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Canneto, tradizione Aemoc
per il culto dei defunti: omaggio
a Mastrocchio e Scalvini

Alla presenza delle autorità e di tanti cannetesi, è stata celebrata ancora una volta nella Chiesetta dei Morti la memoria dei defunti, con un incontro sulle sculture del piadenese Giuseppe Mastrocchio e del cannetese rimasto nel cuore e nei ricordi di tantissimi compaesani, ovvero Fausto Scalvini.

CANNETO SULL’OGLIO – Chiesa dei morti gremita per la tradizionale manifestazione dell’AEMOC del presidente Franco Testa dedicata al culto dei defunti. Dopo aver approfondito negli anni passati i vari aspetti storici, simbolici e tradizionali inerenti la chiesetta tanto cara ai cannetesi, nell’incontro tenutosi venerdì scorso è stato proposto il tema: “Arte, cultura, fede e memoria nel cimitero di Canneto: le sculture di Giuseppe Mastrocchio e Fausto Scalvini”.

La serata dopo il saluto delle autorità presenti, dal sindaco Raffaella Zecchina a don Alfredo Rocca, al maresciallo Marco Casula al vice presidente dell’Aemoc Luigi Lombardi, ha visto una serie di letture di testi elaborati da Bruno Vezzoni, Nives Ugoletti e Oriana Conzadori. Ha introdotto il tema della serata Dorothea Burato che ha spiegato come i cimiteri sappiano offrire a chi è disposto ad attraversarli e a interrogarli un archivio suggestivo di arte costume, contemplazione e riflessione.  Riflessioni che sono iniziate con la lettura della poesia “La livella” di Totò e sono poi proseguite con il commento e le opere in bassorilievo di due artisti che hanno lasciato su alcune tombe un ricordo indelebile della loro arte. Si tratta del piadenese Giuseppe Mastrocchio, piadenese vissuto tra la fine dell’800 e la prima metà del 900 e di Fausto Scalvini, scomparso nell’ottobre del 2015, cannetese rimasto nel cuore e nella memoria di molti suoi concittadini. La serata si è sviluppata attraverso un dialogo immaginario tra due amici, impersonati da Emauele Agosti e Cesare Dossena, che al cimitero si soffermano su alcune tombe, sottolineando la corrispondenda tra le scene rappresentate con “i sepolcri” e la vita dei defunti. I dialoghi sono stati accompagnati dalla proiezione di fotografie delle varie opere citate, scattate da Sergio Scalvini. Nei brevi intervalli tra le diverse letture  il gruppo musicale dell’Ecomuseo con Giovanna Gamba, Maurizio Vezzoni, Gian Paolo Lovero e Flavio Peron, ha eseguito alcuni brani classici. Molti i cannetesi ormai affezionati all’appuntamento che anche quest’anno non hanno voluto mancare e che poi al termine dell’evento si sono intrattenuti sul sagrato della caratteristica chiesetta per la castagnata finale.

MLR

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