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Ponti sul Po ammalorati,
Cavatorta: "Tocca allo Stato,
proprio come 50 anni fa"

"La nostra zona e i suoi abitanti proprio non se lo meritano essendosi storicamente sviluppata sul Po e grazie al Po, sarebbe un paradosso. Essendo inoltre una delle più produttive, economicamente sviluppate e tra le maggiori contribuenti per l'erario" spiega il primo cittadino di Viadana.
Foto Calestani

VIADANA – Anche il sindaco di Viadana Giovanni Cavatorta, considerando che la situazione del ponte Casalmaggiore-Colorno grava, come traffico e viabilità, pure sul territorio viadanese, interviene con una sua considerazione sulla vicenda. “Sulla vicenda ponte di Casalmaggiore e più in generale tutti quelli sul Grande Fiume, visto che le situazioni critiche si susseguono su ogni manufatto, deve inevitabilmente intervenire in maniera pesante il Governo. Deve essere fatto un piano nazionale di interventi che riguardi tutti i ponti sul Po se non vogliamo che di fatto si divida davvero anche fisicamente il Paese in due, in una sorta di secessione infrastrutturale. La nostra zona e i suoi abitanti proprio non se lo meritano essendosi storicamente sviluppata sul Po e grazie al Po, sarebbe un paradosso. Essendo inoltre una delle più produttive, economicamente sviluppate e tra le maggiori contribuenti per l’erario”.

“Come 50 anni fa circa lo Stato fece la campagna per costruire i manufatti lungo il corso d’acqua – spiega Cavatorta – ora deve prendersene cura. Le Regioni e le Province non si sono mai sottratte ai loro doveri, vedi il ponte di San Benedetto dove la Lombardia ne mette 30 e Provincia 3 milioni o il ponte di Viadana, che finalmente dopo decenni e tante sollecitazioni stanno sistemando, investendo più di 2 milioni tra Regioni e Province, spesso andando anche oltre le loro capacità in termini di risorse, con sacrifici, dirottando soldi da servizi e altre opere, barcamenandosi con regole di bilancio e patti di stabilità che non guardano in faccia a chi è virtuoso, come i nostri enti, a cui applicano le stesse tagliole di quelli dissestati di altre zone del paese”.

“Senza dimenticare la riforma Delrio – attacca il sindaco – che ha affossato definitivamente le amministrazioni provinciali, mantenendo in capo le competenze ma togliendo loro risorse umane e di bilancio. Non si chiedano poi risorse ai comuni, tutti i giorni siamo a elemosinare ormai le centinaia di euro, non le migliaia, da un capitolo di bilancio all’altro, per far partire il tempo prolungato alla materna piuttosto che chiedendo spazi per utilizzare il proprio avanzo di amministrazione a Regione per fare un po’ di asfalti. Certo se lo stato ci ritornasse almeno qualche punto percentuale dei 107 milioni che i viadanesi versano tutti gli anni a Roma darei volentieri una mano per il ponte, per la Gronda Nord e tutto il resto”.

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