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Andrea e Deisi, il viaggio a
Chernobyl diventa un libro.
Aiuterà i bambini bielorussi

“Non ho mai pensato di pubblicare un libro. Molto meno un libro fotografico. Ancora meno un libro lanciato in Europa. Andrea Azzi mi ha dato questa esperienza che porterò per tutta la vita. Sì, il nostro primo libro sta uscendo"

DOSOLO – Ci sono viaggi e viaggi. Ci sono quelli che fai, alla ricerca di te stesso, quelli in cui ti limiti ad osservare quel che ti sta intorno e infine quelli che ti restano dentro. E non poteva essere diversamente per un viaggio, in moto, sino a Chernobyl per testimoniare – fotograficamente – che ne é di quel luogo e della Bielorussia a trent’anni dall’incidente nucleare. Deisi Rezende ed Andrea Azzi hanno trasformato quel loro viaggio in un racconto per immagini. Andrea è un ottimo fotografo (una passione che coltiva da tempo) mentre Deisi Rezende è stata una fotoreporter in Brasile, dove viveva prima di venire in Italia.

E’ lei che racconta la nuova avventura: “Non ho mai pensato di pubblicare un libro. Molto meno un libro fotografico. Ancora meno un libro lanciato in Europa. Andrea Azzi mi ha dato questa esperienza che porterò per tutta la vita. Sì, il nostro primo libro sta uscendo e sarà presentato in Italia (a Suzzara) il 3 dicembre. Un libro con immagini del nostro viaggio in moto dall’Italia a Chernobyl e alla Bielorussia, foto fatte da me e da lui. Per chi non ricorda, quando il reattore è esploso, ha colpito la città che oggi è una città fantasma. E il destino ha fatto in modo che il vento portasse la maggior parte delle radiazioni ai luoghi più poveri della Bielorussia. È vero che ogni anno facciamo grandi e belle gite in moto in tutta Europa, ma l’anno scorso è stato diverso, non è stato solo un viaggio in vacanza. È stato fatto con l’intento di aiutare i bambini che ancora oggi nascono con deformazioni o malattie derivanti dal disastro nucleare avvenuto nel 1986. E questo libro fa parte del progetto pensato e sognato di Andrea da anni. Un progetto che abbiamo deciso di realizzare insieme”.

Un viaggio non privo di insidie e di rischi. Rischi corsi consapevolmente dalla coppia: “Ricordo, l’anno scorso, alcuni giorni prima della nostra partenza verso Chernobyl, che Andrea mi ha guardato seriamente e mi ha detto: ‘pensaci bene. Se non vuoi andare, non voglio rischiare la tua salute, senza problemi, vado da solo’. Le radiazioni sono ancora lì, continuano a pulsare. E continueranno per almeno altri duecento anni. Ma non avrei mai lasciato andare Andrea da solo! Ricordo anche che tre suore brasiliane, quando hanno saputo del viaggio, hanno detto: ‘non preoccupatevi. Quando la causa è buona, è di cuore, Dio protegge’. E così siamo partiti. E ora il libro sta uscendo. Abbiamo avuto la collaborazione dell’associazione Polriva di Suzzara. La Polriva aiuta i bambini vittime del disastro nucleare portando ogni anno per l’Italia e ospitante in case di famiglie volontarie per breve tempo, in modo che possano ricevere cure mediche e dentali. Respirando aria pulita per circa un mese, possono eliminare più del 70% di impurità dai polmoni. Il denaro raccolto dalle vendite del libro sarà interamente destinato a questa associazione”.

Il libro – dopo il 3 dicembre – verrà poi presentato in altri luoghi. Era giusto partire da Suzzara, da dove quell’idea aveva avuto inizio. Ci sono viaggi straordinari, realizzati da persone straordinarie e di cuore. Il viaggio sino a Chernobyl di Andrea e Deisi – uno straordinario viaggio per immagini – servirà ad aiutare tanti bambini. E’ nello spirito dei viaggiatori portare qualcosa a casa di ogni luogo. Loro, oltre a portarsi qualcosa a casa, ora cercano di dare qualcosa a chi in quelle terre ancora soffre, a trent’anni di distanza.

Nazzareno Condina

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