Cronaca
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Composad, torna il presidio ai cancelli: operai chiedono lumi su fallimento Facchini

Il blocco davanti ai cancelli è di due ore e, nel dettaglio, i lavoratori difesi dai sindacati Adl Cobas chiedono le spettanze retributive non pagate (due mensilità) e notizie più certe sullo stato di fallimento della Viadana Facchini.

VIADANA – Il presidio è pacifico e siamo molto lontani dai livelli di tensione verificatisi nelle scorse settimane. Ma la notizia è che, dopo due mesi e mezzo, alcuni lavoratori licenziati della Viadana Facchini hanno ripreso a manifestare, semplicemente con la presenza e qualche striscione, davanti a Composad. Il blocco davanti ai cancelli è di due ore e, nel dettaglio, i lavoratori difesi dai sindacati Adl Cobas chiedono le spettanze retributive non pagate (due mensilità) e notizie più certe sullo stato di fallimento della Viadana Facchini.

“La richiesta è stata fatta la scorsa settimana a Viadana Facchini, CLO e per conoscenza a Prefettura e Composad, ma non è stata data nessuna risposta precisa” spiegano i sindacati. Ricordiamo che il presidio, che scaldò l’estate viadanese, durò fino al 10 luglio davanti ai cancelli con momenti di grandissima tensione e con la protesta di alcuni operai che decisero, per dare maggiore clamore alla protesta, di salire sul tetto della fabbrica. Poi il 27 luglio una nuova manifestazione, dopo che il presidio era stato spostato in centro, all’incrocio tra via Rocca e via Manzoni. Ora ecco un nuovo presidio, per quanto pacifico.

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