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Il sabbionetano Davide Mantovani
a Londra e l'amore per il teatro
nella terra di Shakespeare

Amore a prima vista, pardon a prima scena, senza però averci mai provato prima. "Quando mi sono trasferito a Londra, ho pensato che sarebbe stato intelligente trovarsi un hobby, anche per conoscere persone nuove e soprattutto per imparare la lingua. Così mi sono iscritto a questi corsi serali di teatro. Da lì è iniziato tutto".

LONDRA – Da Sabbioneta è partito per arrivare a Londra, dove ha trovato un lavoro nel ramo in cui si era specializzato, l’architettura. Ma a Londra, Davide Mantovani, classe 1982, ha trovato pure l’amore per il teatro. Del resto, nel Paese di Shakespeare, era quasi scritto che il giovane sabbionetano non potesse restare indifferente alla cultura e alla scena. “Sono qui da marzo 2015 – racconta Davide, contattato telefonicamente – ma il teatro mi ha conquistato negli ultimi mesi. Ho seguito due diverse compagnie cittadine, la City Academy Theatre Company e la Boudica Theatre, realizzando sin qui due spettacoli, uno al London Improv Theatre e uno all’Etcetera Theatre Camden Town”.

Amore a prima vista, pardon a prima scena, senza però averci mai provato prima. “Quando mi sono trasferito a Londra, ho pensato che sarebbe stato intelligente trovarsi un hobby, anche per conoscere persone nuove e soprattutto per imparare la lingua. Così mi sono iscritto a questi corsi serali di teatro, che vanno dal livello principiante fino ad avanzato. Ne ho seguiti parecchi, finché ad un certo punto ho trovato quello giusto, che sfociava nella realizzazione di un vero e proprio spettacolo. Con un regista, un direttore di scena, alcuni attori professionisti e poi noi, attori dilettanti ma con tanta voglia di fare: ogni volta, seguendo un copione, cambiavamo ruolo e improvvisavamo la parte, finché il regista non comprendeva a chi fosse più adatta quel determinato ruolo”.

Improvvisazione, dunque, è stata la parola d’ordine. “Sì, anche per la trama: la parte più interessante sta proprio nel fatto che entrambi gli spettacoli all’inizio non esistevano. Voglio dire: non siamo partiti da un testo, dai grandi classici, come accade di solito. Quando abbiamo iniziato le prove, avevamo in testa solo il soggetto e uno scheletro di sceneggiatura, che a poco a poco ha preso forma e corpo. Di fatto, due spettacoli inediti. Il primo, con il City Academy Theatre Company, si intitola “A meal to die for”, Un pasto per cui morire, un mix tra giallo e commedia, in cui interpreto il ruolo dello chef; il secondo invece, con il Boudica Theatre, si intitola “Dear self”, ed è più introspettivo, anche se leggero e basato su di noi, sulla nostra esperienza. E ora siamo già pronti per il terzo show: l’idea era quella di trovarmi un passatempo, conoscere persone e fare qualcosa di creativo. Direi, missione compiuta, su tutti e tre i fronti”. Nella terra di Shakespeare, of course.

Giovanni Gardani

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