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Saviola Holding: il periodo difficile è ormai alle spalle Ora si torna ad investire

Un pool di nove banche ha concesso un finanziamento per 131 milioni di euro e c'è un piano di investimenti da 180 milioni entro il 2020. L'annuncio ufficiale della fine del lungo percorso di ristrutturazione aziendale iniziato nel 2012 e che già nel 2014 aveva visto Saviola tornare all’utile di bilancio è stato dato con una conferenza stampa.

VADANA – La figura indimenticabile di Mauro Saviola, fondatore dell’omonimo Gruppo viadanese, non aleggiava nella grande sala riunioni soltanto attraverso i suoi inconfondibili quadri in fondo ad una parete. Una sua altrettanto importante frase, sull’etica morale da tenere nei confronti delle persone, si è trasformata venerdì mattina in una citazione che ogni anno gli attuali amministratori dell’azienda desiderano far pervenire a tutte le maestarnze in prossimità del Natale.

Lo ha ricordato Alessandro Saviola, il presidente, nel contesto di una conferenza stampa organizzata per diffondere i isultati raggiunti nel  riequilibrio dell’esposizione debitoria a medio e lungo termine. La conferenza è iniziata con oltre un’ora di ritardo per problemi tecnologici avuti con un Istituto di Credito belga non presente, poi Saviola ha esordito spiegando come dopo un articolato percoso intrapreso nel 2013, a fronte di una fase congiunturale iniziata l’anno precedente, la riorganizzazione si fosse inserita nel contesto di una più ampia operazione di finanziamento organizzata da Banca Popolare di Milano per la concessione di un prestito di 131 milioni di euro, erogato da un pool di banche composto da Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare di Sondrio, Banca Popolare di Vicenza, Crèdit Agricole Cariparma, Credito Valtellinese, Kbc Bamk N.V, Unicredit e Unipol Banca.

Molti i partner e i consulenti partecipanti ad una operazione così importante e citati nel corso della mattinata: da Fivesixty con Massimo Minolfi, a PricewaterhouseCoopers con Alessandro Azzolini e un team composto da Maria Antonella Lenza e Giovanni Oleggini. Un sostanzioso calo dei costi con  l’aumento della redditività, tenendo presente non più i volumi ma la marginalità, si è raggiunto grazie ad un controllo di gestione non solo efficace ma addirittura definito “feroce”, che ha di conseguenza catturato l’ammirazione e la fiducia del gruppo di istituti che ha generato l’attuale iniezione di finanziamenti per consentire di rafforzare le aziende a cominciare da Composad, comprendendo poi lo stabilimento di Pesaro e Mortara.

Sia Luigi Cortellazzi sia Nicola Negri, rispettivamente direttore finanzairio e direttore generale di Saviola Holding, sia Corrado Nangeroni, resposanbile di Bpm (definita la terza banca italiana per importanza) con Renzo Agostinelli e Andrea Fabrozzi hanno elogiato il Gruppo Saviola per la capacità di produrre un grande riassetto e una stabilizzazione tali da permettere loro di conoscere già al quinto giorno lavorativo di un mese i risultati della gestione. In modo tale da sapere presto come tenere il timone di una barca e girarlo verso la rotta sicura. Tra i molti presenti anche la figura del notaio viadanese Francesco Besana.

Rosario Pisani

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