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Sabbioneta, il comune
dichiara guerra al
piccione invasore

“A bilancio 2018 cercheremo di stanziare un fondo per la cattura dei volatili, ma è necessario in primis “bonificare” quelle situazioni di degrado che permettono la proliferazione, soprattutto in centro storico"

SABBIONETA – Se guerra deve essere, che guerra sia. Il piccione invasore non conquisterà ulteriore spazio nella città ducale. Anzi, si cercherà di allontanarlo pure da quelli già conquistati. Le truppe? Saranno i cittadini stessi a decidere la strategia d’azione per quel che riguarda le strutture di loro proprietà che presentano siti idonei alla proliferazione. E lo stesso farà il comune per quanto di propria competenza, anche se da tempo l’opera di bonificazione pubblica va avanti. A spiegarlo Aldo Vincenzi, che sta per emettere un’ordinanza, una sorta di dichiarazione di guerra non cruenta per combattere il fenomeno: “Anche nel nostro comune, in centro storico in particolare – spiega il primo cittadino – la presenza dei picconi sta diventando significativa e potrebbe creare danni sia in relazione al decoro urbano, che in relazione alla salubrità dell’ambiente, siamo pertanto in procinto di emettere un’ordinanza sulla falsariga di quanto già proposto in altri centri storici in cui si invitano i privati cittadini, proprietari di immobili abbandonati o che presentano sottotetti aperti alla nidificazione, ad intervenire con la posa di schermature, reti o qualsiasi altro mezzo, al fine impedire lo stazionamento, la nidificazione e quindi il proliferare dei volatili”. Naturalmente mezzi leciti, non granaglie avvelenate come già avvenuto in comuni limitrofi, che rischiano di divenire pericolosi anche per gli altri volatili ed avvelenare l’ambiente, e peraltro sono vietate. “Come Amministrazione – prosegue il sindaco – siamo intervenuti, in questi anni, effettuando diversi lavori di restauro nei sottotetti dei palazzi monumentali, bonificando le coperture e installando diversi tipi di dissuasori; a seguito di queste opere abbiano notato che i piccioni, disturbati, tendono a nidificare nei tanti sottotetti di edifici privati “abbandonati” della città. Per risolvere il problema, o almeno alleviarlo, è quindi necessario che ognuno faccia la sua parte: sia il pubblico, dove di sua competenza, che il privato, dove il pubblico non può intervenire”. La prima parte della guerra non prevede strumenti d’offesa, ma solo di difesa. La battaglia è rinviata all’anno prossimo: “A bilancio 2018 cercheremo di stanziare un fondo per la cattura dei volatili, ma è necessario in primis “bonificare” quelle situazioni di degrado che permettono la proliferazione, soprattutto in centro storico. Con ordinanza sindacale chiediamo quindi, a tutti i possessori di immobili sfitti con sottotetti, solai e soffitte fatiscenti, di intervenire per impedire la nidificazione, vietando nel contempo di fornire alimenti alla popolazione aviaria. Resta inteso che successivamente la Polizia Locale effettuerà controlli circa l’adempimento di tale provvedimento. Sono convinto che con l’impegno di tutti possiamo risolvere questo problema, prima che divenga rilevante sia a livello igienico che del decoro urbano”.

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