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Sanità: Pot a Viadana (e fermo
a Bozzolo). Le minoranze a
Viadana: "E la lungo degenza?"

Federici, Saccani, Anzola e Perteghella chiedono "se l’amministrazione ha partecipato o richiesto incontri con i responsabili dell’azienda ospedaliera Carlo Poma per sapere quale sarà il destino del servizio di lungodegenza di Viadana e dei posti di lavoro dei dipendenti della cooperativa, e nel caso quando ci sono stati".

VIADANA/BOZZOLO – E’ Luca Stucchi, direttore generale dell’azienda ospedaliera Carlo Poma di Mantova, ad annunciare che il secondo Presidio Ospedaliero Territoriale della provincia virgiliana nascerà a Viadana. Dove? Nel vecchio ospedale che già ospita trenta posti letto. Un nuovo Pot, dunque, non distante da Bozzolo, anche se Stucchi ha subito spento le polemiche, spiegando che Viadana fa riferimento al distretto, pressoché unico in via sperimentale in Lombardia, del Casalasco-Viadanese e dunque si lega all’ospedale Oglio Po di Vicomoscano, mentre Bozzolo si riferisce, per vicinanza geografica, all’ospedale di Asola.

All’interno del Pot, che è una struttura in grado di erogare prestazioni a media e bassa intensità, di Viadana potrebbe essere spostata anche la sede del Cps. A Bozzolo intanto tutto è fermo, anche se i fondi da 1.7 milioni di euro ci sono. Mancherebbe però la disponibilità di alcuni medici a trasferirsi, come ha spiegato Stucchi, rinviando così le operazioni di sistemazione e adeguamento dell’ospedale don Mazzolari, dove vi sarebbero diagnostica, specialistica, punto prelievo, riabilitazione neuromotoria già pronti. Una vera e propria rete e un patto di cura, come lo chiama Stucchi, che attende ora materiale umano e disponibilità piena dei medici per sbloccarsi. A tal proposito il sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio ha spiegato che prossimamente vi sarà una tappa a tre in un incontro che coinvolgerà Asst Poma, medici di base e comune per sbloccare la situazione di stallo, col comune pronto a fare la sua parte per caldeggiare la costituzione di quella famosa rete.

Intanto sempre a Viadana si fanno sentire le minoranze, con i quattro consiglieri di opposizione uniti che hanno firmato una interrogazione con carattere d’urgenza. Dario Anzola, Adriano Saccani, Nicola Federici e Silvio Perteghella si riferiscono in particolare al servizio di lungodegenza riabilitativa di Viadana. “La gestione della struttura in oggetto è in scadenza al 31 dicembre 2017 e i locali sono di proprietà dell’azienda Carlo Poma – si legge – . Visto che a fine 2016 il consigliere Saccani aveva presentato un’interrogazione chiedendo chiarimenti, in merito alla situazione della lungodegenza, a cui l’assessore Minotti aveva risposto che si sarebbe interessata in merito; visto che all’interno della struttura operano numerosi lavoratori e anche di rilevanti figure professionali, i quali, essendo dipendenti di cooperativa, non godono della certezza del posto di lavoro, ed oggi non sanno ancora niente in merito al futuro della struttura; visto che ad un recente incontro con il comitato salviamo l’ospedale OglioPo è stata confermata dalla Dr.ssa Bettelini, la volontà di chiudere la lungodegenza e che ci sono dei progetti, non ancora finanziati e non ancora previsti dal piano regionale, di portare un POT nella struttura di Viadana, struttura invece già finanziata a Bozzolo ma di cui ad oggi dopo diversi mesi non sono ancora partiti i lavori; chiediamo al sindaco e all’assessore competente se vi siano stati incontri al fine di potenziare la struttura, come concordato nel 2012, o si intenda abbandonare a favore di altri comuni del territorio; se quanto dichiarato dalla Dr.ssa Bettelini corrisponde al vero; se l’amministrazione ha partecipato o richiesto incontri con i responsabili dell’azienda ospedaliera Carlo Poma al fine di sapere quale sarà il destino del servizio di lungodegenza di Viadana e dei posti di lavoro dei dipendenti della cooperativa, e nel caso quando ci sono stati”.

G.G.

 

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