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Accumoli, quel centro
commerciale che parla
cremonese: confcommercio c'è

Ne hanno fatta di strada gli Amici del Centro Italia. Quattro ‘missioni’ in 9 mesi, una quinta (dall’8 al 10 dicembre) in allestimento al centro del ‘cratere’, nella zona di Amatrice e Accumoli

In foto da sinistra Leonardo Tosti, Federico Corrà, Mario Feraboli e la prima negoziante del nuovo piccolo centro del commercio di Accumoli, nato con la collaborazione di Confcommercio Cremona

CREMONA – Dal cremonese, dal casalasco e dal parmense l’aiuto non è mai cessato. Continua perché l’emergenza è ancora quella degli inizi, è fatta di bisogni urgenti, di ricostruzione che non parte o parte a fatica, di tantissime necessità che a poco a poco – spentisi i clamori dei media, si sono spenti. Cremonesi, casalaschi e parmensi hanno proseguito il loro impegno, rinsaldando le fila e proseguendo il cammino e mettendo in campo iniziative nuove, nell’ottica della rinascita di un territorio in ginocchio.

Ne hanno fatta di strada gli Amici del Centro Italia. Quattro ‘missioni’ in 9 mesi, una quinta (dall’8 al 10 dicembre) in allestimento al centro del ‘cratere’, nella zona di Amatrice e Accumoli, con puntate anche a Norcia e Preci. Anche se poi, a ben vedere, non sono vere missioni perché con la gente si è creato in tanti casi un vero e proprio rapporto di familiarità ed amicizia. Frutto di una filosofia scelta sin dal primo viaggio, una filosofia fatta di rifiuto alla consegna ai centri di raccolta, e di lavoro capillare – grazie anche all’aiuto del WWF Umbro – nei vari paesi, nelle varie famiglie.

Hanno tante storie da raccontare, tante storie che si portano sulle spalle. “Abbiamo conosciuto una famiglia costretta a vendersi i capi di bestiame per nutrirne altri. E il bestiame è l’unica cosa che è rimasta loro – racconta Federico Corrà, vicepresidente di Confcommercio Cremona, uno dei promotori di Amici Centro Italia – Siamo stati accolti da una coppia di anziani, che ha passato l’inverno in un container. Lei malata di cancro, senza bagno, con tutto quello che ne consegue”.

Tutto è rimasto uguale, o quasi. Ci sono ancora tutte le macerie nelle frazioni di Amatrice, c’è ancora un mondo difficile, cimiteri con bare che ti guardano, negozi e farmacie a chilometri di distanza, roulotte e container usati. C’è ancora la profonda sensazione di morte che si mischia alla feroce voglia di vita di tutta quella gente che ti si ‘attacca’ addosso per dignità e coraggio. L’ultimo viaggio, quello di qualche settimana fa, è stato portato a termine con tre mezzi, e cinque persone. Tra loro Mario Feraboli, presidente del Gruppo Cerealicoli di Confcommercio Cremona, Federico Corrà e Cosetta Cerri, dall’inizio in prima linea nell’aiuto al Centro Italia insieme a Roberto Gastaldi cremonese e alla parmense Manuela Fratini.

Feraboli e Corrà sono scesi come volontari, ma anche per stringere ancor di più un legame che si è creato tra l’associazione cremonese e Confcommercio Rieti e Viterbo, legame che ha aiutato la nascita del piccolo centro commerciale che sorge ad Accumoli. L’incontro tra la delegazione cremonese di Confcommercio ed il presidente della confcommercio reatina Leonardo Tosti è avvenuta proprio nel nuovo centro “Stiamo cercando di dare una mano alla crescita di quel piccolo centro commerciale – aggiunge Corrà – un insieme di piccole botteghe. Al momento ce ne è una aperta, ma presto aprirà una farmacia, un bar, una banca e un piccolo ristorante. Botteghe di prossimità, nel nostro spirito. E’ un progetto in cui crediamo molto”.

Dove riparte il commercio, la vita riparte più forte. “E’ nostra intenzione proseguire su questa strada – aggiunge il vicepresidente di confcommercio Cremona – proprio perché crediamo che la ripresa commerciale possa dare una spinta in più. E’ anche per questo che cercheremo, a Cremona, di favorire l’arrivo di prodotti di quella terra. Può essere una bellissima idea per il Natale. Bella per noi ed utile per loro”.

Nell’ultimo viaggio hanno preso parte a vario titolo la Coop l’Arca, gli amici della Cooperativa Agropolis e le Botteghe del Centro di Cremona. Ma sono tante le aziende cremonesi e parmensi che non hanno mai rifiutato un aiuto: “Dalla Fioccati Fava di Pieve D’Olmi che tutte le volte ci ha donato parecchi quintali di merce per le stalle allo stesso Mario Feraboli, da G&G che ha acquistato diversi quintali di crocchette per cani all’oleificio Zucchi che ha donato 300 kg. di olio, dalle Sorelle Rivoltini che ci hanno dato tanto torrone da portare giù alla Wal-Cor che a Pasqua ci ha dato 260 uova di cioccolato per i bambini, sino alla parmense Barilla. Poi ci sono le aziende del Casalasco: da Cantini che non si è mai tirato indientro per quanto riguarda il materiale per la pulizia a AFM Casalmaggiore il cui presidente Marco Ponticelli ha sposato la causa dandoci sempre materiale medicinale per animali, dall’Agripo’ al consorzio agrario il cui personale, nel penultimo dei viaggi, ci ha fatto dono di fioccato. Poi tutte le associazioni ed i singoli, impossibile citarli tutti. Lo faremo più avanti e personalmente con ognuna di loro. In questo momento posso ricordare la Pomì Casalmaggiore, la società sportiva, da sempre vicina agli Amici del Centro Italia e Sportfoglio, il quindicinale di sport dell’Oglio Po, che ha raccontato tutti i nostri viaggi”.

La situazione è ancora pesante. “Uno pensa che il peggio sia passato – conclude Corrà – e invece si è ancora in emergenza. Con l’aggravio che le missioni umanitarie sono sempre meno. Grazie al WWF umbro stiamo cercando di rimettere in moto la macchina degli aiuti, e a qualcosa il nostro ultimo viaggio sotto la pioggia sembra essere servito a muovere anche altri”.

Ormai sono tante le associazioni che sono entrate nel gruppo degli Amici del Centro Italia in maniera attiva. A Parma, Cremona e Martignana Po si è aggiunta nell’ultimo mese l’Associazione Share di Rovereto, che a dicembre scenderà con uno o due mezzi carichi di aiuti unendosi al gruppo. Nello scorso week end l’associazione di Rovereto ha organizzato una sorta banco alimentare. “Non ci aspettavamo così tanto successo – spiega la responsabile di Share Magda Calamasini – abbiamo riempito un furgone e non ci basterà”.

“L’intento – spiegano i referenti di Amici Centro Italia – è quello di coinvolgere sempre più associazioni nella nostra area e in più parti d’Italia. Se ogni associazione organizzasse 4 viaggi l’anno, avremmo 80 missioni. Noi mettiamo a disposizione la nostra piccola esperienza ed i contatti ma soprattutto mettiamo a disposizione una metodologia d’azione: l’aiuto laddove serve, a chi serve, in un rapporto diretto col territorio. Ognuno sa dove va a finire quello che ha donato e soprattutto ognuno può rendersene conto personalmente, partecipando alle trasferte”.

Le raccolte intanto, a Parma, Martignana Po, Casalmaggiore e Cremona proseguono. “Ci chiedono soprattutto cibo per animali. Fioccato, preferibilmente, granaglie per le galline e cibo per i cavalli. Poi il cibo per gli animali da affezione, cani e gatti, cibi a lunga conservazione per umani e materiale per la pulizia personale e degli ambienti”. Saranno almeno cinque i mezzi che scenderanno a dicembre. Andranno a trovare amici, e a conoscerne nuovi e a vedere a che punto è il nuoco piccole centro di botteghe di prossimità di Accumoli: questo fa Amici Centro Italia. Questo fa Confcommercio Cremona, le botteghe del Centro, il Mercato Equosolidale, e le varie ditte che danno una mano. Senza dimenticarsi di Anpana Calvatone, e dell’aiuto che nel penultimo dei viaggi hanno dato i 4 Cats di Gussola. Poi Autostrade Centropadane, Gli amici di Agropolis, la Cooperativa l’Arca. La solidarietà parmense, di Cremona e provincia prosegue, rinsaldando i legami “Siamo stati a trovarne tanti, abbiamo bevuto con loro, sorriso con loro e condiviso un pasto. Ci hanno fatto sentire a casa. C’è una forza in quella gente da cui abbiamo tanto da imparare. Questo è quel che loro danno a noi”.

L’8 dicembre si riparte, ci sarà anche la delegazione del casalasco. Che chiede aiuto: “Ci serve soprattutto fioccato: un sacco da 25kg costa 7 euro e 50 al consorzio agrario. Se volete partecipare basta davvero poco. Un piccolo gesto che serve. Poco per noi, fondamentale per loro”.

Nazzareno Condina

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