Cronaca
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Popolazione in provincia di Cremona: costante lieve diminuzione. Stranieri stabili

Nelle città di Cremona e Crema la comunità più numerosa è quella rumena; a Casalmaggiore quella ghanese e, nel gruppo costituito dai restanti comuni, quella indiana, che trova occupazione prevalentemente nel settore agricolo e zootecnico.

Il rapporto statistico sulla popolazione residente nei comuni della provincia di Cremona presenta alcune elaborazioni, curate dall’Ufficio Statistica provinciale, dei dati ISTAT (forniti dai Comuni) relativi alla popolazione residente al 31 dicembre 2016.

“Trattasi di un utile strumento di analisi per i Comuni e gli enti del territorio per analizzare il contesto demografico locale e gli andamenti per le diverse annualità, realizzato dai nostri Uffici – ha precisato il presidente della Provincia di Cremona, Davide Viola – Le elaborazioni mostrano a livello comunale e sovra comunale (provincia, distretti, circoscrizioni per l’impiego e per la prima volta unioni di Comuni), oltre alla consistenza della popolazione divisa per singola età e sesso, nonché le principali classi di età e i più tradizionali indicatori demografici”.

Il compendio completo si trova sul sito alla pagina: http://www.provincia.cremona.it/statistica/?view=Pagina&id=6178

 

POPOLAZIONE RESIDENTE IN PROVINCIA AL 31 DICEMBRE 2016

Al 31 dicembre 2016 la popolazione provinciale era pari a 359.388 unità: 176.295 maschi (49%) e 183.093 femmine (51%). I comuni con più abitanti erano:

Cremona 71.924

Crema 34.410

Casalmaggiore 15.376

Castelleone 9.374

Pandino 9.015

Soresina 8.948

Rivolta d’adda 8.133

Soncino 7.665

Spino d’adda 6.843

Pizzighettone 6.501

Offanengo 6.014

Castelverde 5.715

 

Quelli con meno abitanti:

Derovere 296

Castelvisconti 301

Voltido 359

Ca’ d’Andrea 431

Cappella de’ Picenardi 432

San Martino del Lago 438

Ticengo 443

Cumignano sul Naviglio 448

Tornata 461

Torlino vimercati 469

Castel gabbiano 475

 

Negli ultimi quattro anni, si è avuta, a livello provinciale, una continua ma lieve diminuzione della popolazione (362.141 unità nel 2013, 361.610 nel 2014, 360.444 nel 2015 e 359.388 nel 2016) e una stabilizzazione della popolazione straniera residente intorno alle 41.000 unità (41.159 stranieri al 31-12-2016). Suddividendo la popolazione per classi di età, si ha la seguente situazione: i bambini tra 0 e 14 anni rappresentano il 13% della popolazione, la popolazione cosiddetta “attiva” tra 15 e 64 anni rappresenta il 63% della popolazione e i gli anziani (dai 65 anni in su) il 24%.

In provincia, come a livello nazionale, si rileva un continuo invecchiamento della popolazione, mostrato anche dall’indicatore “tasso di vecchiaia” che nel 2016 era pari a 24 (ovvero il 24% della popolazione provinciale era anziana), mentre nei tre anni precedenti era pari a 23 e nel 2012 a 22. Altro indicatore per evidenziare il grado di invecchiamento della popolazione è l’indice di vecchiaia in cui la popolazione anziana è rapportata al numero di bambini al di sotto dei 15 anni . Questo indicatore nel 2016 è pari a 182 (ovvero, per 100 bambini di età compresa tra 0 e 14 anni ci sono 182 persone di età superiore ai 65 anni), nel 2015 era 178, nel 2014 era 174 e nel 2013 era 170. In Lombardia e in Italia al 31.12.2016 l’indice di vecchiaia è inferiore a quello della nostra provincia e risulta rispettivamente 159 e 165.

Altri indicatori significativi per rappresentare la struttura demografica della popolazione sono gli indici demografici di Dipendenza Totale, Giovanile e Senile (Idt, Idg, Ids) che hanno una rilevanza di tipo economico-sociale e rapportano il numero di persone che non sono economicamente autonome per ragioni demografiche (gli anziani oltre i 65 anni e i giovani fino ai 14 anni) al numero di persone che si presume debbano sostenerli con la loro attività (popolazione tra i 15 e i 64 anni).

Questo valore al 31.12.2016 è pari a 58, ovvero 58 persone su 100 non sono economicamente autonome e quindi presumibilmente inattive. Di queste, 21 sono giovani al di sotto dei 14 anni (Indice di dipendenza giovanile) e 37 anziani al di sopra dei 65 anni (Indice di dipendenza senile). In Lombardia e in Italia questi indicatori sono leggermente migliori: in Lombardia l’Indice Dipendenza Totale è pari a 57 (di cui quello giovanile è 22 e quello senile 35) mentre in Italia l’Indice Dipendenza Totale è pari a 56 (di cui quello giovanile è 21 e quello senile 35).

L’Indice di Ricambio della popolazione attiva (IR), che è dato dal rapporto tra coloro che presumibilmente dovrebbero uscire dal mercato del lavoro e coloro che vorrebbero entrarvi, nella nostra provincia è pari a 139, ovvero, su 100 persone di età 15-19 che vorrebbero entrare nel mercato del lavoro ve ne sono 139 di età 60-64 che dovrebbero uscirne. Anche in questo caso in Lombardia e in Italia questo indicatore è più basso ed è pari a 128.

 

BILANCIO DEMOGRAFICO ANNO 2016

Per quanto riguarda il bilancio demografico provinciale, si evidenzia nel 2016 un saldo complessivo negativo (-1.063) dato dalla somma del saldo naturale (nati – morti) che risulta negativo (-923) e da quello migratorio (iscritti – cancellati) anch’esso negativo (–140).

In particolare il saldo naturale, è reso negativo dalla componente italiana (-1520) mentre gli stranieri registrano un valore positivo (+ 597), in quanto il numero dei nati è superiore a quello dei morti. A tal proposito si evidenzia che nel 2016 su 3.282 nati, il 25% erano stranieri. Dall’indice di fertilità totale si può confermare che donne straniere fanno più figli di quelle italiane: in provincia di Cremona nel 2015 l’indice di fertilità totale per le donne straniere era 2,11 figli per donna mentre per le donne italiane di 1,18 figli per donna. Anche il saldo migratorio 2016 nella nostra provincia è negativo, contrariamente a quanto registrato in Italia, ed è dovuto alla componente straniera.

STRANIERI RESIDENTI AL 31 DICEMBRE 2016

Gli stranieri regolarmente residenti in provincia di Cremona al 31 dicembre 2016 erano 41.159 di cui 20.027 maschi (il 49%) e 21.132 femmine (il 51%). Come mostra il grafico seguente, negli ultimi cinque anni gli stranieri residenti si sono assestati sulle 41.000 unità , dopo che dal 2002 al 2012 erano cresciuti maggiormente.

A livello provinciale il numero di stranieri è pari all’11% dei residenti (in Italia gli stranieri sono l’8,3% dei residenti), anche se in alcune fasce d’età la loro incidenza è molto più marcata, come nel caso dei bambini stranieri dagli 0 ai 9 anni, che rappresentano il 22% del totale dei bambini della stessa fascia d’età.

In alcuni comuni la percentuale di stranieri sui residenti raggiunge valori più elevati: a Bordolano e Corte de’ Cortesi, gli stranieri raggiungono il 21% della popolazione e a Casteldidone, Cappella de’ Picenardi e Soresina il 19%. Nei comuni più grossi l’incidenza percentuale degli stranieri sui residenti è invece minore: a Cremona raggiunge il 15%, a Crema l’11% e a Casalmaggiore il 16%. A livello assoluto il maggior numero di cittadini stranieri risiede però nei comuni più grossi: a Cremona, Crema e Casalmaggiore si registrano rispettivamente 10.556, 3.912 e 2.535 stranieri; seguiti da Soresina (1.712), Castelleone (1.025), Pandino (1.016) e Rivolta d’Adda (924).

Sul territorio provinciale, più di un quarto degli stranieri residenti è di nazionalità rumena (11.333 persone, il 28%). Seguono i cittadini di nazionalità indiana (6.755 unità, il 16%), marocchina (4.323 unità, l’11%) ed albanese (3.463 unità, l’8%). In Italia le principali nazionalità registrate sono quella rumena (23,2%) ed albanese (8,9%). Di seguito le principali nazionalità nella nostra provincia:

Nelle città di Cremona e Crema la comunità più numerosa è quella rumena; a Casalmaggiore quella ghanese e, nel gruppo costituito dai restanti comuni, quella indiana, che trova occupazione prevalentemente nel settore agricolo e zootecnico.

Raggruppando gli stranieri per continente, risulta che il 30% proviene da Strati dell’Unione Europea, il 27% dall’ Africa, il 23% dall’Asia, il 15% da Stati europei non facenti parte dell’Unione Europea e il 5% dall’America. Sono irrilevanti le presenze dall’Oceania (6 persone) e gli apolidi (2).

Analizzando la struttura per età, si osserva che 30.702 persone, ovvero il 75%, è in età da lavoro (tra 15 e 64 anni); il 22% ha un’età compresa tra 0 e 14 anni e solo il 3% un’età superiore ai 65 anni. Dividendo ulteriormente le fasce d’età in intervalli quinquennali, risulta che gli stranieri sono più numerosi nelle fasce d’età centrali e precisamente nella fascia d’età compresa tra 30 e 34 anni (4.848), tra 35 e 39 anni (4.892), tra 40 e 44 anni (4.138) e tra 25 e 29 anni (3.962). Complessivamente nella fascia d’età 25-44 anni si concentra il 43% della popolazione straniera. Interessanti sono anche i dati dei bambini tra gli 0 e i 9 anni che rappresentano il 16% del totale degli stranieri e il 22% del totale provinciale ed i minori di 20 anni che rappresentano il 27% del totale degli stranieri e il 18% del totale provinciale.

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