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Mostra del Diotti, presentazione
alla stampa: "Un grande
dell'Ottocento da riscoprire"

Il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni ha ringraziato sponsor ed enti patrocinatori, ricordando come Casalmaggiore in questo modo va alla ribalta culturale a livello regionale. Concetto ripreso dall’assessore Pamela Carena, che ha citato la prima mostra monumentale organizzata nel 1991. Poi lectio magistralis di Rosa.

CASALMAGGIORE – Un percorso completo, tematico e non soltanto fatto a schede. Così sarà del resto anche il catalogo, curato da Valter Rosa il quale ha ringraziato espressamente anche il Comitato Scientifico della mostra (Marco Albertario, Roberta D’Adda, Maria Adelaide Donzelli, Renzo Mangili, Mario Marubbi, Chiara Nenci, Marco Orlandi, Paolo Plebani, Maria Cristina Rodeschini, Francesca Valli, Giovanni Valagussa), presente in buona parte, e Roberta Ronda che ha invece allestito i 19 itinerari in tutta la Lombardia. La grande mostra su Giuseppe Diotti, protagonista dell’Ottocento lombardo, ha vissuto venerdì mattina una anteprima aperta soltanto ai media, in attesa della inaugurazione di sabato alle ore 17 nella chiesetta di Santa Chiara.

Il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni ha ringraziato sponsor ed enti patrocinatori, ricordando come Casalmaggiore in questo modo può essere fiera di andare alla ribalta culturale a livello regionale. Concetto ripreso dall’assessore Pamela Carena, che ha citato la prima mostra monumentale organizzata nel 1991 grazie a Renzo Mangili, che contribuì a togliere dall’ombra Giuseppe Diotti e ha paragonato questa nuova esposizione, aperta fino al 28 gennaio 2018, a un ritorno a casa del genius loci di Casalmaggiore.

Acclamato nel suo tempo, Diotti è stato riscoperto grazie anche agli studi pionieristici del Mazzocca, del Pinto, del Varotti e del Mangili, che hanno ridato luce a un primo Ottocento altrimenti disgraziato. Poi dagli anni ’90 – ha detto Rosa – si è squarciato il velo. “L’intenzione – è stato illustrato dal curatore – è di riscoprire la carriera di Diotti da un punto di vista cronologico e anche per affondi tematici. Diotti si forma giovanissimo in una Casalmaggiore che, a fine ‘700 vive un periodo di rinnovamento ispirandosi a Milano con la costruzione di Palazzo Fadigati, del Teatro Comunale e anche di una colonia arcadica ispirata dalla letteratura, senza dimenticare nel 1768 la nascita della scuola di disegno di Francesco Chiozzi, che portò influssi romani ed ebbe in Paolo Araldi il suo miglior allievo. Proprio quell’Araldi che divenne poi primo maestro di Diotti”.

Giuseppe Diotti visse un periodo travagliato a Parma, che lo portò però a cimentarsi con copie di dipinti antichi che lo aiutarono ad apprendere l’arte, macinando pittura antica sulla corrente del luminismo cremonese e bresciano e del caravaggismo nordico. Temi e stile che si ritrovano nella Pala Petrobelli, opera inedita presente in mostra al Museo di via Formis, in cui Diotti realizza una Adorazione di Pastori che riprende un tema caro agli esordi perché gli valse la medaglia d’argento a Roma e quella d’oro a Milano, primo riconoscimento di spessore della sua carriera. Il contesto del Diotti, dunque, si sposta tra cultura di provincia di una Casalmaggiore che si picca di essere città dopo la nomina di Maria Teresa d’Austria, e influssi significativi da Milano e da Roma.

La mostra, molto completa, vive di più sezioni. Opere di artisti coevi al Diotti rendono l’idea di una maggiore completezza, mentre non mancano stanze dedicate ai disegni, considerati la parte eletta della creazione da parte del pittore, che non a caso in qualche occasione, come all’Accademia Carrara di Bergamo, creava una democrazia artistica in cui lasciava che i suoi allievi concludessero i dipinti, sempre tenendo fede al disegno iniziale. Non mancano poi le stampe dell’epoca, con le Battaglie di Alessandro e i Sette Sacramenti di Poussin, tratti anche dalle collezioni storiche dell’Accademia di Brera, molto studiati proprio a Bergamo per il gran numero di espressioni facciali rappresentate e che infatti ispirarono il Diotti.

Successivamente si passa alla sezione micro e mega, con il contrasto appunto di grandezze. Dai bozzetti delle pale d’altare, alla Pala Petrobelli considerata come il testamento spirituale dell’artista, ai cosiddetti “Pensieri”, disegni minimalisti in cui si leggono anche influssi preromantici, a testimonianza di come Diotti fosse sintonizzato su più lunghezze d’onda artistiche, figli del periodo dei cenacoli letterari romani. Al piano inferiore le opere più grandi e famose: ispirate a grandi temi letterari, come il Conte Ugolino della Divina Commedia dell’Alighieri e le figure descritte dall’Alfieri come l’Antigone condannata a morte da Creonte. Infine, come un vero e proprio coup de théâtre, il quadro sin qui pressoché invisibile perché in deposito, La Corte di Ludovico il Moro, che apre ai temi storici, nella stanza in cui non mancano nemmeno i bozzetti del Giuramento di Pontida.

Questo quadro, esposto in sala consiliare del comune di Casalmaggiore, ebbe come committente occulto nientemeno che Carlo Alberto di Savoia durante i moti rivoluzionari del 1821, per ispirare sentimenti di rivalsa contro il nemico austriaco: un passaggio per chiarire anche le amicizie patriottiche del Diotti, come quella con Anton Enrico Mortara, al quale è dedicata la biblioteca di Casalmaggiore. Una mostra tutta da vivere, insomma, per riscoprire un autore di Casalmaggiore per troppi anni lasciato nel dimenticatoio, ma vero protagonista – ricorda il titolo dell’esposizione – del suo tempo.

Mostra Giuseppe Diotti
Museo Diotti, via Formis 17, Casalmaggiore
28 ottobre 2017-28 gennaio 2018
Orari: da martedì a venerdì 14.30-18.30 (anche il mattino, su prenotazione, per scolaresche e comitive); sabato e domenica 10-12.30; 14.30-19; chiuso il lunedì e il 25 dicembre e 1° gennaio.
Biglietti: intero 8 euro, ridotto 5 euro.
Informazioni 0375-200416; www.mostradiotti.it. Sponsor: Camera di Commercio di Cremona, Azotal Spa, Consorzio Casalasco del Pomodoro con il marchio De Rica, E’ Più Padania Alimenti. Sponsor tecnici: Union Brokers e Cremona 1
Ufficio Stampa: Anna Defrancesco 02-36755700 anna.defrancesco@clponline.it; www.clponline.it

Giovanni Gardani

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