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A nord ovest di Casalmaggiore. Convenzione quadro con Martignana, poi fusione?

Se nella popolazione si crea una sorta di amalgama e funziona, si può avviare la fusione anche prima. Ma questo, ripeto lo devono decidere i cittadini. Ci deve essere prima una minima collaborazione

CASALMAGGIORE – Quale che sarà il destino dei piccoli comuni nei prossimi anni ieri sera, il Consiglio Comunale di Casalmaggiore ha dato il proprio assenso ad un primo passo verso la condivisione di servizi tra Casalmaggiore e Martignana Po. Un primo passo, verso un futuro ancora tutto da scrivere, che lascia aperte ombre ed incertezze legate alle scelte future. Lo scenario probabile – anche se non l’unico – è quello di una eventuale fusione tra le due realtà. Golia che inghiotte Davide, Martignana – la Vicoboneghisio del nord ovest con annessi e connessi – o una semplice condivisione di servizi fondamentali con Casalmaggiore a fare da supplente – non per senso solidaristico, ma a pagamento – per quello che a Martignana manca.

Al momento, l’unica cosa certa é questa seconda strada. Strada peraltro obbligata dopo l’uscita di Martignana dall’unione dei comuni con Gussola e Torricella del Pizzo. Ad illustrare la questione ieri sera il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni e quello di Martignana Po Alessandro Gozzi.

E’ stato Bongiovanni ad introdurre la materia: “Siamo qui questa sera per approvare la convenzione quadro tra comune di Casalmaggiore e comune di Martignana Po per la gestione delle funzioni comunali fondamentali. Le funzioni fondamentali di un comune sono state disciplinate nel tempo dal decreto legge 78 del 2010 e sono dieci. La convenzione quadro si propone, nel tempo, di metterle assieme tutte e dieci. I comuni sino a 5000 abitanti sono obbligati entro il 31 dicembre 2017 a mettere le proprie funzioni almeno in convenzione, se non in unione oppure a fare una fusione. Il comune di Martignana esce dall’esperienza con un’altra unione e ci ha chiesto la possibilità di potersi convenzionare. E’ stato fatto un progetto di fattibilità per la gestione associata delle funzioni fondamentali. E’ da un mese che ci confrontiamo. Partiamo da questa convenzione quadro e tre funzioni che nel prossimo consiglio comunale andremo ad approvare”.

Le funzioni sono quelle della polizia locale, servizi anagrafici elettorali e statistici, e infine pianificazione urbanistica ed edilizia di ambito comunale. Nel dettaglio delle tre convenzioni distinte si enterà nel merito a dicembre, in quello che dovrebbe esssere l’ultimo consiglio comunale del 2017. “Oggi – ha aggiunto il sindaco – siamo solo nell’ambito di una convenzione quadro, diamo solo un atto di indirizzo”.

Principi di base insomma su come dovranno essere stipulate le convenzioni, regole sui rapporti finanziari, la ‘governance’ delle convenzioni stesse. La durata delle convenzioni è stata fissata in dieci anni, con possibilità di recesso (dietro, ovviamente, il versamento di una ‘penale’). “Ovviamente per noi non è un grosso problema poter svolgere le funzioni anche per il comune di Martignana e ci siamo già parlati col sindaco di Martignana su come svolgere queste funzioni. Per noi è un piacere poter collaborare e dare una mano”.

Martignana, per farla breve, comprerà servizi dal comune di Casalmaggiore che li fornirà. I due comuni già ‘collaborano’ da tempo tramite altre convenzioni (trasporto scolastico, SUAP e diritti animali, per esempio).

La parola è poi passata al sindaco di Martignana Alessandro Gozzi: “E’ chiaro che non bisogna nascondersi dietro un dito vista la sproporzione tra i due comuni: un comune di 16 mila abitanti ed uno come Martignana di 2000. Il beneficio maggiore è ovviamente per il mio comune. Sono ovviamente servizi retribuiti. Noi però riteniamo ci possa essere un’opportunità anche per il comune di Casalmaggiore in questa collaborazione”.

Gozzi ha poi elencato un dato. Martignana è abitata, per circa il 40% da ex cittadini maggiorini che hanno trovato residenza nel comune vicino. L’età media dei suoi residenti è nettamente più bassa rispetto a quella dei comuni limitrofi. “La caratteristica di Martignana di cui andiamo più orgogliosi è che nonostante le difficoltà dei tempi siamo riusciti a mantenere i servizi e le scuole e ad avere un incremento demografico. Investire sulle scuole è fondamentale, altrimenti un comune muore. In otto anni siamo passati da poco più di 1800 residenti ai 2040 attuali”.

Il primo ad intervenire è stato Alessandro Rosa (Listone) che si è complimentato con il sindaco di Martignana per quanto detto sulle scuole. Il Listone si è detto concorde ad appoggiare favorevolmente la delibera in quanto Casalmaggiore capofila del territorio era uno dei punti cardine del programma elettorale del gruppo. Programma che – nel punto specifico – lo stesso consigliere ha poi letto.

Poi è stato il turno di Pierluigi Pasotto che, pur dichiarandosi concorde nella strada intrapresa, ha mostrato qualche perplessità. “Voglio fare alcune considerazioni di merito: la prima è che chiederci di votare una convenzione quadro senza aver letto le prime tre convenzioni che entrano nello specifico dei servizi sembra una cosa un po’ azzardata, non mi pare un iter procedurale consono. Penso anche che su una questione del genere magari un maggior coinvolgimento della minoranza andava fatto. Terza considerazione, su alcuni aspetti della convenzione avrei alcune questioni da chiedere. Innanzitutto la durata, dieci anni mi sembrano tanti. Come mai dieci anni di tempo per valutare? Non sarebbe stato meglio accorciare questi tempi e magari valutare poi con un tempo più breve l’iter di una fusione visto che riconosciamo tutti che il destino avrebbe portato in quella direzione?”.

Pasotto ha chiesto anche lumi sulla calendarizzazione delle convenzioni oltre alle 3 che verranno approvate entro fine anno. Poi a Poli la domanda sul piano di assunzioni e di reintegro di personale in pianta organica rispetto ad alcuni settori che rimangono ‘in sofferenza’. “Io mi preoccupo sia dei cittadini di Martignana che di quelli di Casalmaggiore. Che intenzioni ci sono rispetto alla pianta organica e al reintegro. Mi sembrano aspetti importanti per poter fare una valutazione su una convenzione”. Responsabilità nei confronti dei propri cittadini e su quelli degli altri comuni: “Per mantenere uno standard qualitativo nei servizi”.

Il sindaco Bongiovanni ha risposto che il comune obbligato per legge si dà al momento delle regole base e entro il 31 dicembre, così come chiede la legge, porterà le prime tre convenzioni in consiglio. Poi una novità effettiva per quanto riguarda le assunzioni. Bongiovanni ha chiarito che presto la Polizia Municipale potrà godere di un effettivo in più, e senza concorso visto che si sfrutterà la graduatoria di quello che si è tenuto a Viadana per l’assunzione di un nuovo vigile. A diventare il 10imo uomo della municipale il secondo in lista in quella graduatoria. Dal primo gennaio 2018 dunque la cosa dovrebbe essere già operativa. Il resto verrà sistemato grazie a spostamenti, essendo ad esempio per quel che concerne l’ufficio tributi in sovrannumero rispetto alle esigenze, visto che già alcuni dei servizi che l’ufficio svolgeva prima sono stati esternalizzati.

Si terrà conto delle osservazioni, in quanto la convenzione è passibile di modifica o di recessione. Poi lo stesso Bongiovanni ha parlato dei problemi delle unioni tra i comuni: “Leggiamo quel che succede nelle unioni quasi quotidianamente. L’unione è una forma in cui non credo e dunque, sino a che sarò sindaco, non si farà mai”. Si procederà per convenzioni e poi, se ve ne saranno le opportunità al limite si procederà alle fusioni: “Che decideranno comunque i cittadini”.

Alcuni servizi (rifiuti e servizi sociali) hanno già una strada tracciata a prescindere dalle convenzioni. A Gozzi il compito poi di spiegare l’iter dell’unione rotta con Gussola e Torricella dopo soli tre mesi e il fatto che nel cremonese le unioni stanno mostrando tutte le loro lacune con duiscussioni che si protraggono all’infinito.

Francesco Ruberti, per la maggioranza ha poi spiegato che: “Le preoccupazioni del consigliere Pasotto hanno un loro fondamento, ma questa è un’occasione da cogliere e le occasioni se non si colgono subito le raccoglie un altro”. Ancora Pasotto poi si è soffermato di non essere tanto a favore delle convenzioni quanto delle fusioni: “I bisogni dei cittadini non verranno mai meno. Il personale sta invecchiando. A un certo punto i servizi saranno a rischio. Bisogna programmare a lungo termine. Casalmaggiore deve pensare alle fusioni. Avrei visto molto meglio un periodo più breve con un percorso incanalato verso una fusione che poteva garantire maggiormente i cittadini”.

Il sindaco Bongiovanni – ribadendo la propria contrarietà alle unioni anche in base al naufragio o alle discussioni di tante – si è detto anch’esso favorevole alla fusione. “Che è favorevole per tutti poiché se lo stato attualmente trasferisce 100 al comune di Casalmaggiore e 10 a Martignana, la fusione non sarebbe data, nei trasferimenti, dalla somma dei due trasferimenti, ma a questa andrebbe aggiunto un 20% riconosciuto. E questo sarebbe un clamoroso vantaggio per tutti. Però, come i comuni del parmense insegnano, non si può andare all’Università saltando le elementari. Adesso noi con le convenzioni partiamo dalla prima elementare dopodiché non è detto che debba fare tutti i cinque anni più cinque. Se nella popolazione si crea una sorta di amalgama e funziona, si può avviare la fusione anche prima. Ma questo, ripeto lo devono decidere i cittadini. Ci deve essere prima una minima collaborazione e poi pensare ad una fusione, che sarà un approdo probabile per molti comuni, e corretta. I percorsi vanno costruiti”.

Dieci anni sono risultati eccessivi anche per Calogero Tascarella (CNC). La discussione poi si è accesa poiché Tascarella ha chiesto più coinvolgimento della minoranza nei processi come questo che portano poi alle convenzioni. A quel punto il presidente del Consiglio Marco Micolo ha ribadito che sarebbe piaciuto anche a lui, se solo qualcuno della minoranza si fosse presentato alla Capigruppo. Il discorso è scivolato poi sulle commissioni, anche queste scarsamente partecipate dalla minoranza secondo quanto sostenuto da Francesco Ruberti che ha invitato a mostrare i dati di presenza alle varie commissioni dei consiglieri per fare rendere conto tutti della situazione. Pierluigi Pasotto ha poi chiesto di emendare lasciando i dieci anni facendo una valutazione dopo cinque ed indire il referendum sulla fusione. Il sindaco si è mostrato in disaccordo, per non vincolare le future amministrazioni.

Giuseppe Cozzini ha mostrato la propria contrarietà ribadendo che il persorso ottimale era proprio quello deciso dalle due amministrazioni. L’emendamento (“Decorsi i cinque anni i comuni si riservano di valutare la fusione secondo gli strumenti normativi previsti dalla normativa vigente”) proposto da Pasotto – scaturito dalla momentanea sospensione del consiglio per la riunione dei capigruppo – è stato poi respinto.

Dopo la votazione che ha sancito la convenzione quadro qualche minuto di scontro, anche acceso. Calogero Tascarella ha chiesto che la minoranza venga coinvolta nelle prossime convenzioni, tramite il passaggio delle stesse nella commissione affari istituzionali. “A patto che poi veniate alle commissioni”, ha ribattuto Francesco Ruberti, incalzando l’opposizione. Inutile il tentativo del sindaco di calmare le acque ormai agitate raccogliendo positivamente l’invito di CNC. “La metà delle commissioni è andata deserta” ha ribattuto Ruberti. “Le commissioni convocarle alle sei del pomeriggio per chi lavora non è orario adeguato” ha controbattuto Tascarella.

A quel punto a scaldarsi è stato il presidente del consiglio Marco Micolo: “Questo discorso lo abbiamo già affrontato. Ce chi la vuole alle 18, chi alla sera, chi al sabato. Il presidente della commissione decide. Una persona con un mandato elettivo prende un permesso, viene alle sei e non rompe le palle, scusi il termine”. Scuse non ricevute. “Rompe le palle lei non lo dice in consiglio comunale rivolto ad un consigliere – ha urlato in faccia al presidente Pierluigi Pasotto – chieda scusa!”.

Il presidente ha chiesto scusa immediatamente del passaggio infelice “Non era rivolto al consigliere ma era generico. Mi scuso del termine, a volte ne ho sentiti di peggiori ma so che io non me lo posso permettere”. Poi il sipario si è chiuso.

La convenzione quadro dunque è stata approvata. Come si diceva all’inizio le perplessità (non sulle convenzioni, passaggio pressoché obbligato ma su ciò che sarà il dopo) restano aperte. Martignana frazione di Casalmaggiore non è comunque particolare che farà felici tutti e vista la enorme sproporzione tra le due realtà, il destino non può essere che quello di un fagocitamento. Una rinuncia alla propria storia fusa con quella di una città che seppur vicina resta per tante ragioni distante e diversa. La Vicoboneghisio del nord ovest non è comunque una bella prospettiva per nessuno, soprattutto per chi vive nella realtà 8 volte più piccola. Difficile, al momento, ipotizzare di farla digerire ai cittadini che comunque saranno chiamati, nell’eventualità, a decidere di che morte dovranno morire. O sopravvivere.

Nazzareno Condina

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