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Aragona, la replica di Ceresini:
"Il recesso sulla Casa Famiglia
è una grossa occasione persa"

"E’ una perdita grave, una grossa occasione che ci lasciamo scappare: avremmo avuto a disposizione un bene in comodato d’uso per 20 anni e Spineda sarebbe diventato, in quanto donatore, fondatore partecipante della Fondazione Aragona".

SAN GIOVANNI IN CROCE – Dopo la precisazione del presidente dell’Aragona Luigia Marchini in merito al recesso consensuale assieme al comune di Spineda dal contratto per la gestione della Casa Famiglia San Vincenzo, tocca a Vittorio Ceresini, che è stato il precedessore di Marchini nel cda dell’Aragona, replicare.

“E’ giusto sottolineare che l’abbandono della gestione della Casa Famiglia di Spineda rappresenta una grossa occasione persa da parte dell’Aragona, altrimenti si fa passare questo recesso come una cosa normale e di poco conto. In realtà vi era stata l’approvazione del Cda con voto di San Giovanni in Croce e Casteldidone. Poi la nuova presidente ha mostrato da subito perplessità, pur trattandosi peraltro di una struttura che si trova nel suo paese di origine, Spineda appunto. E’ una perdita grave, una grossa occasione che ci lasciamo scappare: avremmo avuto a disposizione un bene in comodato d’uso per 20 anni e Spineda sarebbe diventato, in quanto comune donatore, fondatore partecipante della Fondazione Aragona. Teoricamente lo è tuttora, ma senza più questo bene, credo dovrà uscire dalla lista, per così dire. E’ un peccato, perché agendo in questo modo viene meno il contatto con i comuni del territorio. Speriamo che almeno la piscina terapeutica e il giardino sensoriale non facciano la stessa fine, perché i finanziamenti a fondo perduto per il territorio, una volta persi, non si recuperato più”.

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