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Municipia da Unione a Fusione?
I tempi si allungano ancora con
nuove procedure regionali

Si pensava che sui procedimenti in atto, da concretizzarsi per il 2018, valesse la procedura precedente, ma la bocciatura da parte del Comune di Motta Baluffi ha di fatto costretto l’unione a ripartire con un nuovo studio di fattibilità, e quindi ad iniziare un nuovo percorso burocratico.

Il matrimonio non s’ha da fare? Così pare, o per lo meno non subito. Perché stavolta a mettersi di traverso è stata la burocrazia.  Il nuovo regolamento predisposto dalla Regione Lombardia fa slittare ulteriormente il processo di fusione di Municipia, l’unione che comprende i comuni di Scandolara Ravara, Cingia dè Botti e Motta Baluffi e che sarebbe uno dei primi casi di fusione sul territorio provinciale cremonese. Si pensava che sui procedimenti in atto, da concretizzarsi per il 2018, valesse la procedura precedente, ma la bocciatura da parte del Comune di Motta Baluffi ha di fatto costretto l’unione a ripartire con un nuovo studio di fattibilità, e quindi ad iniziare un nuovo percorso burocratico.

A fine giugno la Regione ha cambiato le procedure, con l’obiettivo di “garantire una maggiore chiarezza durante la varie fasi procedurali, valorizzare la partecipazione popolare alle scelte territoriali, culturali e sociali e razionalizzare l’attività del Consiglio regionale, anticipando il referendum consultivo rispetto all’azione legislativa come invece avviene ora”. Vale a dire che dopo la delibera dei consigli comunali interessati ci sarà una fase preliminare di confronto tra le Amministrazioni comunali coinvolte, i cittadini, le parti sociali e quelle economiche presenti sul territorio.

Attività che deve durare almeno 60 giorni rendendo noti i contenuti del progetto sia attraverso il sito web del Comune che attraverso i consueti canali istituzionali (affissioni, comunicazioni alla cittadinanza, assemblee pubbliche). Alla luce delle osservazioni pervenute nei 60 giorni di pubblicazione del progetto di fusione, per la modifica del nome o dei confini circoscrizionali, i Comuni approvano eventuali controdeduzioni oppure, qualora prevalga l’orientamento contrario della popolazione, sarà necessario interrompere il procedimento. Solo se l’orientamento della popolazione dovesse risultare favorevole, sarà indetto il referendum consultivo, sulla base di specifiche linee regionali. Il progetto e l’esito finale della consultazione referendaria saranno poi inviati al Presidente della Giunta regionale che predispone il relativo progetto di legge da inviare al Consiglio regionale.

La novità ha spiazzato i sindaci, che quindi hanno fatto slittare il provvedimento. Il confronto con i cittadini consentirà di limitare il rischio che il referendum bocci una procedura già in fase avanzata. «Credo che la Regione abbia agito in questa direzione dopo l’esempio della fusione tra Castiglione e Solferino, bocciata dai cittadini di Solferino». A parlare è Pierpaolo Vigolini, sindaco di Cingia de’ Botti e presidente dell’unione Municipia. «Ora dobbiamo intraprendere la nuova via, e sui tempi non posso esprimermi, in quanto abbiamo al momento altre priorità». I Comuni hanno approvato entro fine luglio la verifica dello stato di attuazione dei programmi di bilancio e la variazione di assestamento generale. Scandolara lo ha fatto nel Consiglio comunale di venerdì sera, Motta Baluffi lo ha fatto sabato mattina e l’unione lunedì sera, 31 luglio.

Se ne riparlerà l’anno prossimo? «No, vediamo alla fine dell’estate – risponde Vigolini -, dobbiamo essere tutti convinti». E’ accaduto qualcosa di nuovo, c’è qualcuno non ancora convinto? «Si tratta di capire cosa fare di questa fusione, è necessario stabilire una linea e seguirla». L’impressione è che le resistenze non manchino. Sentiamo Giovanni Delmiglio, sindaco di Motta Baluffi il cui Consiglio aveva di fatto bocciato il precedente iter: «Non vedo problemi di volontà politica, si tratta solo di un fatto burocratico. Lo studio di fattibilità è da aggiornare, ma penso che a fine agosto potremo fare la delibera che poi sarà a disposizione per due mesi dei cittadini per le eventuali osservazioni».

V.R.

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