e forestali; 78 parchi di interesse sovracomunale, 65 riserve naturali, 29 monumenti naturali. Il 60% dei parchi si trova in aree di pianura o bassa collina e circa il 40% in aree montane. Sono inoltre presenti 241 Siti della rete europea Natura 2000 riconosciuti dall’Unione Europea.

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