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Casa Famiglia San Vincenzo,
Aragona precisa: "Usciti
dall'accordo consensualmente"

"Non vi è stato alcuno screzio con il comune di Spineda e con il sindaco Davide Caleffi - precisa Marchini - . Semplicemente, quando sono divenuta presidente del nuovo cda, assieme agli altri consiglieri e dopo avere visitato la struttura di Spineda, abbiamo ritenuto che non fosse ciò di cui necessitava la nostra Fondazione".

SAN GIOVANNI IN CROCE – Alcuni precisazioni in merito alla nuova Casa Famiglia per Anziani di Spineda, per la quale dal prossimo 26 luglio dovrebbe conoscersi il nome della cooperativa che otterrà la gestione. Arrivano, in particolare, da Luigia Marchini, presidente del cda della Fondazione Aragona di San Giovanni in Croce, in carica da inizio marzo 2016.

“Non vi è stato alcuno screzio con il comune di Spineda e con il sindaco Davide Caleffi – precisa Marchini – . Semplicemente, quando sono divenuta presidente del nuovo cda, assieme agli altri consiglieri e dopo avere visitato la nuova struttura di Spineda, abbiamo ritenuto che non fosse ciò di cui necessitava la nostra Fondazione. Da qui l’accordo comune, giunto cioè da ambo le parti, con il comune di Spineda di rescindere l’accordo”.

Nessuna polemica dunque, ma alcuni puntini da mettere sulle i. “L’arredamento, al cui acquisto aveva provveduto il precedente cda – spiega Marchini – riguardava 5 posti letto e non 15, come è stato scritto, mentre per quanto concerne le piscine terapeutiche e il giardino sensoriale, è giusto ricordare che sono progetti che non riguardano la Casa Famiglia di Spineda ma che, se tutto andrà per il verso giusto con il bando Emblematici Maggiori al quale abbiamo partecipato assieme a Iris Calvatone che fa da capofila, saranno realizzati proprio all’interno dell’Aragona di San Giovanni in Croce, e dunque non a Spineda”.

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