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Casalmaggiore-Venezia,
missione compiuta: "Che bello
l'arrivo in mezzo alle gondole"

“Abbiamo tenuto buone medie, come volevamo alla vigilia - racconta Antonini - anche se nel finale abbiamo faticato di più, perché naturalmente la corrente verso la foce si riduce sensibilmente e dunque anche il passo è più lento: dai 10 km all’ora di media siamo passati a 6-7”.

CASALMAGGIORE/VENEZIA – Centonovantamila pagaiate, quattordici ponti, quattro conche di navigazione. E soprattuto 270 chilometri percorsi e 36 ore di fatica in cinque giorni complessivi di traversata. Sono queste le cifre dell’impresa dei quattro kayakers che hanno deciso di partire da Casalmaggiore e di arrivare a Venezia sfruttando il corso del fiume Po.

Previsto per sabato nel tardo pomeriggio, l’approdo in laguna è avvenuto invece domenica mattina attorno alle 11, seguendo la sagoma sempre più vicina del campanile di San Marco, da sempre simbolo di Venezia. Del resto, non c’erano record da battere, solo una gran voglia di stare in compagnia e godersi il Grande Fiume. Un giorno non casuale, peraltro, perché proprio domenica in laguna era prevista la storica Vogalonga. Anche per questo Paolo Antonini, Roberto Dall’Asta, Tiziano Rossini e Luca Marca, tutti della Polisportiva Amici del Po, hanno deciso di prolungare di qualche chilometro l’avventura, addentrandosi nei canali e nelle calli veneziane, dove solitamente passano solo gondole: “Un’emozione che, da sola, è valsa l’intera fatica della traversata” ha spiegato Antonini.

San Marco, Burano e poi Campalto, questi i punti toccati nell’ultima tappa di domenica mattina. Fase conclusiva di un percorso partito da Casalmaggiore per approdare a Revere mercoledì sera, con l’ospitalità offerta dalla locale Canottieri. E poi ancora Revere-Pontelagoscuro, riposando la sera di giovedì alla Canottieri Ferrara. Diverso il programma nelle successive due tappe. I kayakers, seguiti con la barca d’appoggio dagli amici Sauro, Adele, Cristina e Biagio e raggiunti a Chioggia da Arcangelo Pirovano, casalese ex presidente della Federazione Italiana Canoa Turistica, hanno infatti dormito per due notti a Pellestrina, vicino a Chioggia appunto, ospiti del Simposio del Kayak da mare. Per questo da Pontelagoscuro il passaggio è stato prima a Cavanella sull’Adige venerdì e poi, dopo essere stati proprio a Chioggia, trasportati con mezzi a motori, i kayakers sono tornati laddove avevano lasciato per recarsi, di sabato, a Pellestrina, da dove è partita l’ultima tappa.

Insomma, i quattro casalesi hanno sfruttato anche il passaggio di mezzi a motore, ripartendo però sempre dal punto in cui avevano lasciato, senza dunque tagliare nessuno dei 260 chilometri previsti, ai quali anzi se ne sono aggiunti altri dieci circa nell’ultima giornata. “Abbiamo tenuto buone medie, come volevamo alla vigilia – racconta Antonini – anche se nel finale abbiamo faticato di più, perché naturalmente la corrente verso la foce si riduce sensibilmente e dunque anche il passo è più lento: dai 10 km all’ora di media siamo passati a 6-7”. Il punto più faticoso, insomma, quel tratto finale, ma quando il traguardo è vicino, le forze di raddoppiano. E così è stato anche per Paolo, Roberto, Tiziano e Luca.

Giovanni Gardani

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