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Ponte sul Po, la portata
scende da 44 a 19 tonnellate:
trave forse da sostituire

Si dovrà decidere se riparare la trave lesionata, oppure se arrivare addirittura alla sua sostituzione: soluzione, quest’ultima, che farebbe dilatare i tempi e lievitare la spesa, che le due Province difficilmente riuscirebbero a sostenere, come è stato più volte evidenziato, senza l’aiuto economico anche delle Regioni interessate.

CASALMAGGIORE – Se vogliamo dare i numeri, in questo finale di estate caldissimo per i ponti sul Po, allora due sono particolarmente significativi: 44 e 19. Parliamo del ponte sul fiume Po che collega Casalmaggiore a Colorno e dunque Cremona a Parma e, più in generale, Lombardia ed Emilia, e ci riferiamo alla portata dei mezzi consentita in questi giorni di grande manovre e di cura per la trave lesionata, scoperta da un cittadino meno di una settimana fa e per rafforzare la quale si sono subito mossi gli operai delle due province interessate.

Il provvedimento di riduzione della portata riguarda ovviamente i mezzi pesanti, dunque interessa da vicino camionisti o autotrasportatori, non pochi su una struttura che quotidianamente assorbe un traffico stimato in 14-15mila veicoli. Tuttavia rende l’idea della gravità della situazione: la portata, infatti, e qui torniamo ai due numeri di partenza, è passata da 44 a 19 tonnellate consentite, meno della metà. Un cambio di direzione drastico, dettato certamente dalla prudenza, che in questi casi non è mai troppa, ma anche dalle condizioni di salute decisamente instabili del ponte.

“La riduzione della portata – ha spiegato alla Gazzetta di Parma il tecnico Gianpaolo Serpagli – è stata disposta per facilitare nuovi accertamenti e verifiche più approfondite da parte dei tecnici”. Tradotto in poche parole, si dovrà decidere se riparare la trave lesionata, oppure se arrivare addirittura alla sua sostituzione: soluzione, quest’ultima, che farebbe dilatare i tempi e lievitare la spesa, che le due Province difficilmente riuscirebbero a sostenere, come è stato più volte evidenziato, senza l’aiuto economico anche delle Regioni interessate.

L’amministrazione provinciale di Parma, per esempio, ha messo a disposizione 100mila euro, non moltissimi se l’intervento dovesse essere drastico. Tornando all’accertamento che chiarirà se la trave dovrà essere sistemata o sostituita, questo è già stato fissato per giovedì mattina: giorno clou forse anche per ipotizzare quanto dureranno il senso unico alternato semaforico e, di conseguenza, code e disagi.

Giovanni Gardani

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