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Ponte Po, l'incubo tempi lunghi
Ma da Viadana una soluzione:
doppio senso ok per Boretto

“Noi - ha aggiunto Cavatorta - stiamo valutando di mettere lampeggiante il semaforo di via Roma, quelli di San Martino e i due di Cogozzo-Cicognara per velocizzare il traffico, mentre stiamo pensando di allungare i tempi del verde per il transito sulla 358, o Castelnovese”. Prospettiva, quest’ultima, in fieri e in fase di valutazione.
Nella foto il ponte Viadana-Boretto, ora aperto a doppio senso di marcia

CASALMAGGIORE – Mentre tanti si interrogano sulla portata del disagio causato dalla chiusura totale al traffico del ponte sul Po, qualche prima importante risposta sul territorio sembra arrivare. Anzitutto, però, occorre un po’ di memoria storica: l’ultima volta che la chiusura totale al traffico venne istituita per lavori – in quel caso programmati e non urgenti e imprevisti – fu nel luglio 2010 e il ponte restò impraticabile per sei mesi. Questo per rendere l’idea dei tempi, davvero lunghissimi, e della pazienza che dovranno portare i tanti pendolari che magari preferiscono l’auto al treno, anche per i ritardi cronici della Parma-Brescia.

Chiudere il ponte per sei mesi significa, chiariamolo, togliere una via privilegiata per 14-15mila veicoli al giorno. C’è chi accusa di questa situazione la chiusura del ponte di San Daniele Po, che ha portato ancora più veicoli sul ponte di Casalmaggiore con maggiori sollecitazioni. Chi invece punta il dito contro lavori fatti male: si parla, in fondo, solo di sette anni fa… E poi c’è un piccolo spiraglio, che si apre su Viadana, unico passaggio ora per il Casalasco verso Parma (San Daniele, abbastanza scomodo, a parte). Messo a dura prova, il ponte Viadana-Boretto, che sta peraltro subendo altri lavori ed è per questo percorribile a senso unico alternato, ha consentito giovedì il passaggio ma col dazio di code anche di 45 minuti o di un’ora per i tanti automobilisti che dovevano rientrare dall’Emilia oppure recarsi a Parma.

A questo proposito il sindaco Giovanni Cavatorta ha contattato la Provincia di Mantova, per chiedere di evitare che l’alternanza del senso di marcia fosse in concomitanza coi maggiori flussi di traffico cioè la mattina presto, verso l’ora di pranzo e nel tardo pomeriggio, quando i lavoratori rincasano. La Provincia ha dato l’ok non solo negli orari clou ma per tutta la giornata: da venerdì, vista l’emergenza, verrà tolto il senso unico alternato sul ponte Viadana-Boretto. “Noi – ha aggiunto Cavatorta – stiamo valutando di mettere lampeggiante il semaforo di via Roma, quelli di San Martino e i due di Cogozzo-Cicognara per velocizzare il traffico, mentre stiamo pensando di allungare i tempi del verde per il transito sulla 358, o Castelnovese”. Prospettiva, quest’ultima, in fieri e in fase di valutazione.

“Da parte nostra – ha aggiunto il sindaco – metteremo agenti di polizia locale a regolamentare il traffico per quanto possibile”. Ma il primo cittadino di Viadana ha altresì avvertito: ““Questa chiusura su Casalmaggiore deve durare il meno possibile perché i danni sarebbero enormi sul medio-lungo periodo. Proprio ora tra l’altro che stavano finalmente aggiustando il nostro viadotto che inevitabilmente sarà super sollecitato”.

Giovanni Gardani

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Commenti
  • Emilio Dell’Asta

    Aldilà dei grandi disagi provocati dalla chiusura del ponte di Casalmaggiore sia alle aziende che ai cittadini in generale, la mia domanda che mi pongo è; ma se quella persona che ha segnalato il guasto non se ne fosse accorta, si aspettava che crollasse il ponte? Ma i controlli periodici da parte delle province su queste strutture non si fanno piu’ o vengono fatte molto superficialmente? Forse intervenendo prima il danno non sarebbe stato minore? Ancora una volta si arriva sempre tardi!!!

  • nuovo nuovo

    dopo aver letto vari interventi pubblicati ieri sulla provincia, tra cui la richiesta di un intervento del genio pontieri per una valutazione ed eventualmente una struttura alternativa, mi è venuto in mente visto il passare degli anni, (ero solo un ragazzino), quando crollò il ponte sul fiume taro in seguito ad una importante piena dello stesso venne costruito dal genio un ponte baley,adiacente lo stesso interrotto,ma che partiva da i due tronconi che erano rimasti integri,in modo da velocizzare i tempi in quanto l’opera eseguita in tubi innocenti era più ridotta rispetto un ponte intero.il transito era riservato solo ai mezzi fino ai 3500 kg e rimase attivo fino al totale ripristino del manufatto.
    per quanto riguarda i lavori di ripresa delle campate non varrebbe la pena di valutare l’apposizione laterale al ponte di quattro pilastri,due per parte con meccanismo a strallo? si verrebbe a ridurre le sollecitazioni sulla struttura dei rimanenti pilastri.