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Le piene storiche del fiume Po: una mostra (con Protezione Civile e Aipo) ricca di suggestione

Non mancano neppure i sacchi che dovevano contenere sabbia per rafforzare l’argine, in particolare nella prima piena, quella del 1951, quando il popolo scese sull’argine per innalzare le barriere. E viene registrata, tra le grandi piene, anche quella recente del 2014, quasi a confermare che la storia insegna e ogni tanto ritorna.

CASALMAGGIORE – Sabato alle ore 16.30 in Auditorium Santa Croce verrà presentato il libro di racconti e poesie in dialetto di Aldo Sarzi Braga “La Magana del Po”. Partiamo da qui, dall’appuntamento culturale inserito in cartellone nella fiera di San Carlo per scoprire una mostra, voluta dalla Protezione Civile “Il Grande Fiume” di Casalmaggiore che consente ai presenti di rivivere momenti che hanno segnato la storia della comunità casalese e in generale dell’intera provincia di Cremona. La Magana che dà il titolo al libro di Sarzi Braga è, tra l’altro, un’imbarcazione che fino agli anni ’50 solcava il Grande Fiume trainata da cavalli, che se ne stavano sulla riva alzaia collegati all’imbarcazione, con la forza animale utile a trasportare legname, sabbia e ghiaia.

E proprio al Grande Fiume si rifà questa esposizione, ricordando le piene storiche utilizzando anche il materiale messo a disposizione da Aipo. Alcune fotografie, dedicate all’ambiente Padano e ai quei giorni nei vari anni che segnarono le piene più importanti a Casalmaggiore e non solo – 1951, 1994 e 2000 – fanno davvero venire i brividi. E dato che il ponte sul Po, con i suoi problemi, è molto di moda, sono significativi gli scatti che mostrano dove arrivò il livello del fiume rispetto ai due ponti, quello stradale e quello ferroviario: siamo nel 2000, quando l’acqua arrivò a 8.10 metri, anche se il Magistrato del Po fissò come quota gli 8 metri. In realtà la gente di Casalmaggiore si è sempre fidata un po’ di più del suo idrometro, che peraltro sta tornando, come abbiamo visto, a nuova vita grazie all’iniziativa civica del Listone.

Anche le immagini di Isola Pescaroli e di Sommo con Porto, frazione di San Daniele che andò completamente sott’acqua proprio nel 2000, fanno impressione, così come molto curiosi si soffermano a leggere i quotidiani dell’epoca per riscoprire emozioni e cronaca di quei giorni di fremente attesa e in parte  di paura. Il Po non sfondò mai l’argine maestro, lo sappiamo, non a Casalmaggiore almeno, e così l’impressione è di rivivere, al sicuro nella distanza del tempo, una storia tutto sommato a lieto fine. Non mancano neppure i sacchi che dovevano contenere sabbia per rafforzare l’argine, in particolare nella prima piena, quella del 1951, quando il popolo scese sull’argine per innalzare le barriere. E viene registrata, tra le grandi piene, anche quella recente del 2014, quasi a confermare che la storia insegna e ogni tanto ritorna. Rimarcando così l’importanza dell’opera della Protezione Civile. E dei volontari in genere.

Giovanni Gardani

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