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Treno 'occupato' dai tifosi del
Brescia, passeggeri casalesi
a destinazione in bus 90' dopo

Lo sfogo di Romina: “E’ questo il modo di trattare passeggeri paganti? E poi visto che i tifosi andavano a Brescia non era il caso di metterli su 2-3 pullman e mandarli via autostrada? Nessuno sarebbe arrivato in ritardo”.

CASALMAGGIORE – Non è un periodo semplice per la linea ferroviaria Parma Brescia. In verità un periodo semplice non lo è mai stato per tutte le carenze strutturali che si conoscono e che sono aumentate con il procedere degli anni. Per cui non dovrebbe meravigliare l’ennesimo disagio registrato da una giovane casalese, Romina, domenica sera. L’ennesimo disservizio d’una linea disastrata.

Romina era andata a Parma, per questioni personali, partendo alla domenica mattina utilizzando un passaggio in macchina. Poi, giunta sera, si era recata in stazione a Parma per prendere il treno regionale 20358 delle 20.22. A Casalmaggiore sarebbe dovuta arrivare alle 20.45. Giunta all’accesso al binario come racconta “Ci siamo visti interdire l’accesso al treno per ‘motivi di ordine pubblico’: il convoglio era totalmente occupato da tifosi del Brescia quindi si veniva sgarbatamente invitati dalla Protezione Aziendale a servirsi di un autobus”. Messaggi? Indicazioni? Neppure una. A saperlo prima lei e una trentina di altri passeggeri in attesa del treno magari avrebbero trovato una soluzione alternativa, o anticipato il rientro a casa. Nulla da fare. I treni viaggiano così, senza pensare al passeggero e ai suoi diritti.

“Ci hanno detto che ci sarebbe stato un autobus sostitutivo per noi, e già ero piuttosto arrabbiata perché come i tifosi del Brescia anch’io pago il biglietto. Quello era un treno ordinario e da quando il trasporto tifosi impedisce di prendere un treno ai passeggeri ordinari?”.

Al gruppo dei viaggiatori visibilmente alterati veniva spiegato che ci sarebbe stato un pulmann. “Passeggeri disorientati, i monitors non fanno menzione del cambio di programma e solo qualche annuncio vocale generico si riferisce a un’autosostituzione. Chi deve andare oltre Colorno – spiega Romina – chiede perché debba subire un tale disservizio per un trasporto già organizzato, visto che essendo il ponte stradale di Casalmaggiore interrotto si é costretti una volta raggiunto Colorno a tornare indietro e poi passare via Viadana con enorme dispendio di tempo. La risposta degli addetti della stazione è stata che lo stavano facendo per noi!”.

Quasi un favore dunque. “Fatto sta che alle 20.35 ancora non si vedeva nulla, il treno coi tifosi a bordo era già partito, e qualcuno dei passeggeri cominciava ad essere piuttosto nervoso. Alle 20.45 si scopre che non sanno dove sia il pullman sostitutivo. Il tizio della Protezione Aziendale, a domanda specifica, risponde che il pullman era lì alle 17. Ma cosa ce ne importava a noi di quello partito nel pomeriggio?”.

Probabilmente era lo stesso che avrebbe dovuto caricare tutti loro. “Alle ferventi rimostranze di alcuni passeggeri si avvicinano dei poliziotti, anche se rimangono poi inattivi. Alla fine alle 20.55 arriva finalmente un autobus il cui autista non sa nemmeno che il ponte di Casalmaggiore é interrotto da martedì scorso. Gli abbiamo chiesto quanto tempo ci avremmo messo ad arrivare a destinazione e ci ha risposto che i tempi erano gli stessi del treno”.

A quel punto intuire che l’autista non fosse a conoscenza del disagio è stata una triste conseguenza. “Gli abbiamo detto noi che il ponte era chiuso. Risultato siamo giunti a Colorno alle 21.35. Sono arrivata a Casalmaggiore alle 22.10, un’ora e mezza dopo del previsto”. Quindi lo sfogo: “Già i disagi con la chiusura del ponte sono evidenti, e a quelli se ne riescono ad assommare altri. E’ questo il modo di trattare passeggeri paganti? E poi visto che i tifosi andavano a Brescia non era il caso di metterli su 2-3 pullman e mandarli via autostrada? Nessuno sarebbe arrivato in ritardo”.

Nazzareno Condina

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