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Fiume Po, buone notizie
Il ritorno delle alborelle
un segnale di speranza?

Il capitano della Stradivari Giuliano Landini, dall’alto della sua esperienza, nella foto scattata e postata poi su Facebook, mostra i cosiddetti “bianchèn”, che con il nome scientifico si chiamano alborelle. Questo tipo di pesce rappresenta un indicatore naturale, o meglio biologico, che vive in acque generalmente pulite.
La foto postata sui social da Landini: le alborelle si intravedono a pelo d'acqua

POVIGLIO – Le alborelle sono tornate. Ed è una gran bella notizia. La foto scattata qualche tempo fa dal capitano della mitica Motonave Stradivari Giuliano Landini arriva dal territorio reggiano, dunque fuori provincia, ma quando si parla di Grande Fiume le distinzioni politiche e di confine hanno poco senso. Perché Poviglio è a pochi chilometri da Viadana, che a sua volta si trova a breve distanza, specie via fiume, da Casalmaggiore.

E perché una buona novella di questo tipo, finalmente, fa piacere a tutti. Il fiume Po sembra essere in salute. C’è chi prova a certificarlo, giustamente, con la tecnologia e con misuratori appositi che cercano di quantificare l’inquinamento delle acque. E c’è chi, come Landini, dall’alto della sua esperienza, nella foto scattata e postata poi su Facebook, mostra i cosiddetti “bianchèn”, che con il nome scientifico si chiamano alborelle. Questo tipo di pesce rappresenta un indicatore naturale, o meglio biologico, che vive in acque generalmente pulite e si allontana o muore, invece, in acque inquinate. Il fatto che, dopo anni, le alborelle stiano ripopolando il Po è dunque una gran bella notizia.

Di questo tipo di pesce che può certificare, pur con tutte le cautele del caso, la ritrovata salute del Grande Fiume, si era parlato anche in uno degli ultimi convegni organizzati a Viadana al termine di una Discesa del Po in memoria di Umberto Chiarini, che a Casalmaggiore, coinvolgendo anche i comuni vicini sull’asta del fiume, è tornata domenica 17 settembre. Quando venne firmata la Carta del Po, per la precisione il 7 settembre 2013, l’impegno di tutti i comuni era proprio rivolto a mettere in atto piccoli o grandi accorgimenti per alzare la soglia di attenzione sulla salute del nostro patrimonio fluviale.

Erano seguite anche iniziative, per certi versi, goliardiche, come il bagno in Po di Ferragosto a Casalmaggiore, ripetuto negli ultimi quattro anni, che però dietro la nota di colore e divertimento intendeva proprio dimostrare come il fiume fosse tornato balneabile. Ora, con questi piccoli segnali, e indicatori biologici, che tornano a casa, i risultati paiono ancora più incoraggianti. Nonostante i dati ufficiali, nell’ultimo convegno di Boretto di due venerdì fa, abbiano detto qualcosa di diverso: mai dire mai però, sperare, a patto di non dimenticare azioni civiche concrete, non costa nulla.

Giovanni Gardani

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