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Fiera di San Carlo, taglio
del nastro: Casalmaggiore
ritrova la tradizione più bella

Come sempre, dopo il via ufficiale alla Fiera (ma le giostre già funzionavano da martedì pomeriggio, anticipando dunque un po’ i tempi, come sempre accade), le autorità hanno visitato le varie mostre allestite, passando anche tra le bancarelle della piazza. Poi tutti alla sagra del cotechino e del blisgòn.

CASALMAGGIORE – E’ ufficialmente partita, puntuale alle ore 11.15 di mercoledì, l’edizione 2017 della Fiera di San Carlo, di gran lunga l’appuntamento più atteso e che richiama più persone a Casalmaggiore, da sempre. Una cerimonia semplice e tradizionale, che quest’anno si è tenuta davanti al Museo del Bijou, dove resta allestita, fino a domenica 5 novembre, la mostra sui manici di ombrello di bachelite, un vero e proprio gioiellino donato al comune di Casalmaggiore dagli eredi delle famiglie Rangoni e Ghezzi.

Qui è stato tagliato il nastro, alla presenza del sindaco Filippo Bongiovanni, della presidente della Pro Loco, associazione che mette a punto il calendario degli eventi, Cinzia Soldi, del presidente della Provincia di Cremona Davide Viola, del presidente del Gal Terre del Po Francesco Meneghetti, dei consiglieri regionali Federico Lena e Carlo Malvezzi, della giunta casalese (con gli assessori Marco Poli, Gianfranco Salvatore, Pamela Carena, Sara Valentini e Vanni Leoni) e di alcuni consiglieri di maggioranza e minoranza (Orlando Ferroni, Massimo Mori, Giuseppe Cozzini, Stefano Stringhini, Pierfrancesco Ruberti, Alessandro Rosa), di Ennio Cagnazzo per Concass, di Franco Vacchelli per la casa di riposo Busi, di Paolo Zani per il Museo del Bijou, degli esponenti anche dei comuni vicini, come Commessaggio (il sindaco Alessandro Sarasini), Isola Dovarese (il sindaco Giampaolo Gansi), San Giovanni in Croce (il sindaco Pierguido Asinari) e Motta Baluffi (il vicesindaco Simone Agazzi), delle forze militari, con il comandante dei Carabinieri Daniele Scabbia e il suo vice Giuliano Bertinelli, i rappresentanti di polizia locale e questura e il comandante della Polstrada Gaspare Liuzza, di Protezione Civile, Guardie Ecologiche Volontarie, di Marco Ponticelli per Afm e Giampietro Todeschini per Casalasca Servizi e del parroco di Casalmaggiore don Claudio Rubagotti che ha benedetto l’evento. Tanti anche i cittadini presenti, per una cerimonia baciata dal sole.

Come sempre, dopo il via ufficiale alla Fiera (ma le giostre già funzionavano da martedì pomeriggio, anticipando dunque un po’ i tempi, come sempre accade), le autorità hanno visitato le varie mostre allestite, passando anche tra le bancarelle della piazza: oltre all’esposizione del Bijou, ricordiamo quella in Auditorium dedicata come sempre al Fotocine Casalasco e, nel dettaglio, anche ai paesaggi golenali (sabato si terrà la presentazione del libro, su questa tematica, “La Magana del Po” di Aldo Sarzi Braga) e alla Protezione Civile “Il Grande Fiume”, nella chiesetta di Santa Chiara dedicata a San Giovanni Bosco con l’Associazione Famiglie Santo Stefano, nella sala Pro Loco con la mostra pittorica “Il mio paesaggio” di Paride Pasquali e non solo. Come dimenticare, infatti, la grande mostra su Giuseppe Diotti al Museo di via Formis che porta il suo nome?

Nella prima giornata di Fiera, nel pomeriggio di mercoledì, è aperta anche la Torre Littoria grazie alla collaborazione con le Guardie Ecologiche Volontarie. Questa edizione della Fiera di San Carlo sarà ricordata come la prima dell’applicazione delle misure antiterrorismo, entrate in vigore dal giugno scorso: in sostanza l’anello di piazza Garibaldi e delle vie toccate dagli eventi della manifestazione (ricordiamo anche il mercato agricolo tra via Formis e Isola Bella) saranno chiuse dall’utilizzo di new jersey, che scongiureranno eventuali gesti da parte di sconsiderati. Al termine del tour culturale, tutti sotto il tendone nello spazio tradizionale dell’ex Turati: la sagra del cotechino e del blisgòn, che festeggia la cifra tonda dei 20 anni, ha provveduto a rifocillare tutti i presenti, col pranzo offerto agli ospiti dalla Pro Loco, per la gioia di don Rubagotti, lasciatosi andare a un “wow” di sorpresa dopo l’annuncio…

Giovanni Gardani

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