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La ciclabile delle forature:
"90 in tre anni e 1000
euro spesi: ora basta"

“Alla centesima foratura - spiega ironicamente il cittadino casalese nella sua denuncia - mi presento con la bicicletta in spalla, alla Fantozzi, e vado dritto all’Ufficio Tecnico del comune di Casalmaggiore. E a quel punto chiederò che mi riparino loro, a loro spese, la bicicletta. E così ogni volta che forerò”.
Le foto si riferiscono all'estate 2016, ma la situazione pare non essere cambiata

CASALMAGGIORE – Novanta forature in tre anni. Se non è un record, probabilmente nazionale, poco ci manca. Ma c’è poco da ridere, e di certo non trova nulla di ilare nella notizia il cittadino casalese che ha dovuto spendere, per questo problema alla propria bicicletta, all’incirca mille euro negli ultimi 36 mesi. Sì, perché il conto è presto fatto: una riparazione costa sui 10-12 euro e moltiplicare tale cifra per novanta porta ad un vero e proprio salasso.

Come detto, non ride il cittadino in questione e chi, come lui, ha subito la stessa sorte lungo la stessa maledetta ciclabile: un tratto di 500 metri che dovrebbe essere, ed in effetti è, un servizio a favore della mobilità sostenibile – dato che la ciclabile in questione è quella che dal supermercato U2 porta verso la rotonda della media Diotti, evitando così ai ciclisti il traffico dell’Asolana – ma al contempo rischia di risultare un terno al lotto, dove occorre farsi il segno della croce e sperare di non uscire con gli pneumatici da buttare. La prende con filosofia il casalese in questione: arrabbiato sì, ma al quale resta solo l’ironia, oltre alla voglia di denunciare il misfatto: “Alla centesima foratura – spiega – mi presento con la bicicletta in spalla, alla Fantozzi, e vado dritto all’Ufficio Tecnico del comune di Casalmaggiore. E a quel punto chiederò che mi riparino loro, a loro spese, la bicicletta. E così farò da quel momento ogni volta che forerò”.

Nella foto la ruota della bicicletta dopo l’ultima foratura

Il problema è dato da piante (per la verità erbacce), che certo non sono ornamentali e che danno problemi sia crescendo, sia quando vengono tagliate, perché in questo secondo caso lasciano piccoli “ganci” sull’asfalto, che poi bucano le gomme delle biciclette di passaggio. Un problema che non è nuovo (ne avevamo scritto anche lo scorso anno, sempre nel periodo estivo) e che anzi si ripropone con la bella stagione, quando magari le persone usano più volentieri la bicicletta e quando però queste piante crescono e, se non sistemate adeguatamente, invadono più facilmente la sede della ciclabile.

La soluzione? “Bisogna estirpare queste piante, non c’è molto altro da inventarsi – spiega il ciclista casalese, imbufalito – e magari pensare ad altre essenze, che possano anche abbellire la ciclabile stessa, che merita anche esteticamente di essere valorizzata. Altrimenti, andando avanti così, è il Far West”. E pure un salasso, di riparazione in riparazione, per il portafoglio.

Giovanni Gardani

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