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Lungodegenza chiude, minoranze:
"Sindaco sapeva e taceva
Ora tavolo regionale subito"

"Urge - si legge nel comunicato di Perteghella, ma all'attacco va anche Federici - l'apertura di un tavolo di crisi regionale o presso il Ministero del Lavoro che veda riuniti sindacati, società cooperativa Proges e Azienda Ospedaliera Carlo Poma per affrontare questi aspetti che non appaiono di carattere secondario”.

VIADANA – Tornano alla carica le minoranze viadanesi sulla chiusura della Lungodegenza a Viadana, e lo fanno con un doppio comunicato. “La conferma di oggi sulla chiusura ci fa preoccupare – spiega il consigliere Nicola Federici del Partito Democratico – . In primis 40 persone perdono il lavoro senza sapere niente del loro futuro: il sindaco da quello che leggiamo sapeva da tempo e ci chiediamo cosa abbia fatto fino ad oggi. A pensare che l’assessore ai Servizi Sociali un anno fa rispondeva ad una nostra interrogazione che non dovevamo lanciare false preoccupazioni: oggi si è visto chi aveva ragione. Nei prossimi giorni chiederemo come Pd un incontro con i dirigenti territoriali perché vogliamo che i 40 lavoratori della cooperativa siano tutelati. I cittadini perdono un servizio fondamentale per il territorio, 30 posti letto che erano stati ottenuti con un gran lavoro di squadra da tutte le forze politiche, e la giustificazione che costa tanto la vediamo solo come una scusa che il nostro territorio non si merita. Perché in Lungodegenza i nostri cittadini saranno mandati in altri comuni e visto che in questi casi sono principalmente persone anziane, senza mezzi pubblici idonei, questa chiusura si ripercuote anche sulle famiglie”.

“Il POT potrà essere una cosa positiva – precisa Federici – ma quando verrà aperto? Con quale risorse viene finanziato? Che servizi verranno fatti? E’ naturale che in provincia di Mantova di siano due POT sul territorio dell’Oglio Po e zero nel resto della provincia? A Bozzolo si parla da tanti mesi di apertura del POT ma niente è ancora stato fatto. Tante domande ma ad oggi non abbiamo nessuna risposta: speriamo solo che questa dichiarazione di apertura di un POT non sia solo uno spot elettorale, visto che fra pochi mesi si andrà a votare per le elezioni regionali, per coprire una cosa invece grave per il territorio, cioè la chiusura della Lungodegenza”.

All’attacco per Viadana Democratica va anche il consigliere Silvio Perteghella. “La notizia apparsa a mezzo stampa questa mattina (a seguito del comunicato di Proges) in merito all’apertura da parte della stessa società cooperativa delle procedure di licenziamento collettivo individuate dalla Legge 223/1991, rappresentano la certezza che la fase di trasformazione da Lungodegenza a P.o.t. è in corso sottotraccia da qualche tempo. E’ lo stesso sindaco di Viadana ad ammettere che è stato svolto appunto questo lavoro silente fatto di consultazioni e sopralluoghi presso il presidio sanitario Viadanese. Risulta gravissimo che i lavoratori di Proges ottengano la certezza di apertura di una procedura di licenziamento collettivo con queste modalità, ovvero il comunicato a mezzo stampa di Proges”.

“Risulta chiaro che, se è imminente e veritiera  questa sorta di trasformazione dei servizi sanitari offerti dall’Azienda Ospedaliera Carlo Poma con una procedura di “internalizzazione” – prosegue Perteghella – questo non potrà che prescindere che da una fase transitoria nella quale la risoluzione dell’appalto con “Proges” cessi in maniera graduale, al fine di garantire una continuità senza intoppi dei servizi erogati. Questa prima fase di “gradualità” sarebbe un modo per salvaguardare inoltre l’occupazione futura  degli attuali 40 addetti. Se così non fosse sarebbe legittimo chiedersi con quali modalità l’Azienda Ospedaliera Carlo Poma possa disporre attualmente di 40 figure professionali in più immediatamente disponibili a surrogare gli addetti della cooperativa. “A pensar male si fa peccato”, ma se la trasformazione del servizio non avvenisse con queste modalità, sarebbe legittimo mettere in dubbio la realizzazione del POT con un conseguente cessazione del servizio e la soppressione dei posti letto. Inoltre prima della  conclusione della procedura di licenziamento collettivo sarebbe utile introdurre un percorso di Cassa integrazione Straordinaria o in deroga per mitigare gli evidenti effetti occupazionali e sociali, considerando  le inevitabili ricadute economiche sui bilanci di quelle famiglie. Urge quindi l’apertura di un tavolo di crisi regionale o presso il Ministero del Lavoro che veda riuniti sindacati, società cooperativa Proges e Azienda Ospedaliera Carlo Poma per affrontare questi aspetti che di certo non appaiono di carattere secondario dopo le dichiarazioni del dott. Stucchi e il comunicato della stessa Proges”.

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