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Gritta e Iris Bio rilanciano l'idea di un distretto biologico del comprensorio Oglio Po

Sullo stimolo del presidente Gritta e degli amministratori locali, tra cui il sindaco di Casteldidone, dove Iris ha sede oltre che a Calvatone, Pier Romeo Vaccari, anche mercoledì mattina si è parlato di questo ambizioso progetto, alla presenza del sindaco di Spineda Davide Caleffi e di Carlo Malvezzi, consigliere regionale.

CASTELDIDONE/CALVATONE – Riprende quota l’idea di un distretto biologico del comprensorio Oglio Po. Lo fa, come già nei mesi scorsi, sotto la guida della cooperativa bio Iris di Maurizio Gritta, realtà nata nel 1975 ma che negli ultimi anni ha conosciuto uno sviluppo notevole. Iris ha da subito puntato sul biologico e, per la prima volta, ha lanciato l’idea di applicare questo particolare campo alla pasta. Con investimenti, bandi vinti e, ora, con la volontà forte di creare un vero e proprio distretto, una sorta di marchio dop, ovviamente bio, sui prodotti della zona Casalasco-Viadanese.

La ricetta è molto semplice e ovviamente parte dell’ingrediente della qualità: tutto comincia dalla filiera corta e dalla promozione di prodotti agricoli biologici, come detto, a partire da ortaggi, frutta e verdura, per passare a farina, pasta e conserve. Sullo stimolo del presidente Gritta e degli amministratori locali, tra cui il sindaco di Casteldidone Pier Romeo Vaccari, dove Iris ha sede oltre che a Calvatone, anche mercoledì mattina si è parlato di questo ambizioso progetto, alla presenza del sindaco di Spineda Davide Caleffi e di Carlo Malvezzi, consigliere regionale.

Costituire un distretto della agricoltura biologica, un obiettivo strategico che naturalmente per mettere radici in tempo medio-brevi, dovrà arrivare a coinvolgere pienamente diversi imprenditori agricoli locali. La volontà di interessare anche la politica, magari mediante quei bandi che tanto bene hanno fatto alla stessa Iris, grazie alla bontà dei progetti presentati, è chiaramente una delle chiavi necessarie per poter finalizzare quello che, ad oggi, è un progetto dettagliato e sulla carta. L’impressione però è che dalla potenza all’atto si possa passare nei prossimi mesi: unendo le forze, passaggio che il Casalasco-Viadanese non sempre ha saputo seguire in passato. Ma che, stavolta, sembra più maturo.

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