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Canile di Calvatone, Rey e
Rain, storia di due anime
perse restituite alla vita

Due bellissime storie a lieto fine di due anime che sembravano perse. Ma ne restano altre ancora da scrivere. A Calvatone non è sempre la ragione a prevalere. Qualche volta è il cuore, per la felicità di tutti.

CALVATONE – Questa è la storia di due anime che sembravano perse. Ce ne sono tante nei canili. Cani anziani, con problematiche caratteriali o fisiche. Cani che difficilmente riescono ad avere un futuro che non sia quello di guardare il cielo e le sue nuvole da dietro un recinto e di passare il tempo che resta in un box.

Ma a Calvatone qualche sogno si riesce ancora a realizzare. Grazie alla costanza del suo personale e dei suoi volontari e a famiglie che poi si innamorano quando tutto sembra perso. Rey e Rain da alcuni giorni hanno lasciato il canile perché adottati da chi sarà in grado di voler loro bene e restituire tutto ciò che la vita ha loro tolto. Rey ha vissuto in canile per quasi due anni. Benvoluto da subito da tutti i volontari.

“Un cane preso e abbandonato a se stesso – raccontano i volontari – prigioniero di fazzoletto di terra di pochi metri, nella totale indifferenza, vittima senza un perché, vittima anche di una seria artrite bilaterale a cui nessuno ha mai badato. Era arrivato così Rey, triste e spaesato, sconsolato, dal nulla ad un box, ma per quello che aveva passato forse era già un grande traguardo. Ci avevi trafitto il cuore con la tua bontà, con quel tuo testone grande che appoggiavi sempre addosso a tutti, volontari e visitatori. Anche se a volte ti costava molto venirci incontro con quelle zampe affaticate”.

E’ capitato poi che un giorno una coppia di ragazzi lo ha notato e Rey è entrato loro nel cuore. Gli avevano fatto una promessa, appena sposati e finita la casa lo avrebbero portato con loro. Lo avevano ricordato anche nel giorno delle nozze con una bella foto in cui gli dichiaravano tutto il loro amore. “É passato del tempo – proseguono i volontari – ma poi una ragazza, assieme al suo compagno, ti ha messo gli occhi addosso, é venuta a trovarti, ha conosciuto la tua storia, ha capito la unicità, finalmente qualcuno, dopo una vita di niente, ti ha amato. Questi due fantastici ragazzi ci hanno promesso che sarebbero tornati per te una volta sposati, una volta che sarebbero entrati in quella nuova casa che stavano costruendo. Ed ecco che ora sei a casa, con la tua cuccia comoda e pulita, con i tuoi giochi e le tue ciotole, una pettorina nuova. Non sei più al freddo di un giardino, non sei più un oggetto mai voluto nelle mani dell’ennesimo padrone indegno, ora, quella con Sara e Alberto, è Casa ed è Famiglia. Questa è una nostra grande vittoria, è la vittoria dell’amore, quello vero, sul maltrattamento di un cane innocente. E’ la vittoria dell’adozione sul capriccio. Questo è l’archetipo di quello che dovrebbe essere un’adozione: l’inizio di una favola”.

L’altra adozione speciale è quella di Rain. Un’esile nonnina con varie problematiche e una grandissima voglia di vivere. Anche per lei poche possibilità di uscire da quel box per trovare una casa in cui vivere il tempo che le resta. Uno strazio vederla in box. Ad innamorarsi di lei (invero tutti i volontari, ma lei più di tutti) Liliana.

“Liliana – spiegano i volontari – é a tutti gli effetti la direttrice del reparto cani anziani del canile, se ne prende cura e ne promuove l’adozione, nessuno la batte! Già nostra adottante qualche anno fa di una meravigliosa segugia di nome Giada, oggi é diventata la mamma anche della nonnina Rain. Adottare un cane anziano é un gesto speciale, non si tratta di pietà, non si tratta di sforzarsi, si tratta solamente di avere il cuore grande come quello di Liliana, volete rendere le vostre vite speciali? Prendete esempio da Liliana, vi emozionerete nel vedere le soddisfazioni che un cuore anziano può darvi. Basta un solo giorno vissuto come si deve per riscattarli dopo una vita di niente”.

Due bellissime storie a lieto fine di due anime che sembravano perse. Ma ne restano altre ancora da scrivere. A Calvatone non è sempre la ragione a prevalere. Qualche volta è il cuore, per la felicità di tutti.

Nazzareno Condina

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