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Incidente sul ponte di
Viadana ed è caos: traffico in
blocco, scene d'isterismo

Da quanto raccontano alcuni automobilisti presenti in loco, si sono registrati momenti di pura isteria, con gente che cercava di fare inversione di marcia e mezzi pesanti pericolosamente impegnati nel ritorno indietro

VIADANA – Partita alle 19 da Parma, arrivata a Martignana di Po alle 20.45. Bloccata, come tanti pendolari, a causa di un incidente (fortunatamente con lievi conseguenze per il conducente del mezzo coinvolto) sul ponte di Viadana, sull’argine tra Coenzo e la rotonda di Boretto. Questo il destino di una professionista che lavora a Parma ieri sera. Dalle 18 in poi, causa appunto il sinistro sul ponte di Viadana, è scoppiato il caos.

“Sono rimasta ferma per più di mezz’ora, senza sapere cosa era successo, senza sapere quando tutto si sarebbe risolto. Una situazione davvero non più sopportabile. Vale la pena portarsi dietro da mangiare e da bere, per ogni evenienza”.

Chi ha potuto (e voluto) ha proseguito sino a Guastalla, allungando ancor di più il percorso già raddoppiato del ritorno, chi no ha atteso la liberazione del ponte, avvenuta non senza difficoltà visto le code che nel frattempo si erano create.

Un ponte, quello di Viadana, che ha visto crescere il traffico veicolare medio dai 14 mila veicoli di prima della chiusura dell’infrastruttura di Casalmaggiore ai 23/24 mila attuali. Mezzi che rendono difficile lo scorrere di un traffico in maniera normale. E basta poco, anche un semplice tamponamento, per bloccare del tutto il traffico.

Da quanto raccontano alcuni automobilisti presenti in loco, si sono registrati momenti di pura isteria, con gente che cercava di fare inversione di marcia e mezzi pesanti pericolosamente impegnati nel ritorno indietro. Intanto gente a piedi sulla strada che cercava di capire cosa fosse successo e per quanto tempo il traffico avrebbe dovuto rimanere bloccato.

Un nervosismo che è sintomo di grandissimo disagio. Aumentano le spese di carburante, aumenta il tempo di trasferimento e al contempo diminuisce la sicurezza e la certezza di arrivare in orario anche ad appuntamenti importanti. Una situazione insostenibile per tanti pendolari che si fa via via più pesante di mano in mano che il tempo scorre.

Il ponte di Viadana peraltro subisce attualmente sollecitazioni pesantissime perché un conto è il passaggio distanziato di mezzi, un altro è il fermo improvviso di più mezzi a distanza ravvicinata, o il passaggio continuo. Il ponte di Viadana ha solo cinque anni in meno di quello morto a Casalmaggiore. Un motivo in più per fare presto ad offrire soluzioni efficaci e continuative nel casalasco in grado di alleviarne i carichi.

La tensione e l’esasperazione restano altissime.

Nazzareno Condina

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