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Uova olandesi contaminate:
Coldiretti Cr: 'Togliere segreto
su import prodotti derivati'

Delle 215 uova consumate in media pro capite ogni anno in Italia, ben 140 sono costituite da pasta, dolci e altre preparazioni alimentari derivate per le quali non c’è ancora una chiara indicazione di origine

Dopo lo scandalo delle uova olandesi contaminate con l’insetticida Fipronil e commercializzate in Europa, via il segreto sull’import e sull’origine dei prodotti trasformati a base di uova che arrivano dall’estero. “Non possiamo più aspettare – afferma Ettore Prandini, Vice Presidente nazionale di Coldiretti e Presidente di Coldiretti Lombardia – delle 215 uova consumate in media pro capite ogni anno in Italia, ben 140 sono costituite da pasta, dolci e altre preparazioni alimentari derivate per le quali non c’è ancora una chiara indicazione di origine. Inoltre non si può trascurare il ruolo delle triangolazioni di prodotti di paesi extra UE che vengono importati nell’Unione, diventano europei e poi vengono spediti da noi, tanto nessuno può sapere da dove arrivano le uova utilizzate. Dopo l’ultimo scandalo in Olanda e Belgio, l’Italia non può certo chiudere gli occhi e fare finta di nulla. Il consumatore deve poter scegliere anche in base alla sicurezza che un prodotto davvero italiano gli garantisce”.

Sulle uova in guscio l’indicazione di origine è presente, “ma è necessario – spiega Prandini – migliorarne la visibilità, non sono più sufficienti quattro codici e una data sul guscio, bisogna scrivere chiaramente, anche sulle confezioni e sui cartoni, da dove arrivano e rendere riconoscibile ogni possibile informazione ai consumatori. Gli allarmi alimentari sono la prova che i controlli servono, ma purtroppo non sono uguali in tutta l’Europa: il sistema italiano è fra i più attenti alla salute dei consumatori”.

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