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Lupoli, il rilancio alla Fermana
Tre gol e due attacchi pesanti:
alla Fiorentina e a Gattuso

Lupoli, promessa del calcio italiano assieme a Giuseppe Rossi, con il quale ha vinto il titolo italiano Allievi a Parma (con loro anche l’altro “casalese” acquisito Vincenzo Pepe), dopo gli anni all’Arsenal in Inghilterra e quella stagione a Firenze, faticò tremendamente a risalire la china.

CASALMAGGIORE – Tre gol con la Fermana nell’ultimo impegno contro il Santarcangelo vinto per 5-1 e quattro in totale in questo avvio di torneo: questo è servito ad Arturo Lupoli, attaccante classe 1987 che a Casalmaggiore è cresciuto prima di spiccare il salto al Parma e poi nel grande calcio, per tornare sotto i riflettori. La Gazzetta dello Sport di giovedì ha dedicato una intervista al talento napoletano con radici casalesi dopo l’ultimo exploit sportivo. Ma Arturo, nel botta e risposta, non ha parlato solo del momento agonistico che sta vivendo, spiegando di voler disputare una grande annata, perché a 30 anni questo potrebbe essere l’ultimo treno.

In particolare hanno fatto discutere, nell’intervista realizzata da Nicolò Schira, le affermazioni di Arturo in merito a due passaggi della sua carriera, legati alla Toscana: la firma con la Fiorentina (e il dietrofront con il Napoli) che a 20 anni di fatto tolse a Lupoli un anno importante dal punto di vista tecnico; e l’ultima stagione al Pisa, con Gattuso padre-padrone, criticato però fortemente per i suoi atteggiamenti che “poco hanno a che fare con il calcio”. Il riferimento all’anno perso a Firenze era già stato ricordato da Lupoli negli anni scorsi, ripercorrendo la carriera fino a quel momento, in una intervista a livello locale: a deludere Arturo, in quel caso, fu Cesare Prandelli, poi ct della Nazionale Italiana, che gli regalò soltanto uno spezzone di gara, non consentendogli di giocare neppure in Coppa Italia.

Lupoli, promessa del calcio italiano assieme a Giuseppe Rossi, con il quale ha vinto il titolo italiano Allievi a Parma (con loro anche l’altro “casalese” acquisito Vincenzo Pepe), dopo gli anni all’Arsenal in Inghilterra e quella stagione a Firenze, faticò tremendamente a risalire la china. Anche se a Frosinone ottenne nel 2015 la promozione in serie A, pur giocando poco. Oggi gioca in Lega Pro, nel girone B, con la Fermana: e, a quanto pare, a 30 anni vuole provare a trovare la via del riscatto e, chissà, di una seconda giovinezza. Un po’ di tempo c’è ancora.

G.G.

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