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San Giovanni Bosco e l'emergenza
educativa sempre attuale:
mostra con l'Associazione Famiglie

La mostra, presentata nel 2010 per la prima volta al Meeting di Rimini e curata dai salesiani, gruppo al quale don Bosco apparteneva, sarà ovviamente aperta alla cittadinanza, ma intanto ha già raccolto la prenotazione di una ventina di classi delle scuole di Casalmaggiore.

CASALMAGGIORE – L’ottava mostra organizzata, sempre in periodo novembrino di Fiera di San Carlo, dall’associazione Famiglie di Santo Stefano a Casalmaggiore, mira a riscoprire una figura importante nella chiesa italiana e mondiale ma soprattutto a percorrere il suo insegnamento. Giovedì in Auditorium Giovanni Paolo II presso i locali dell’oratorio Maffei a presentare l’esposizione su San Giovanni Bosco, che sarà illustrata nei dettagli ufficialmente lunedì 30 in Auditorium Santa Croce alla presenza di don Elio Cesari, direttore delle Opere Sociali Don Bosco di Sesto San Giovanni e tra i curatori della mostra, e che sarà visitabile dal 1° al 5 novembre presso la chiesa di Santa Chiara, sono stati Giovanna Gardinazzi per l’associazione Famiglie e il parroco di Casalmaggiore don Claudio Rubagotti.

Una mostra – come è stato spiegato – che non intende guardare solo al passato, ma che anzi alle radici profonde e ottocentesche della figura di don Bosco, morto nel 1888, si ispira per tendere a un tema sempre attuale e volto al futuro: quello dell’educazione, da rilanciare all’oratorio, ma anche tra i banchi di scuola e sui luoghi di lavoro. Un modo per creare relazioni e un’esposizione a pannelli che andrà così oltre la mera illustrazione biografica dell’opera di San Giovanni Bosco. Ideatore dell’oratorio così come oggi lo conosciamo, in una situazione però molto difficile al suo tempo: quella dei ragazzi di Torino che, tornando dal lavoro in collina o in montagna, spesso venivano abusati sessualmente anche in casa, quando non si prostituivano. Ragazzi, insomma, tolti dalla strada, perdenti nei quali però don Bosco ha sempre creduto. “Il sistema preventivo di educazione di don Bosco – ha detto Gardinazzi – può essere una risposta ancora attuale rispetto all’emergenza educativa di oggi. E il tempo di don Bosco ha tante analogie con il nostro”.

Don Claudio, riprendendo il titolo della mostra “L’educazione è cosa di cuore e le chiavi del cuore le possiede solo Dio” ha spiegato che il cuore viene inteso come luogo della decisione e non necessariamente, non solo, dell’amore. “Educare significa essere adulti – ha spiegato il parroco – e soprattutto intervenire non in piena emergenza, a frittata fatta, ma cercando invece di prevenire. Il sogno di San Giovanni Bosco è stato quello di credere in ragazzi considerati falliti e sciagurati, investendo su di loro e sognando che meritassero una possibilità e una speranza”.

La mostra, presentata nel 2010 per la prima volta al Meeting di Rimini e curata dai salesiani, congregazione che don Bosco fondò, sarà ovviamente aperta alla cittadinanza, e intanto ha già raccolto la prenotazione di una ventina di classi delle scuole di Casalmaggiore. Confermando così quanto l’emergenza educativa, anche tra gli insegnanti di oggi, sia tema sentito.

Giovanni Gardani

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