Cronaca
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Composad, torna la tensione: una decina di operai sul tetto Lacrimogeni, caos, traffico ko

AGGIORNAMENTO ORE 20 - Arrivano il sindaco Giovanni Cavatorta e il consigliere delegato alla sicurezza Romano Bellini per parlare con i Saviola, denunciando che i loro camion stanno bloccando le rotonde di Viadana creando problemi al deflusso della circolazione.

VIADANA – Tornano ad agitarsi le acque alla Viadana Facchini, dopo che le ultime settimane erano parse di calma apparente. Da lunedì mattina è ripreso il blocco dei cancelli di Composad dopo il rigetto da parte dell’assemblea dei lavoratori e lavoratrici dell’accordo di giovedì scorso. Ma non è l’unica novità: “Una decina di lavoratori – viene comunicato da Adl Cobas – sono saliti sul tetto, e non scenderanno finché non verrà retribuito il mese di maggio e non ci saranno soluzioni degne per chi rimarrà escluso da lavoro. Stiamo già lavorando su una vertenza legale riguardante gli accordi non rispettati e altre irregolarità”.

Per la precisione gli operai sul tetto sono sette, alcuni dei quali esclusi dagli accordi per il reintegro a livello lavorativo: si trovano lì dalle 5 di lunedì mattina. La protesta, dunque, non è soltanto legata al mese di maggio non retribuito, ma mira pure a spingere per un accordo. La tensione è ai massimi livelli perché alcuni operai Composad, con la maglietta gialla, stanno urlando ai sette scioperanti sul tetto di lasciarli lavorare. Fuori dai cancelli i carabinieri di Viadana, mentre un mezzo dei Vigili del Fuoco è giunto sul posto per monitorare la situazione, dato che il pericolo per gli operai sul tetto non è di poco conto. Si attende pure l’arrivo del vicequestore di Mantova, mentre un rappresentante del gruppo dirigente Saviola sarebbe ai cancelli per osservare l’evolversi della situazione.

AGGIORNAMENTO ORE 11 – Attimi di panico in questo momento perché due operai stanno minacciando di lanciarsi nel vuoto. I compagni aprono con la forza i cancelli entrando nel cortile della azienda. Un indiano grida: “Se muore uno di noi bruciamo la fabbrica!”.

AGGIORNAMENTO ORE 13.50 – Acqua tirata su con una corda ed un uncino, ma la situazione rischia di trascinarsi a lungo. Difficile capire quanti siano. Dieci, quindici persone pronte a gesti estremi se qualcuno tenterà di avvicinarsi. E l’incidente serio lo si è rischiato davvero questa mattina poco dopo le 11 quando, per motivi in corso d’accertamento, qualcuno si è portato sul tetto. Alla vista dell’estraneo tre ex operai facchini (come si vede nella fotogallery) si sono calati nel tubo ancorato alla struttura, minacciando di lasciarsi cadere. L’atmosfera, sino ad allora accettabile, si è fatta infuocata. Gli altri operai giù hanno forzato il cancello, qualcuno urlava che se fosse morto qualcuno di loro, avrebbe dato fuoco alla fabbrica. Altissima tensione sino a quando anche grazie ai carabinieri (che non ne sapevano nulla dell’uomo sul tetto) si è riportata la calma. Gli operai non scenderanno sino a che non verrà loro data la mensilità sospesa e trovata una soluzione per tutti. I carabinieri stanno vegliando sul luogo insieme alla questura. La situazione è di calma apparente ma basta poco per tornare a respirare l’alta tensione. Prerogativa fondamentale adesso è quella di evitare incidenti.

Nella foto l’acqua sollevata dai manifestanti sul tetto

AGGIORNAMENTO ORE 14.30 – I temuti incidenti si stanno verificando: la situazione è precipitata con l’arrivo della squadra mobile in tenuta antisommossa, che sta cercando di spostare i manifestanti davanti ai cancelli, liberando l’accesso. Alcuni manifestanti sono rimasti a terra. Tensione ai massimi livelli. Tre persone sarebbero state portate in ospedale a causa degli scontri, anche se i contusi negli scontri con il reparto mobile sarebbero di più.

Nella foto manifestanti a terra dopo gli scontri

AGGIORNAMENTO ORE 15.41 – Adl Cobas dalla propria pagina Facebook pubblica il messaggio dei sette operai che si trovano sul tetto dell’azienda Composad di Viadana. Eccolo, in forma integrale: “Saviola continua a dire che questi non sono loro lavoratori e lavoratrici… Ma come si può dirlo dopo che da 15 anni varcano la soglia dello stabilimento? Com’è possibile non rendersi conto di quanto negli anni passati erano sfruttati? Chi è che non ha mantenuto gli accordi firmati un anno fa in prefettura? Vergogna!”.

AGGIORNAMENTO ORE 20 – Scontro tra ex Facchini e lavoratori diretti Composad. Un centinaio e più di loro, coi vertici aziendali in testa, hanno marciato per andare allo scontro fisico con gli indiani che bloccano i cancelli. Vengono fermati dai celerini che hanno lanciato razzi lacrimogeni: lo scontro fisico viene evitato ma sino alle 20 la situazione resta incandescente tra le due fazioni. Arrivano il sindaco Giovanni Cavatorta e il consigliere delegato alla sicurezza Romano Bellini per parlare con i Saviola, denunciando che i loro camion stanno bloccando le rotonde di Viadana creando problemi al deflusso della circolazione.

Nella foto il traffico congestionato sulle strade di Viadana

Rosario Pisani (Foto: Nazzareno Condina)

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