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Caos e discussioni, interviene
Paolo Antonini (Treno Ponte):
"Evitare la demagogia"

"Creare divisioni tra detrattori del ponte provvisiorio e sostenitori della riparazione dell'attuale è fuorviante e, in assenza delle informazioni di cui sopra rende impossibile una serena valutazione"
Foto: Cristiano Antonino

CASALMAGGIORE – Deve essere frutto dello stress, o della rabbia per una situazione – quella della chiusura di ponte Po – ben lungi dall’aver trovato una soluzione. Ci si divide tra fautori della linea più dura e ‘trattativisti’, tra chi sposa il ponte Ferroni e chi appoggia la soluzione tampone. Ognuno ha le sue ragioni – con i propri dubbi – ed ogni eventuale scelta le sue profonde incognite ma come scrivevamo all’inizio causa i due mesi di caos e disagi, ragioni e dubbi diventano motivo di questioni e discussioni e le incognite diventano meno evidenti, in entrambi i casi.

C’è una lacerazione piuttosto profonda che è figlia dell’inquietudine. Incertezza di natura politica (nessuna decisione è stata al momento presa, anche se la strada imboccata pare essere quella del tampone al ponte), incertezza di natura economica e sociale (quella che la gente vive sulla propria pelle, quotidianamente), incertezza di compiti e ruoli futuri. Perché se in Regione Lombardia a prendere in mano la patata bollente sarà ANAS, nell’Emilia sembrerebbe che la Provincia continui a chiedere di gestire personalmente la questione. Oggi, a pronunciarsi, per cercare di calmare le acque piuttosto agitate degli ultimi giorni e per riportare un po’ di tranquillità, l’avvocato Paolo Antonini, presidente del Comitato Treno Ponte Tangenziale. Questo il testo integrale del suo intervento odierno.

“E’ opportuno – spiega l’avvocato Antonini – che ogni proposta relativa al Ponte sul Fiume Po di Casalmaggiore sia valutata, anteponento la gravità della situazione alla demagogia.

Prima di tutto va costruito il percorso autorizzativo celere (nonostante siano passati più di due mesi non esiste ancora la nomina di un responsabile unico del procedimento tra la Provincia di Parma e quella di Cremona, e solo giovedì prossimo, in accoglimento di un istanza del comitato, verrà discusso, in Consiglio Comunale a Casalmaggiore, l’ordine del giorno per la verifica della possibilità di dichiarazione di “stato di emergenza”); recuperate con urgenza le risorse finanziarie (per ora ci sono 35 milioni per I ponti sul Fiume Po, ma non sappiamo quanto sia destinato al ponte di Casalmaggiore); individuata la soluzione tecnica che assicura la riapertura della circolazione in tempi brevi.

Non vi è dubbio che la riparazione dell’attuale ponte mostra certamente criticità e tanti punti interrogativi sulla sua durata, evidenziati anche dalla relazione commissionata dalla Provincia di Parma. A sua volta la realizzazione di un ponte provvisorio necessita di nuova viabilità, di indagini geognostiche, di valutazioni idrauliche, tutte attività di cui non sento parlare che rischiano di incidere in modo sensibile sulle tempistiche e sui costi di realizzazione del manufatto provvisorio.

Forse per consentire ai tecnici di valutare compiutamente sarebbe necessario avere uno spettro più completo delle problematiche e delle tempistiche. Creare divisioni tra detrattori del ponte provvisiorio e sostenitori della riparazione dell’attuale è fuorviante e, in assenza delle informazioni di cui sopra rende impossibile una serena valutazione”.

Nazzareno Condina

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