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San Giovanni Bosco, dalla
Tettoia Pinardi all'Oratorio:
l'educazione nel segno di Cristo

L’Oratorio come insieme di regole da imparare e rispettare, sempre con la fiducia nel prossimo, anche nel giovane da altri considerato disgraziato e irrecuperabile. Una scuola non fatta soltanto di grammatica, ma anche di lavoro manuale, che a San Giovanni Bosco piaceva molto e dunque non venne mai rinnegato.

CASALMAGGIORE – L’uomo, il sacerdote, il messaggio. Soprattutto l’insegnamento: di tutto questo parla, affrontando le varie declinazioni di una sola figura, la mostra che è stata allestita nella chiesetta di Santa Chiara dall’Associazione Famiglie Santo Stefano e San Leonardo, presenza tradizionale alla Fiera di San Carlo, che infatti per l’ottavo anno ha presentato un evento dedicato a un Santo vicino al nostro tempo e capace, col suo potere educativo, di rivoluzionare il ruolo dell’oratorio e, in parte, anche dei sacerdoti moderni. San Giovanni Bosco viene illustrato in un percorso a pannelli sempre presidiato da guide disponibili a prendere per mano i visitatori, spiegando tutti i passaggi chiave della formazione e della rivoluzione voluta dal prete torinese.

Presentata per la prima volta nel Meeting di Rimini nel 2010, la mostra “L’educazione è cosa di cuore e le chiavi del cuore le possiede solo Dio” cerca di riportare in auge un sistema preventivo di educazione, come risposta ad una emergenza sempre attuale. Curata, tra gli altri, anche da don Elio Cesari oltre che dal gruppo Salesiano della Lombardia ed Emilia Romagna, l’esposizione è un percorso più o meno cronologico, che si incrocia con quello tematico: il cortile come primo luogo di incontro, una sorta di embrione del futuro oratorio, ricavato poi da don Bosco nella Tettoia Pinardi, affittata per 300 lire all’anno e inaugurata il 12 aprile 1846, nel rione Valdocco a Torino. Passaggi documentati dalle riproduzioni delle carte dell’epoca. L’Oratorio come Società dell’Allegria, con la banda musicale formata da quegli stessi ragazzi strappato dalla strada e ad un destino di soprusi, angherie e povertà, economica e morale.

L’Oratorio come insieme di regole da imparare e rispettare, sempre con la fiducia nel prossimo, anche nel giovane da altri considerato disgraziato e irrecuperabile. Una scuola non fatta soltanto di grammatica, ma anche di lavoro manuale, che a San Giovanni Bosco piaceva molto e dunque non venne mai rinnegato: scuola che avvia alla vita, insomma. E scuola gratuita, con tre condizioni per restare nella stessa: assiduità, attenzione e confessione mensile. Educazione, dunque, sempre di pari passo con la dottrina di Dio. Ed educazione preventiva, come abbiamo vinto, diffondendo il verbo anche ai cosiddetti nuovi maestrini. Per questo San Giovanni Bosco fece proseliti. Per questo la sua lezione è più che mai attuale.

Giovanni Gardani

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