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"Con il CETA assistiamo a un
tradimento degli italiani. Per
impedirlo c'è ancora tempo"

Lettera scritta da Maria Luisa Paroni - Componente Coord. mantovano-casalasco STOP TTIP – CETA

Gent.mo Direttore,
Intervengo in merito alla ratifica del Trattato di libero scambio tra Europa e Canada considerato finora soprattutto nell’ottica agro-alimentare, per il suo maggiore impatto sul pubblico, ci sono però altri non trascurabili motivi per respingere il CETA. Come il TTIP, anche il CETA si propone di agevolare il commercio eliminando le norme stabilite negli Stati aderenti in materia di farmaci, sostanze chimiche, tutela dell’ambiente e del lavoro, servizi pubblici ecc…comprese le dispute tra Stati ed Investitori (i cui interessi tendono a prevalere sul bene comune): non a caso il testo integrale da ratificare è di ben 1.600 pagine! Persino i suoi più accesi sostenitori ammettono che i principi di reciprocità ed equilibrio tra le parti sono condizioni necessarie all’interno di qualsiasi negoziato commerciale. Peccato che proprio tali principi siano assenti a priori, a partire ad esempio dalle sostanze chimiche ammesse in Canada (ben 99 principi attivi) che in Europa sono bandite da tempo: l’eventuale ratifica del CETA vanificherebbe la Direttiva Reach (che entrerà in vigore in Italia nel 2018 e che impone di registrare tutte le sostanze chimiche in vendita per tutelare la salute pubblica) in contrasto col principio di precauzione applicato in Europa, per cui non è ammesso vendere alcun prodotto di cui non sia accertata l’innocuità. Che dire degli idrocarburi altamente inquinanti estratti dalle sabbie bituminose che il Canada esporterebbe in Europa in barba all’Accordo sul Clima di Parigi (che ufficialmente sostiene)? Si sottace però anche l’infido capitolo dei servizi pubblici, per i quali è ammessa la totale privatizzazione (acqua compresa) col trucco dell’elenco negativo (mettendo sul Mercato cioè tutto quanto non venga esplicitamente escluso). Infine, anche il CETA prevede la Corte Arbitrale Privata (ICS) che permette alle imprese di chiedere esorbitanti risarcimenti agli Stati qualora si ritengano danneggiate da norme in difesa dei diritti dei cittadini. In tal modo si antepone il Mercato alla Sovranità Nazionale, sovvertendo l’ordinamento democratico e costituzionale che mette in primo piano la difesa della dignità della persona. Attualmente l’Italia, come firmataria di un Trattato Europeo sull’energia, ha già in pendenza presso questa Corte due cause: una relativa all’abolizione degli incentivi sul fotovoltaico ed una della Rockhopper per il divieto di estrazione e raffinazione di idrocarburi entro i 2 km dalle coste (impianto di Ombrina Mare in Abruzzo) e non sappiamo ancora quanto ci costeranno questi scherzetti… F.D. Roosevelt diceva che il progresso non consiste nell’aumentare la ricchezza dei già ricchi, ma nel sollevare dalla miseria i poveri. E’ illusorio credere di poter mitigare le clausole del CETA dal momento che il Trattato è concepito come un blocco unico, inemendabile: è sconcertante quindi che i nostri parlamentari (prima in Europa ed ora al Senato), abbiano potuto approvare questo Trattato, sordi ai motivati appelli della società civile che, evidenziando i molteplici punti critici di questo accordo, così negativo per gli interessi italiani, hanno vivamente sollecitato un serio confronto sul merito e la sospensione del voto per meglio valutare il rapporto rischi/benefici. Stiamo assistendo ad un vero e proprio tradimento degli Italiani che, ignari di queste incredibili e spudorate manovre ai loro danni, potranno accorgersi delle conseguenze solo quando diverranno concreti gli effetti di questa inqualificabile azione del nostro Governo. I cittadini possono ancora mobilitarsi però per impedire la ratifica al buio fissata alla Camera il prossimo 25 luglio. Già, poiché non soltanto “La mafia uccide solo d’estate”, ma anche i nostri rappresentanti (sic!).

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