Cronaca
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Casalmaggiore: per la mostra su Giuseppe Diotti 10 mila euro dalla Regione

La Regione Lombardia ha stanziato 28 mila euro per quattro diversi progetti culturali in provincia di Cremona. Ben 10 mila sono andati al Comune di Casalmaggiore per la Mostra Giuseppe Diotti ‘primo pittore lombardo’ e itinerari diotteschi in Lombardia' (altri 10 mila euro sono andati a Soncino per eventi vari, 5 mila alla Fondazione San Domenico di Crema e 3 mila all'associazione Tapirulan di Cremona).

La Regione Lombardia ha stanziato 28 mila euro per quattro diversi progetti culturali in provincia di Cremona. Ben 10 mila sono andati al Comune di Casalmaggiore per la Mostra Giuseppe Diotti ‘primo pittore lombardo’ e itinerari diotteschi in Lombardia’ (altri 10 mila euro sono andati a Soncino per eventi vari, 5 mila alla Fondazione San Domenico di Crema e 3 mila all’associazione Tapirulan di Cremona). Anche in occasione del decimo anniversario dell’istituzione del Museo Diotti, l’amministrazione comunale ha pensato di promuovere l’esposizione che partirà il prossimo 28 ottobre, durerà fino al 28 gennaio 2018.  Un progetto ambizioso e importante, per il maggior pittore della storia locale, che avrà il valore aggiunto di tenersi nel palazzo che fu dimora e studio del pittore e rappresenterà, più in generale, un’occasione per promuovere il Museo Diotti e le sue attività al di fuori del territorio.

Protagonista del tardo neoclassicismo, Giuseppe Diotti, molto bravo nel disegno prima che come pittore, ha insegnato per oltre trent’anni all’Accademia Carrara di Bergamo, formando una scuola pittorica che nei primi decenni dell’Ottocento costituì, per metodo didattico e come vivaio di talenti, una valida alternativa alla più rinomata Accademia di Brera. Il titolo della mostra “primo pittore lombardo” attinge ad una definizione del critico Defendente Sacchi che riconobbe all’artista, per la sua epoca, un primato oggettivo nella ripresa dell’antica tecnica dell’affresco e nel campo della pittura sacra. È dall’ormai lontano 1991 – quando si tenne alla Galleria Lorenzelli di Bergamo una memorabile mostra sul Diotti curata da Renzo Mangili – che non viene dedicata un’esposizione monografica all’artista, pur a fronte di nuovi studi e dell’individuazione di opere inedite. Lo stesso Mangili fa parte oggi del Comitato scientifico di questa mostra, a cui competono la definizione del progetto e la stesura dei saggi in catalogo. Presieduto da Valter Rosa, Conservatore del Museo, il Comitato è composto da alcuni dei maggiori esperti di arte dell’Ottocento, rappresentanti di prestigiose istituzione pubbliche lombarde: oltre a Valter Rosa, Chiara Nenci e Francesca Valli dell’Accademia di Brera; Mario Marubbi del Museo Civico Ala Ponzone di Cremona; Paolo Plebani, Cristina Rodeschini e Giovanni Valagussa dell’Accademia Carrara di Bergamo; Roberta D’Adda dei Musei Civici di Brescia; Marco Albertario dell’Accademia Tadini di Lovere, oltre a storici dell’arte casalaschi quali Maria Adelaide Donzelli e Marco Orlandi.

Le istituzioni museali sopra citate sono le stesse a cui sono state richieste in prestito le opere di Diotti che andranno ad integrare quelle già inserite nel percorso museale. Altri prestiti sono stati richiesti al Museo Civico di Lodi, alla Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia e alla Pinacoteca di Brera di Milano, oltre che a numerosi collezionisti privati. Il piano espositivo, che si articolerà negli spazi della casa-atelier e in alcune sale della Galleria d’arte moderna, conta 114 opere fra dipinti, disegni, stampe e libri. All’interno della produzione del Diotti uno spazio apposito avranno la pittura di storia  e d’ispirazione letteraria, attraverso apposite sezioni di approfondimento, fra cui una dedicata al tema dantesco dell’Ugolino, un tema a cui Diotti cominciò a lavorare già nel periodo del Pensionato romano e che lo accompagna fino alla maturità. Sarà inoltre “ricostruita” la collezione di stampe che Diotti conservava nella sua casa.

Se per i prestiti ci si è rivolti a istituzioni museali e collezionisti, il progetto ha scelto d’altra parte di valorizzare alcune importanti opere del Diotti presenti in chiese e palazzi, promuovendone la fruizione in sede: sono stati pensati intorno alla mostra alcuni itinerari che consentiranno di apprezzare le opere nel contesto per la quali furono realizzate. Oltre ad un itinerario casalasco in cui entreranno il Palazzo Municipale col Giuramento di Pontida, il Duomo di Santo Stefano, Palazzo Favagrossa e il villino Diotti di Rivarolo del Re, è stato definito il circuito degli Itinerari diotteschi in Lombardia, che tocca le province lombarde in cui Diotti operò nel corso della sua vita. Le varie località sono collocate prevalentemente lungo l’asse Casalmaggiore-Cremona-Bergamo che Diotti percorse per decenni per ragioni familiari e d’amicizia, oltre che di lavoro, con appendici a Lodi, nelle valli bergamasche, sul lago d’Iseo e a Brescia.

“É sicuramente un anno fantastico per la cultura in Lombardia – ha dichiarato l’assessore regionale alle Culture, Identità e Autonomie Cristina Cappellini – che testimonia, una volta di più, quanto Regione Lombardia ritenga fondamentale investire in tutti gli ambiti culturali. Grazie a questo bando regionale saranno sostenuti 76 progetti in tutti i territori lombardi per un investimento complessivo di 533.000 euro. “Posso già anticipare – ha sottolineato l’assessore – che nei prossimi giorni annunceremo nuovi progetti che andremo a finanziare con altri bandi, le cui graduatorie sono in via di definizione. Finanziamenti importanti per il cinema, la musica, la danza, i musei, i sistemi bibliotecari e gli archivi”. “Un fermento culturale straordinario – ha continuato l’assessore Cappellini – caratterizza la nostra Lombardia e i nostri territori lo stanno vivendo in pieno”.

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