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Il caso Pot a Viadana arriva
in Parlamento: interrogazione
dell'onorevole Paglia (SI)

L’interrogazione chiede ai due Ministeri "se fossero a conoscenza di eventuali atti della Regione Lombardia, per mezzo dei quali si sarebbe variata la destinazione sanitaria a Pot presso il plesso ospedaliero di Viadana (MN), date le richiamate gravi conseguenze occupazionali sul personale".
Nella foto Perteghella e Stucchi davanti alla Lungodegenza a Viadana, che diventerà Pot

VIADANA – Arriverà anche al Ministero della Salute e al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociale l’interrogazione a risposta scritta dell’onorevole Giovanni Paglia di Sinistra Italiana. Paglia è stato sabato a Viadana e ha incontrato oltre al consigliere comunale Silvio Perteghella che lo ha invitato, anche i lavoratori della cooperativa Proges interessati dalle modifiche legate al nuovo Presidio Ospedaliero Territoriale che dovrebbe nascere a Viadana.

“Con la deliberazione nr. 461 del 27/04/2017 – si legge nelle premesse del testo del documento – l’Azienda Socio Sanitaria Territoriale di Mantova si impegnava a prolungare il contratto di concessione dei locali ospedalieri di Viadana per la gestione della Unità Ospedaliera di Riabilitazione generale e geriatrica sino al 30/04/2018, con il Consorzio di imprese per servizi alla persona denominato Inrete s.c.p.a. (di Via Danimarca 163 41100 Modena); all’interno di tale deliberazione era indicata una potenziale facoltà di recedere anticipatamente da tale contratto di concessione da parte dell’Asst di Mantova nel caso in cui Regione Lombardia approvasse entro tale data una modifica delle funzioni e dell’assetto dei locali ospedalieri di Viadana (MN); con la medesima deliberazione, al punto 2 del dispositivo finale si affidava alla Struttura Qualità e Accreditamento l’incarico di istruire il Progetto di trasformazione (quindi per destinazioni sanitarie diverse) dei posti letto oggi accreditati per la disciplina di Riabilitazione Generale e Geriatrica; al punto 4 della stessa deliberazione viene affidata alla Struttura Avvocatura e alla Struttura Qualità e Accreditamento l’incarico di predisporre la documentazione tecnica da porre a base di procedura ad evidenza pubblica che si rendesse necessaria per l’affidamento del contratto di concessione qualora Regione Lombardia non dovesse autorizzare la gestione della Struttura in forma diretta; in data 08/11/2017 il Direttore Generale dott. Stucchi, incontrando i dipendenti di Proges, riferiva che sarebbe stata intenzione della stessa Asst di Mantova riassumere solo 4 o 5 dipendenti a partire dal 01/01/2018 (personale infermieristico e o.s.s. un solo fisioterapista) attraverso una società di lavoro interinale; al momento pare che nessun medico di medicina generale abbia sottoscritto nessun negozio giuridico per i servizi sanitari di futura erogazione a partire dal 01/01/2018”.

Da qui una serie di domande: l’interrogazione infatti chiede ai due Ministeri “se fossero a conoscenza di eventuali atti della Regione Lombardia, per mezzo dei quali si sarebbe variata la destinazione sanitaria a Pot presso il plesso ospedaliero di Viadana (MN), date le richiamate gravi conseguenze occupazionali sul personale; se in assenza di una programmazione regionale approvata che individui la destinazione a Pot per il plesso ospedaliero viadanese, sia facoltà del dott. Stucchi poter disporre la risoluzione del contratto di concessione al consorzio “Inrete” al 31/12/2017 nonostante la proroga individuabile al 30/04/2018 nella Deliberazione 461 del 27/04/2017; se in assenza di tale deliberazione regionale non si possa quantomeno definire illegittima la conduzione aziendale del dott. Stucchi, vista inoltre la probabile soppressione dei servizi riabilitativi fisioterapici erogati al momento; se si ritenga di aprire un tavolo di concertazione ministeriale per ridurre l’impatto sociale e salvaguardare i posti di lavoro”.

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