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Canneto: l'eleganza interiore
di Luciana Savignano illumina
il Teatro Pagano [Gallery]

Ospite d'onore dell'evento organizzato dal Rotary Club Piadena Oglio Chiese l'etoile ha dispensato autografi, foto, dialoghi cordiali. Ha parlato della sua carriera artistica ma soprattutto ha rivelato la parte più semplice e genuina di sé.

CANNETO SULL’OGLIO – Umanità, anima, persona, arte, affetti. Sono queste le parole con cui l’etoile Luciana Savignano ha conquistato il Teatro Pagano. L’eleganza interiore non è solo il titolo della sua biografia. Ma uno stile quasi spiazzante per un’antidiva della danza che ha fatto del cuore il motore principale del proprio talento, dell’ anima la propria cifra artistica.Già al suo ingresso al Teatro Pagano dove è giunta poco prima delle 18 accompagnata dal marito e da Kalù, una dolcissima cagnolona Akita di quattro anni, la danzatrice ha colpito tutti per la raffinata semplicità dei modi. Ospite d’onore dell’evento organizzato dal Rotary Club Piadena Oglio Chiese, di cui è divenuta socio onorario, ha dispensato con il sorriso, foto, autografi e dialoghi cordiali. Intrattenendosi sia con le giovanissime ballerine venute ad ascoltarla che con il sindaco cannetese Raffaella Zecchina. Una cortesia senza orpelli, come la meraviglia che le si è dipinta in volto mentre osservava attenta il teatro prima di sentenziare:”Non me l’aspettavo. Sono piacevolmente sorpresa. Questo è un teatro “vero”, un gioiellino nascosto. Sono felice di averlo scoperto”. Sul palco ha messo presto a proprio agio i suoi interlocutori. Oltre agli amici di lunga data, i danzatori Leila Troletti e Marian Serbanescu, che hanno propiziato la sua visita a Canneto,  la presidente del Rotary organizzatore Elisa Gozzi e Gianfranco Tripodi a cui è stata affidata la conduzione dell’evento.“Sono piuttosto schiva, non amo parlare di me. Quando mi è stato proposto questo libro (il volume biografico “L’eleganza interiore” ndr), il secondo dopo un primo fotografico, ero titubante. Poi però mi sono detta: ho sempre fatto ruoli molto forti, vorrei che il pubblico conoscesse anche l’altra parte di me. Sono molto più semplice, genuina. Volevo essere ricordata come persona”.Così parola dopo parola, applauso dopo applauso la “Savignano” ha lasciato il posto a “Luciana”, che incalzata dalle domande sulla sua carriera, e seguendo le pagine della biografia scritta da Emanuele Burrafato ha ricordato il suo approccio “senza forzature” alla danza, dopo essere stata conquistata dal Lago dei Cigni visto da piccola alla Scala.

Ha poi raccontato l’essersi sempre sentita “stella solitaria”, l’aver capito che la sua diversità rispetto ai canoni somatici della ballerina classica è stata la sua forza, capace di catturare coreografi come Mario Pistoni (“mi scelse per il ruolo della prostituta ne Il Mandarino Meraviglioso, mi fece danzare con i capelli sciolti, mi sentivo nuda” e poi “Come dimenticare il minuto di silenzio prima degli applausi per “Il concerto dell’albatro) Roland Petit e soprattuto Maurice Bejart incontrato alla Scala, in ascensore (“Mi piantò addosso i suoi occhi blu come una lama che mi ha trafitto. Poi mi scelse per la Nona Sinfonia, mi fece danzare a piedi nudi. Sentivo che con lui avrei fatto cose meravigliose, perché la sua coreografia mi calzava come non mai. Il suo linguaggio è sempre stato il mio linguaggio. Il classico è sempre la base, ma poi con lui si spezza, va oltre”).Nessun tono da diva, nemmeno quando è stata chiamata a ripercorrere i successi delle coreografie di Bejart, come l’assolo ne La Luna da Heliogabalo, e il celebre Bolero. O a ricordare i partner sul palco, come Paolo Bortoluzzi e il sovrintendente al Teatro alla Scala Paolo Grassi, ormai scomparsi e al ricordo dei quali la voce ha pagato dazio alla commozione. Semplici e privi di manierismi anche la descrizione della scelta personale di voler stare accanto alla madre a Milano, dopo la scomparsa del padre, rinunciando così a seguire la compagnia di Bejart (che all’inizio non la prese bene..) per tenere sempre gli affetti in primo piano. Così come il parere a richiesta sulla danza attuale (“ha fatto molti progressi tecnici, è molto ginnica ma  spesso non rende possibile il trasporto. Per me non è mai stata questo”) .La dichiarazione d’amore per gli animali (“Auguro ad ogni essere umano di avere un cane”), il racconto dell’ esperienza con i malati di Parkinson e con gli artisti in casa di riposo e della scoperta del tango. Nonché il consiglio alle giovani danzatrici in platea: “Non tralasciate l’anima, il palco più che di gente che vuole stupire ha bisogno di persone che vogliono trasmettere un messaggio”. Luciana Savignano che giovedì compirà 74 anni, in agenda ha ora la ripresa di uno spettacolo a Milano con la coreografa Emanuela Tagliavia e uno spettacolo a Roma coreografato da Micha Van Hecke.Accanto a lei come detto, sul palco del Pagano i danzatori Leila Troletti, piadenese, e il marito Marian Serbanescu che hanno aperto 10 anni fa il Centro Formazione Danza che proprio al Pagano alle 21 ha proposto lo spettacolo benefico “Emozioni” promosso dal Rotary per i centri anziani di Piadena e Canneto. Dell’etoile Leila ha detto: “E’ un esempio. Rappresenta moltissimo nella nostra carriera. Ci siamo conosciuti per lavoro al Teatro di Rovigo e l’abbiamo amata come professionista ma soprattutto come persona. Abbiamo avuto modo di osservarla ed ammirarla, da lei abbiamo “rubato” molto. Averla qui con noi è un piacere grande”Maria Luisa Rancati

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