Commenta

Vito Romanazzi, cremonese
d'adozione, in finale al Festival
di Castrocaro su RAI1

L'incontro del destino per il giovane musicista è avvenuto nel mantovano, a Suzzara, con il manager Gianluca Pecchini. A Castrocaro con il singolo "Incancellabile".

Dal palco di Stradjvari (foto sopra), dove si esibito lo scorso 7 luglio, a quello del Festival di Castrocaro. E’ il grande salto di Vito Romanazzi, pugliese di nascita ma ormai cremonese d’adozione che ieri sera al Gilda di Modena si è aggiudicato la semifinale del concorso canoro che ha lanciato tanti big conquistando così l’accesso alla finalissima del 26 agosto che sarà trasmessa su RAI 1. Vito è nato a Bari il 18 giugno 1988, ha trascorso l’infanzia a Rutigliano e poi nel 1999 si è trasferito con la famiglia per lavoro a Cremona.

Il suo seguito, già ce l’ha: la sua “Official Page” su Facebook è seguita da 24.578 persone, è passato da uno dei più noti reality tv per giovani talenti. Ha dettato con Albano, esordito nel 2014 nella Nazionale Cantanti, si è già esibito in manifestazioni di buon livello: si diceva all’inizio di Stradjvari, ma prima era salito sul palco di Piazza Sordello a Mantova per il concerto di Radio Bruno. Insomma non è uno sconosciuto, la gavetta l’ha iniziata da tempo.

Ma quella di Castrocaro, arrivata con il  singolo intitolato “Incancellabile”, (c’è anche il video su youtube) registrato nel 2015 con l’etichetta “Senza dubbi”, sembra proprio essere finalmente la grande occasione. “Ho cantato fin da piccolo, la musica è sempre stata la mia vita – racconta-. Mio papà Lorenzo lavorava in una radio locale come speaker e io stavo lì con lui. Ascoltavo la musica anni ’90 e con lui come maestro ho iniziato a cantare. Poi mi ha seguito Silvio Pozzoli, già corista a Sanremo. Ho sempre sognato di poter fare il musicista da grande. Non mi sono mai arreso, davanti ai sacrifici e alle difficoltà, e anche grazie alla mia famiglia, comincio a raccogliere i frutti”. (nella foto sotto Vito da piccolo con la mamma)

Alla sua solarità e determinazione, alla sua voce graffiante, Vito ha unito un’incrollabile fede in Dio “Sono molto credente – confida – e ringrazio ogni giorno il Signore per quanto mi ha dato” ma anche tanta fiducia in se stesso: “Davanti alle delusioni ho sempre tirato dritto. Non ho mai mollato né mai lo farò. Ci ho sempre creduto. Nessun sogno si avvera se non ci credi veramente”. A questo va aggiunta anche una sana dose di positività che Vito condivide con i suoi fans. Su Facebook ha scritto, solo due giorni fa: “Aprite i vostri cuori, nulla è perduto.. non siate angosciati, non siate tristi… non siate orgogliosi, se non avete ottenuto un obiettivo vorrà dire che ne arriverà un altro più grande di quello di prima. La prima regola e avere fede. Credere in se stessi. Buona giornata a tutte quelle persone che sono tristi…. sorridete perché non siete soli”. La determinazione poi nel caso di Vito, ha trovato l’appoggio del destino: “La vera svolta nella mia vita – prosegue Romanazzi – è arrivata spostandomi a Cremona. Avevo 11 anni, ero bambino, ma il viaggio me lo ricordo come fosse ieri: dai finestrini dell’auto mi sembrava l’America. Qui ho potuto conoscere gente che se fossi rimasto a Rutigliano non avrei potuto incontrare. Ho trovato amici e persone che mi hanno sostenuto. Ho lavorato come operaio metalmeccanico ma alla fine la musica ha sempre preso il sopravvento, cantavo anche al lavoro… Il mestiere che voglio fare è questo”.

Con un riferimento ben preciso: “Il mio idolo è papà, anche lui ha sempre aiutato e ha sempre creduto in me. Definirei il mio genere pop-rock e mi ispiro anche a Rino Gaetano e Domenico Modugno. Professionalmente parlando, l’incontro decisivo è stato nel 2013 quello con Gianluca Pecchini, manager che si divide tra musica e calcio (è tra i fautori della Nazionale Cantanti): “Mi ha sentito cantare ad un concorso a Suzzara, nel mantovano. Allora mi disse: “Ci rivedremo” e così è stato. (nella foto sotto Vito con il padre)

Nel frattempo a Cremona la famiglia Romanazzi ha messo radici: lui, mamma Mina e papà Lorenzo vivono in un condominio di Via Fabio Filzi. La sorella Nika (con lui nella foto sotto) fa la parrucchiera e ha un suo salone in Via Bergamo. “Li ringrazio – sottolinea Vito – sono i miei primi fans. Mi hanno sempre sostenuto. Io a Cremona mi trovo bene, in centro vengo spesso, frequento i locali di Piazza della Pace”. Sulla sua situazione sentimentale non si “sbottona”.

L’attenzione ora è tutta rivolta alla finale di Castrocaro, Vito Romanazzi “andrà” in diretta su Rai1 e non sta più nella pelle. Il 22 partirà da Cremona per Castrocaro Terme per preparare la finale di “Voci e volti nuovi 2017”, nel 60esimo anniversario del concorso che ha visto partecipare anche Gigliola Cinquetti, Eros Ramazzotti, Zucchero e Fiorello. “E’ già meraviglioso esserci arrivato. Non è stato facile. C’erano tanti artisti bravi, è un traguardo anche un po’ inaspettato – ammette con umiltà – . Ora non mi faccio illusioni – dice – voglio solo godermi questa avventura sperando di riuscire a dare il meglio”. Anche per un angelo custode che porta sempre nel cuore: “E’ mio nonno, si chiamava Vito Romanazzi, come me, è morto prima che io potessi conoscerlo. Dedico tutto questo a lui”. Una presenza “Incancellabile” che il musicista cremonese di Rutigliano, o pugliese di Cremona che dir si voglia, nell’inseguire il suo sogno, sicuramente sentirà accanto anche sul palco di Castrocaro.

Maria Luisa Rancati 

© Riproduzione riservata
Commenti