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AAA Avviamento all'arte
attoriale, serata conclusiva
degli attori di Jim Maglia

Achille Campanile con i suoi testi un po’ surreali, comici, anticonvenzionali e alimentati da un ‘sano pizzico di follia creativa’ è stato il faro della serata

SAN GIOVANNI IN CROCE – E’ stata la serata delle parole intese come prezioso ed insostituibile vettore di relazione umana e professionale. Ma anche del non parole perché in questi casi è meglio un silenzio altamente intimo e riflessivo, quando unitamente al buio totale nella sala, sono state ricordate le vittime innocenti del recente e barbaro attentato terroristico di Manchester. Poi è stata la saga del suono e del colore delle parole grazie al gruppo di A.A.A (Avviamento all’Arte Attoriale), che giunto alla 4^ edizione, ha concluso un intenso periodo di training-formativo (in totale 16 incontri per un totale di 40 ore)c ondotto e diretto dal pedagogista e regista Jim Graziano Maglia.

Su un palcoscenico ‘minimale’, con in scena per l’appunto pochi oggetti scenici, qualche sedia, qualche sacchetto, qualche drappo, qua e là sparsi, i vari ‘discenti’, (9 in totale), tutti caricatissimi e motivatissimi, hanno dichiarato il loro immemore amore verso la parola, compiendo un’interessante ed assai originale lettura scenica, o lezione aperta (e pertanto non un vero e proprio spettacolo teatrale), di testi di Achille Campanile, uno dei più grandi maestri del panorama culturale italiano del ‘900. E per catturare e coinvolgere maggiormente il pubblico presente, ma anche per far vivere o condividere emozioni, situazioni, ascolti, sussurri e mimiche che talvolta dalla platea non si colgono, diversi spettatori sono stati invitati a salire sul palco insieme ai ‘discenti’ di A.A.A. presentando loro alcuni temi e o riflessioni tipo quelli riguardanti la felicità’, intesa sia come missione dell’attore, che come strumento per migliorare se stessi e forse anche una pur minima parte di un dato pubblico. Oppure sottolineando il lavoro di gruppo e della sua coesione fondamentale per raggiungere insieme traguardi speciali sia nella comunicazione personale che quella appunto “d’insieme”.

Ecco allora che un testo teatrale, seppure tradotto in forma scenica, diventa così un insostituibile mezzo di relazione e di arricchimento socio-culturale,con la parola sempre al centro a cui tendere come una buona madre che fruttuosamente e teneramente ci nutre. Achille Campanile con i suoi testi un po’ surreali, comici, anticonvenzionali e alimentati da un ‘sano pizzico di follia creativa’ è stato il faro della serata, e di cui il gruppo A.A.A ha presentato una corposa parte di una sua nota commedia, “L’inventore del cavallo”. E lo ha fatto con innegabili capacità mimico-interpretative, in virtù di un rigoroso studio teorico-pratico e un non impervio percorso formativo irto di varie difficoltà, ma anche di tanti arricchenti traguardi e di soddisfazioni. Li ricordiamo uno ad uno: Emiliano Bernuzzi, Ave Bianchi, Giuseppe Fortugno, Sebastiano Fortugno, Teresa Paganini, Albina Raimondi, Giulia Vezzosi, Nadia Visioli, Maria Tartari.

Un grande risultato formativo, prima e comunicativo teatrale dopo, ma anche una bella ed esistente realtà/risorsa culturale grazie innanzitutto alle locali Amministrazione Comunale e Parrocchia che hanno, che sin dalla 1^ edizione, sostenuto ed incoraggiato il progetto di JG.Maglia & Friends. L’epilogo della serata è stato la consegna individuale ad ogni partecipante degli attestati di merito, autografati dal Sindaco Pierguido Asinari, dal Parroco Don Mario Binotto, dallo stesso regista Jim Graziano e consegnati dalla sensibile vice-Sindaco Erica Maglia (a proposito di cognomi ma di fatto senza nessuna… parentela). Si sono anche uniti alla kermesse “sulla parola”, (che sin dal teatro greco è e rimane l’indiscussa regina della recitazione, insieme alla voce dell’attore, e non ai tanti attuali ‘surrogati’ in circolazione), degli illustri ospiti, chi con dei recitati chi con delle canzoni. Lo stimato maestro Pierpaolo Vigolini, al piano, Maurizio Pitacco, chansonnier piacentino, con la sua bella canzone, “La bimba allo specchio”. E poi l’istrionico Pietro Brambilla Tognazzi, attore, cabarettista e nipote del grande ed indimenticato Ugo e ancora, con un curioso gioco simil-radiofonico, Mario Carotti, attore cremonese, sino a Mauro Acquaroni, notaio e scrittore, assente sul palco all’ultimo istante, ma comunque presentato al buon numero di spettatori presenti alla Officina di parole, come prezioso ‘talent scout’ di giovani e promettenti scrittori casalaschi e dintorni, di cui il già citato e talentuoso Sebastiano Fortugno.

Un grazie va pure al prezioso lavoro in cabina audio-luci di Giuseppe Maglia, stimato ‘trainer’ di calcio della zona, neo promosso in 1^divisione. In gran finale spetta a Jim Graziano che rende un intenso omaggio a due altri grandi della scena artistico-culturale italiana e a due loro conosciuti monoghi: Totò e Gaber.

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