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Treni, è sempre polemica. Dopo
il 'tour' Pd nelle stazioni è botta
e risposta tra Malvezzi e Alloni

Alloni alla stazione di Olmeneta

MILANO – “L’incredibile autogol di Agostino Alloni sul tema delle ferrovie mi conferma che questo PD non potrà mai governare la Lombardia. Grazie alla visita di martedì mattina alla stazione di Olmeneta il Consigliere del PD Alloni ha evidenziato a tutti i cittadini lombardi come il suo Governo nazionale del PD e il Ministro delle Infrastrutture del PD Graziano Delrio abbiamo drammaticamente deciso di abbandonare il territorio lombardo”.

Lo ha detto Carlo Malvezzi, consigliere regionale di Forza Italia, a proposito della visita del collega Alloni alla stazione ferroviaria di Olmeneta.

“La manutenzione delle stazioni e delle linee ferroviarie – ha precisato Malvezzi – compete a RFI (Rete Ferroviaria Italiana) che da decenni non investe nulla per mantenere in stato di minimo decoro le stazioni e che soltanto ultimamente ha stanziato 6 milioni di euro per progettare il raddoppio della linea ferroviaria Mantova-Codogno. Speriamo che almeno i nostri nipoti possano vedere qualche realizzazione da parte di organismi nazionali”.

Malvezzi ha evidenziato che, al contrario, “Regione Lombardia lunedì prossimo approverà l’assestamento del bilancio 2017 che contiene l’avvio dell’operazione che prevede un investimento di 1,6 miliardi di euro e che vedrà l’avvio della relativa gara per l’acquisto di 160 nuovi treni entro il 2017. Il governo del PD abbandona il territorio, Regione Lombardia investe. Questa è la contraddizione che Alloni ci ha aiutato ad evidenziare con straordinaria abilità”.

Il consigliere di Forza Italia invia due suggerimenti al collega del PD: “Nel dossier che intente realizzare insieme ai suoi mattinieri colleghi del PD preveda due nuove sezioni che potremo aggiornate insieme: ‘Strade provinciali groviera’ e ‘disastro istituzionale’. Nella prima sezione potremo documentare lo stato di abbandono delle strade provinciali oggetto di irresponsabili tagli di trasferimenti da parte del governo Renzi. Nella seconda sezione potremo raccontare lo stato comatoso in cui si trovano le Province lombarde, la città metropolitana e i comuni lombardi sempre per merito della coppia Renzi-Delrio. C’è da riempire migliaia di pagine. Ma soprattutto faccia attenzione – ha concluso Malvezzi – ai destinatari del dossier. Gli suggerisco due indirizzi per evitargli nuove e più clamorose figuracce: Palazzo Chigi e Via del Nazzareno (sede nazionale del PD) a Roma”.

La riposta di Agostino Alloni del Pd non si è fatta attendere:

“A ogni nostra critica il collega Malvezzi reagisce difendendo l’operato della Regione così ciecamente da non accorgersi di prendere forti cantonate. Malvezzi dovrebbe sapere – spiega Alloni – che, oltre ai treni ai binari e ai passaggi a livello, anche la manutenzione delle stazioni è inclusa nel contratto di servizio che la Regione Lombardia ha stipulato per gli anni 2015-2020 con Trenord e Rfi, per un costo complessivo di quasi 500 milioni, per la precisione 412.550.000 di euro, al netto di Iva. E’ la Regione che paga ed è la Regione che ha l’obbligo di controllare non solo il funzionamento dei treni, ma anche lo stato delle stazioni e di pretendere che siano efficienti e funzionali.

Inoltre, sulla Gazzetta Ufficiale di ieri 25 luglio – aggiunge il consigliere dem – sono stati pubblicati i due decreti del Ministero dell’Interno di riparto del contributo di 170 milioni di euro e di 180 milioni di euro per le province (previsti nella cosiddetta “manovrina”) destinati, rispettivamente, allamanutenzione straordinaria della rete viaria e all’esercizio delle funzioni fondamentali. Per la Provincia di Cremona, per il 2017, sono così destinati 1.526.496,77 euro per la manutenzione straordinaria delle rete viaria e 2.405.492,76 euro per l’esercizio delle funzioni fondamentali. Mi chiedo infine – conclude il consigliere cremonese – se il mio collega sia contento di come non funzionano i servizi ferroviari nel nostro territorio. Da tutto quel che non ha fatto negli ultimi anni si direbbe di sì”.

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