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Viadana Facchini, la protesta arriva a Milano: 80 lavoratori manifestano

All'origine della protesta, organizzata da Fit Cisl Asse del Po e da Adl Cobas, le due sigle sindacali che rappresentano il maggior numero degli addetti, la procedura di licenziamento avviata a metà maggio per 271 lavoratori. I due sindacati non hanno infatti sottoscritto l'intesa raggiunta con Filt Cgil e Legacoop.

MILANO – Un’ottantina di lavoratori della Viadana Facchini, arrivati in auto e pulman da Viadana, hanno manifestato martedì a Milano davanti alla sede di Legacoop Lombardia. All’origine della protesta, organizzata da Fit Cisl Asse del Po e da Adl Cobas, le due sigle sindacali che rappresentano il maggior numero degli addetti, la procedura di licenziamento avviata a metà maggio per 271 soci lavoratori dalla Viadana Facchini, cooperativa aderente a Legacoop. I due sindacati non hanno infatti sottoscritto l’intesa raggiunta con Filt Cgil e Legacoop il 31 maggio scorso che prevede l’assunzione di soli 200 lavoratori (150 a tempo indeterminato, gli altri 50 a tempo determinato).

Un’intesa che mercoledì mattina passerà al vaglio dei lavoratori, attraverso il referendum indetto da Fit Cisl Asse del Po e Adl Cobas. “Siamo sicuri che avremo una vittoria schiacciante – afferma Emmanuele Monti, segretario generale Fit Cisl Asse del Po -. Questa mattina solo una trentina sono entrati, di nascosto, a lavorare”. “Tutti gli altri hanno ben chiaro il comportamento scorretto della cooperativa e di Legacoop e non accettano che settanta lavoratori siano lasciati a casa – aggiunge Monti -. Legacoop ha fatto pulizia per conto di Composad: ha ripulito dai debiti Viadana Facchini e ora la pone in liquidazione, proponendo una cooperativa gestita da suoi uomini che sta scegliendo i lavoratori da licenziare, discriminandoli, senza tener conto dell’intesa dell’anno scorso che assicurava lavoro per tutti almeno fino a febbraio 2018”.

redazione@oglioponews.it

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