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Ponte Po, Ferroni: "Dobbiamo
avere coraggio. Si chieda
stato calamità per territorio"

"Cominciamo con il cercare strade per favorire le imprese, chiedendo a fronte dell’aumento delle spese di trasporto sgravi fiscali sino a quando la situazione non si sarà risolta. Questo ce lo devono. Non solo alle imprese, ma anche ai cittadini. Non è giusto che le maggiori spese ricadano su tutti"

CASALMAGGIORE – “Saranno tempi durissimi per tutto il territorio. Ieri in Conferenza Stampa le province non hanno detto nulla di nuovo, c’era da immaginarselo che la chiusura del ponte sarebbe stata una questione lunga. E’ adesso che questa terra deve tirare fuori tutto il carattere che ha e le istituzioni fare in modo che questo disastro abbia meno ricadute dolorose possibili”. Orlando Ferroni torna sulla questione Ponte dopo le pessime notizie giunte ieri pomeriggio da Parma. E’ un fiume in piena il Consigliere Comunale.

Una piccola vittoria morale la sua, anche se parlare di vittoria in questo momento è un azzardo difficile anche e solo da pronunciare. “Mi fa piacere che altri sindaci chiedano il coinvolgimento del genio pontieri e la realizzazione di un ponte mobile. I costi? Cominciamo intanto a chiamarli, visto che i tempi saranno lunghi e cominciamo a parlare di struttura strategica e fondamentale per il casalasco, muovendo tutte le pedine a livello regionale e nazionale a nostra disposizione. Qui si tratta di sopravvivenza di un tessuto economico fatto di grandi, piccole e medie industrie, di attività commerciali. E si parla di cittadini, pendolari, lavoratori, che vivranno sulla loro pelle i disagi di tutto questo. Bisogna agire nell’immediato”.

Orlando Ferroni avanza tutta una serie di proposte. Prima di tutto lo stato di calamità: “La prima questione che va posta è quella della richiesta dello stato di calamità, con tutto quel che ne consegue. Non è giusto che il territorio paghi l’imperizia degli anni passati, anni di controlli superficiali, di mancanza di lungimiranza. Anche se la responsabilità è delle province non facciamo l’errore di lasciare in mano tutto a loro. Devono essere i sindaci in primo luogo a prendere in mano con coraggio la situazione. Cominciamo con il cercare strade per favorire le imprese, chiedendo a fronte dell’aumento delle spese di trasporto sgravi fiscali sino a quando la situazione non si sarà risolta. Questo ce lo devono. Non solo alle imprese, ma anche ai cittadini. Non è giusto che le maggiori spese ricadano su tutti. Vediamo se c’è una strada, superando per una volta le divisioni politiche per poter aiutare davvero questo territorio in un momento difficilissimo”.

Altra questione urgente quella dei treni: “Facciamoci sentire anche con Trenord. Devono essere aumentate le corse, visto che al momento il treno è la risorsa che diventa fondamentale, strategica. La tratta Casalmaggiore Parma deve essere rivista, mettendo in atto un piano d’emergenza che preveda l’aumento delle corse dei treni. Come fare? Io non sono un tecnico. Oggi c’è la tecnologia, ci sono i computer a dare una mano. La strada se vogliono la trovano, è solo questione di volontà. Non possiamo accontentarci di promesse. Ora dobbiamo pensare ai fatti”.

Infine un monito: “Qui rischiano di chiudere imprese e aziende, e non è solo una questione di aumenti di costi per il trasporto, ma di certezza di consegna. Siamo di fronte ad un disastro. Affrontiamolo uniti, e con coraggio, tutti insieme”.

Poi, come al solito, una battuta: “No, non divento comunista dopo questa vicenda – sorride Ferroni – non lo sono mai stato. Ma credo che ognuno possa e debba insegnarci qualcosa e credo che da questa difficilissima situazione se ne esca solo trovando il modo di lavorare tutti per un medesimo obiettivo. Quando si tratterà di rimettere in sesto o ricostruire, visto che l’appalto sarà piuttosto ingente, credo che saranno coinvolte grosse imprese nazionali ed internazionali. I cinesi hanno il modo di ricostruire ed agire con qualità e in tempi rapidi? Saranno i benvenuti, anche dalle nostre parti”.

Nazzareno Condina

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Commenti
  • Sbernini Davide

    Condivido pienamente con Orlando. Non possiamo aspettare!!! Aspettare poi cosa?

  • luigino biragat

    Vado spesso per lavoro in Polonia…là i ponti negli ultimi cinque anni sono nati come funghi grazie ai fondi europei della Comunità, e che ponti, con ciclabile annessa…qui solo parole e parole…