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Croce Rossa: festa, benemerenze,
attestati e medaglie al comune
e a chi l'ha resa grande

Tra i premi più significativi la medaglia d’oro al merito alla memoria all’avvocato Ippolito Longari Ponzone, fondatore di Croce Rossa a Casalmaggiore. Una decisione presa 102 anni fa per un motivo preciso, come i nipoti hanno evidenziato. “Custodire, conservare, trasmettere: erano questi i tre desideri del nonno".

CASALMAGGIORE – L’atmosfera era solenne così come due anni fa, quando la Croce Rossa Italiana a Casalmaggiore festeggiò i cent’anni di vita. Questa volta la manifestazione è stata più contenuta nel tempo, un’ora circa la durata, ma è servita a dire grazie ai tanti volontari e professionisti che negli anni hanno aiutato la benemerita associazione – che da poco ha dato il via ai lavori per edificare la prima storica sede di Casalmaggiore di proprietà della Croce Rossa – a crescere così tanto.

La cerimonia, condotta dal presidente del comitato locale Rino Berardi, è servita anzitutto a consegnare al comune di Casalmaggiore, il diploma di benemerenza con medaglia di 1° classe, dato che dal 1878 le varie amministrazioni che si sono succedute, hanno sempre aiutato e collaborato con Croce Rossa. Per questo il sindaco Filippo Bongiovanni, nel ritirare l’importante riconoscimento firmato, come tutti gli altri dal presidente nazionale di Croce Rossa Francesco Rocca, ha voluto ringraziare anche tutti i suoi predecessori alla carica di primo cittadino. Erano presenti in sala consiliare, alle 18.30 di venerdì, rappresentanti di giunta, maggioranza e pure minoranza, oltre ad altri esponenti del mondo politico, come il viceprefetto aggiunto di Cremona Roberta Verrusio e il consigliere provinciale Ivana Cavazzini, della scuola, con la dirigente della Diotti Cinzia Dall’Asta, del sociale, col presidente del Concass Ennio Cagnazzo, e del mondo militare, con il Maggiore Cristiano Spadano comandante dei Carabinieri di Casalmaggiore e l’Ispettore capo della Polstrada Gaspare Liuzza, oltre al responsabile sanitario del comitato locale Luigi Borghesi e ai tanti volontari che compongono il comitato stesso.

Dapprima la missione di Croce Rossa è stata illustrata leggendo le varie parole chiave che la animano, con magliette indossate dai bambini, scelti non a caso, per dirla con Rino Berardi, “perché sono i nostri volontari di domani, sono coloro che ci rappresenteranno tra altri cento anni”. Poi è venuto il momento delle premiazioni: ricordando i Lions con Daniela Brambilla attuale presidente, Croce Rossa ha premiato anche tanti professionisti, specializzati nei più svariati settori, o i volontari di Croce Rossa che più si sono distinti. Tra questi una parola merita il giovane Mattia Festa, che ha scelto di scendere ad Amatrice nei giorni post sisma per dare una mano. “La prova che la Croce Rossa è giovane e ha grande forza e spirito di sacrificio anche nelle giovani leve” ha spiegato Berardi. Oltre a Brambilla e Festa, attestati e medaglie sono andati ad Adele Rizzi, Valter Vacchelli e Roberta Chezzi (per i 15 anni di anzianità di servizio), Cesare Visioli, Paolo Antonini, Carla Visioli, Maria Rosa Concari, Elvezio Storti, Gianluca Paganini, Erminia Gerelli, Maria Vella Bianchi, Franco Marazzi, Stefano Esposti, Ilaria Concari e Stefania Buttarelli.

In chiusura tre riconoscimenti di grande prestigio sono andati al Maresciallo Giuliano Bertinelli, con la medaglia di bronzo al merito per il servizio svolto anche con la divisa a favore di Croce Rossa, al geometra Gianluca Pirotti, che ha realizzato il progetto per la nuova sede, con la medaglia d’oro al merito, senza dimenticare la medaglia d’oro al merito alla memoria assegnata all’avvocato Ippolito Longari Ponzone, fondatore di Croce Rossa a Casalmaggiore. Una decisione presa 102 anni fa per un motivo ben preciso, come i nipoti Michele e Annamaria Micheli hanno evidenziato. “Custodire, conservare, trasmettere: erano questi i tre desideri di mio nonno e credo che in Croce Rossa si siano tutti realizzati, custodendo e trasmettendo il patrimonio risorgimentale” ha detto Michele Micheli. Una festa solenne, dunque, che il gran caldo fuori e dentro la sala consiliare non ha scalfito.

Giovanni Gardani

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